Politica

La Famiglia oggi: perché la proposta di legge “Fondazione famiglia” è un’opportunità?

Si è tenuto presso il Ridotto delle Muse di Ancona  l’incontro “La Famiglia Oggi: perché la proposta di legge “Fondazione famiglia” è un’opportunità?”, promosso dal Coordinamento Regione Marche di Pensiero Popolare Italiano, che nasce dalla volontà di portare un forte cambiamento nell’atteggiamento dei cittadini verso la politica, dando vita ad un movimento che sia percepito in modo positivo e propositivo.

Orlanda Latini, Assessore alle Politiche Giovanili e alla Famiglia, ha portato il saluto del sindaco Silvetti ed ha espresso apprezzamento per l’iniziativa di Pensiero Popolare Italiano su  un tema di  grande attualità, la famiglia, il nucleo più piccolo, ma al tempo stesso fondamentale della nostra società.

L’evento di ieri è stato incentrato proprio sulla presentazione della proposta di legge “Fondazione Famiglia”, nata su iniziativa popolare e sull’avvio di un dialogo con i cittadini attraverso gli interventi di Antonio Colletta – Coordinatore Regione Marche di PPI, di Marco Palombi – Presidente Dipartimento Economia e Finanza PPI e di Fabio Desideri –  Segretario Politico Nazionale PPI.  Ha moderato l’incontro il giornalista Maurizio Socci.

 

Come ha sottolineato il dr. Antonio Colletta, Coordinatore Regione Marche di Pensiero Popolare Italiano: “Non è accettabile che nella società moderna ci siano ancora tanti ostacoli per le giovani famiglie, che faticano ad ottenere un mutuo per la prima casa, che non trovano servizi adeguati per poter conciliare il lavoro con il ruolo di genitori, che faticano ad affrontare i costi per lo studio di un figlio, dall’asilo all’università che in Italia si aggira intorno ai 135.000 euro. Senza dimenticare poi la precarietà del lavoro, i salari non adeguati al costo della vita ed una sanità che non riesce più a gestire le tante criticità”.

L’obiettivo di Pensiero Popolare Italiano è infatti quello di offrire una proposta concreta e di buon senso, che riporti il cittadino e il concetto di comunità al centro dell’agenda politica e che sia in grado di creare le condizioni per attuare dei progetti che rendano le persone più felici, più soddisfatte, più realizzate a livello personale e professionale.

Per raggiungere questo obiettivo sono stati coinvolti, all’interno del movimento, dei professionisti competenti e di esperienza, che si sono messi a disposizione per affrontare e risolvere i numerosi problemi della nostra società, come il dr. Marco Palombi, Responsabile del Dipartimento Economia e Finanza di Pensiero Popolare Italiano, che ha delineato un quadro socio-economico delle Regione Marche che evidenzia la necessità di intervenire in modo concreto con proposte che tengano conto della specificità del territorio marchigiano.

“Nel 2024 il tasso di fecondità nelle Marche è stato pari a 1,11 figli per donna, inferiore alla media nazionale di 1,18. Un tasso di 2,1 figli per donna è considerato il livello minimo necessario per garantire il ricambio generazionale. In Italia, la media si attesta oggi tra 1,2 e 1,3 figli per donna, contribuendo così al progressivo invecchiamento della popolazione. Nelle Marche, il 25% della popolazione ha più di 64 anni, contro una media nazionale del 24%. L’indice di dipendenza strutturale è pari a 62,6, rispetto al 61,6 nazionale.”

Il dr. Palombi ha chiesto al pubblico le ragioni di questo declino, le risposte hanno confermato i dati di un recente sondaggio: l’aumento del costo della vita (37%), la precarietà lavorativa (35%), le basse retribuzioni (29%) e la carenza di servizi per l’infanzia (28%) sono percepiti come gli ostacoli principali alla natalità. E quindi ha continuato:

“Tuttavia, se guardiamo bene i numeri, emerge un quadro diverso. Il reddito disponibile medio per famiglia nelle Marche è di 21.037 euro, pressoché identico a quello nazionale (21.089 euro). Il tasso di occupazione nella provincia di Ancona – in linea con la media regionale – è del 68%, nettamente superiore alla media italiana del 61,5%. Questo significa che, in termini assoluti, la situazione economica delle Marche è migliore di quella di molte altre regioni.

La percezione, quindi, non è interamente sostenuta dai dati oggettivi. Ma scavando più a fondo emergono due fattori determinanti. Nelle Marche la quota di lavoratori dipendenti stabili è del 65%, contro il 68% nazionale; la percentuale di lavoratori atipici è identica (13%), mentre le partite IVA rappresentano il 22% del totale, contro il 19% a livello italiano. A ciò si aggiunge la struttura imprenditoriale del territorio: un tessuto di microimprese familiari che, pur essendo spesso innovative, fatica a rapportarsi con il sistema bancario e ad affermarsi sui mercati. È qui che si genera l’incertezza. Le persone non si muovono per i dati, si muovono per visioni. E se non vedono un futuro, se non percepiscono un ambiente favorevole, non mettono al mondo figli.

Per molte donne con partita IVA o imprenditrici, una gravidanza può significare la perdita del proprio sostentamento. Non si tratta di abitudine al benessere, ma di mancanza di un contesto capace di supportare davvero chi lavora e desidera avere figli.

Ed è qui che interviene la Fondazione Famiglia. Essa agisce dove lo Stato non può arrivare: a sostegno di tutte quelle categorie di potenziali genitori che non rientrano nei parametri ISEE più bassi, ma per i quali l’arrivo di un terzo o quarto figlio (proprio ciò di cui l’Italia ha bisogno) comporterebbe uno sforzo eccessivo.

Facciamo un esempio: una famiglia con padre e madre lavoratori che porta a casa fra i 2.500 e i 3.500 euro al mese, grazie all’intervento della Fondazione che si fa carico delle loro imposte, potrebbe ritrovarsi con un reddito effettivo disponibile fino a 8.000 euro. Oppure, nel caso abbia bisogno di una casa più grande per accogliere un nuovo figlio, la Fondazione può offrire garanzie alla banca e coprire parte degli interessi del mutuo. Sono interventi concreti che lo Stato, oggi, non prevede.

Inoltre, la peculiarità della Fondazione – la sua vera forza – è che:

  • non prende un euro dallo Stato, ma solo da soggetti privati;
  • non si limita a redistribuire ciò che riceve, ma investe parte dei fondi e redistribuisce interamente la ricchezza prodotta;
  • non genera costi, poiché si avvale di personale già in servizio presso altre istituzioni;
  • è sottoposta al controllo rigoroso dello Stato, che ne garantisce l’imparzialità.

In una parola: la Fondazione Famiglia rappresenta un cambio di paradigma. Non un bonus occasionale, ma una visione. Una visione che restituisce fiducia a chi vuole generare futuro.”

Fabio Desideri, Segretario Nazionale di Pensiero Popolare Italiano, ha sottolineato la volontà di Pensiero Popolare Italiano di essere un movimento che si propone di lavorare per e con i cittadini, per portare un reale cambiamento nella politica italiana e nella società. “Se il 58% dei cittadini ha deciso di non andare a votare alle ultime elezioni significa che non c’è più interesse in quello che accade intorno a noi, nella società. Si cerca di sopravvivere. Ecco perché è fondamentale intervenire per riavvicinare le persone alle istituzioni e risvegliare le coscienze. Non ci siamo messi in gioco per avere visibilità e potere, ma per dare risposte concrete ai cittadini”.

L’vento ha visto un’ampia partecipazione da parte della cittadinanza e questo è un segnale importante che fa sperare in un prossimo futuro in cui Pensiero Popolare Italiano diventi il movimento di quei cittadini che vogliono cambiare la società e renderla più vicina ai propri bisogni.

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