Economia e Lavoro

La Giornata mondiale della sicurezza sul lavoro. La speranza di un futuro migliore

di Wladymiro Wysocki (*)

Il 28 Aprile, è la una data Mondiale per una riflessione della situazione lavorativa e il ricordo di tutti coloro che ogni giorno sono vittime del lavoro con infortuni gravi, malattie professionali o addirittura con la perdita della propria vita.

La Giornata Mondiale della Salute e Sicurezza sul lavoro è stata istituita nel 2003 dall’ Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO).

Dal sito dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, si legge che quest’anno il tema di maggiore focus prende il titolo di “Rivoluzionare la salute e sicurezza sul lavoro: l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione nel mondo del lavoro”.

Lo scopo è di fare luce sull’ausilio di nuove tecnologie che stanno prepotentemente avanzando a una velocità impressionante e che inevitabilmente stanno trasformando la salute e la sicurezza sul lavoro.

Tecnologie, quali, l’automatismo, l’uso di strumenti intelligenti che entrano nel campo della prevenzione, salute e sicurezza, sistemi di monitoraggio, utilizzo della realtà virtuale, così come la gestione algoritmica del lavoro.

La digitalizzazione del lavoro è ormai una realtà più che consolidata portando a una evoluzione, ormai più che normalizzata, del lavoro al telelavoro.

In un panorama di Intelligenza Artificiale, è da porre l’attenzione sull’utilizzo di strumenti avanzati quali i sensori intelligenti, una analisi predittiva e la realtà aumentata.

Tutti strumenti che solamente qualche anno addietro erano futuristici, scene dei film ma già presenti tra noi, con la grande difficoltà di utilizzo sia per una questione di privacy dei dati, fonte vitale dell’intelligenza artificiale, che per una adeguata preparazione dei lavoratori.

Ancora oggi infatti la formazione e l’addestramento per un utilizzo sicuro ed efficace è carente, se non del tutto assente.

Qualche giorno addietro è uscita la nota sull’approvazione dei nuovi Accordi Stato Regioni in merito alla formazione, ma di questi aspetti così avanzati e di fondamentale importanza per la prevenzione, per la lotta agli incidenti e infortuni non si ha alcuna traccia.

Qui la forte timidezza e impreparazione di chi spesso redige questi testi e siede ai tavoli di lavoro.

Un mondo del lavoro che corre alla velocità della luce, con nuovi processi lavorativi, strumenti, macchinari innovativi tanto da parlare di tecnologie 2.0, 3.0, 4.0 e via discorrendo, e poi non siamo pronti a formare i nostri lavoratori e renderli competenti all’utilizzo di questi strumenti.

Mi verrebbe una battuta, chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane.

Due mondi che corrono in parallelo e non convergono, restano così realtà sulla carta o quanto meno con un potenziale sfruttato in minima parte.

Strumenti che sarebbero di grandissimo ausilio alla prevenzione che tanto si decanta e rimane ancora troppo un concetto aleatorio.

Applicare queste tecniche nell’immediatezza vorrebbe dire da subito evitare qualche incidente e non sarebbe cosa da poco.

Non dimentichiamoci mai che dietro a quei numeri e statistiche ci sono persone, famiglie, figli che soffrono e restano in attesa di una giustizia nella speranza che drammi del genere non accadano mai più.

Eppure, non siamo pronti.

Una giornata, questa, che sicuramente rappresenta una occasione per fermarci e riflettere sulle condizioni di lavoro che insistono drammaticamente in tanti settori.

Una giornata per dare maggiore forza alla promozione della cultura della sicurezza con azioni concrete, atte a garantire condizioni e luoghi di lavoro più sani e sicuri.

Si ha la necessità di investire nella cultura del lavoro sano e sicuro, cominciando dai banchi di scuola come un dovere morale per il futuro delle nostre generazioni.

Sembra un discorso ripetitivo ma solo formando i giovani nella comprensione dei rischi e dei pericoli, che si manifestano nel lavoro, e renderli pienamente consapevoli potremmo ottenere un deciso cambio di rotta.

In questa giornata sentiremo parlare di numeri incessanti, anzi in aumento, delle vittime del lavoro, degli incidenti in itinere e delle malattie professionali, sentiremo parlare di carenza della formazione come di carenza delle ispezioni.

Cogliamo questo giorno per analizzare i punti critici e del perché tutta la normativa vigente ad oggi non sta dando i frutti sperati.

Soffermiamoci a capire perché ben oltre la metà delle aziende in Italia non hanno mai applicato la prevenzione nei luoghi di lavoro.

Sono tanti gli aspetti da chiarire, ma sicuramente dobbiamo fare leva sull’informazione nazionale della prevenzione che non deve essere solamente in occasione di tragedie condita di salotti, manifestazioni, dibatti fini a se stessi.

Dedicare una divulgazione attraverso i media, programmi specifici per arrivare a tutti e sicuramente cominciare dalla scuola è un passo importante.

Anche qui però, un atteggiamento troppo timido aver inserito nelle 33 ore di educazione civica una materia di questa rilevanza, e mi auspico che presto questa possa essere una vera materia scolastica alla pari delle altre materie come la matematica, la storia, il latino, la biologia e via discorrendo.

Materia che preparano lo studente a una formazione culturale di indubbia importanza per trovare un lavoro e dare un contributo alla società, ma una materia in prevenzione e sicurezza sul lavoro è fondamentale per mantenere quel lavoro e soprattutto la vita.

La nostra Costituzione Italiana, all’articolo 4, ci ricorda che a tutti i cittadini è riconosciuto il diritto al lavoro, quel lavoro come strumento per il sostentamento economico, espressione di personalità, libertà, dignità e sviluppo nella società.

Quel lavoro che oggi è diventato invece strumento di morte a discapito proprio della dignità della persona, un prezzo troppo alto da pagare inammissibile per la nostra era.

Una vera sconfitta per la nostra società.

Buona giornata mondiale della sicurezza sul lavoro a tutti!

 

(*) Esperto di sicurezza sul lavoro

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