Esteri

La grande diga etiope sul Nilo causa di nuove tensioni in Africa

di Giuliano Longo

A settembre, l’Etiopia ha inaugurato la Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD) – nella foto-, salutata come “una vittoria generazionale”, ma il Sudan e l’Egitto la ritengono una “minaccia esistenziale”.

Il  9 settembre il primo ministro etiope Abiy Ahmed ha inaugurato la grande diga del Rinascimento etiope nell’ovest del Paese ha affermato che ,”Questo lago portato con sé una ricchezza superiore al Pil dell’Etiopia. Questa generazione ha compiuto una grande impresa con la Diga del Rinascimento. L’era dell’accattonaggio è finita“.

Nel frattempo fiumi di acqua si riversavano sul bacino retrostante, che contiene  74 miliardi di metri cubi d’acqua su una superficie grande come due volte Roma.  La mega-diga dovrebbe produrre tra i cinque e i seimila megawatt di elettricità per la regione.

Un mese dopo l’inaugurazione, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha dichiarato alla conferenza della Settimana dell’acqua del Cairo che l’Egitto “non resterà inattivo” di fronte alle azioni “irresponsabili” dell’Etiopia.

La questione della distribuzione dell’acqua del Nilo rappresenta un contenzioso che dura da anni anche prima dell’avvio della  costruzione della diga nel 2011.

L’’85%  delle acque del Nilo che confluiscono a Khartoum in Sudan, provengono dagli altopiani etiopi, il ramo del Nilo Azzurro, che è più fangoso dell’altro ramo del  Nilo Bianco, che scorre dalla Rift Valley. Questa la ragione per la quale la diplomazia dell’acqua sul fiume si è concentrata sul controllo dell’Etiopia.

Quando nel 1902 fu costruita la prima grande diga ad Assuan, durante il periodo della colonizzazione britannica, il Regno Unito firmò anche un accordo con l’Etiopia a nome delle sue colonie che conferiva a queste ultime un potere di veto su qualsiasi costruzione a monte “che avrebbe arrestato il flusso delle loro acque nel Nilo”.

Ma i trattati successivi, del 1929 e del 1959 avrebbero favorito  l’Egitto, concedendogli 55,6 miliardi di metri cubi, pari al 66% del flusso.

In Etiopia, Egitto e Sudan, molto è cambiato dall’accordo del 2015. Solo uno dei tre leader che hanno firmato la dichiarazione del 2015, l’egiziano al-Sisi, è ancora al potere mentre la politica di Addis Abeba e del Cairo è scivolata verso l’autoritarismo e il Sudan è in preda a una disastrosa guerra civile.

Ma il  Nilo  è visto come un fattore esistenziale per l’egitto, in gran parte coperto dal deserto, e al-Sisi ha avvertito nel 2021 che “nessuno può sottrarre una sola goccia d’acqua all’Egitto“.

Nonostante Trump abbia suggerito nel 2020 che l’Egitto potrebbe “far saltare in aria” la diga, al-Sisi proclama di voler affrontare  la questione con mezzi diplomatici, anche se in ambienti del governo Bidengli attribuirono gran parte della colpa per l’interruzione dei negoziati.

Secondo Euronews, al-Sisi trae vantaggio dalla minaccia di un nemico esterno in termini di politica interna“, soprattutto perché l’economia egiziana sta vacillando e la popolazione deve far fronte all’aumento dei prezzi  dopo che le importazioni di grano sono salite alle stelle in seguito al conflitto ucraino. .

Il leader sudanese  delle Saf Abdel Fattah Al-Burha, il  generale che di fatto governa il Sudan dopo il colpo di stato del 2021, ha incontrato al-Sisi al Cairo il 15 ottobre, sulla scia delle alluvioni in Sudan e in Egitto, delle quali gran parte della colpa viene attribuita alla Mega diga.

Ma da questa partita il Sudan è ormai fuori gioco almeno sino a quado verrà posto fine a una guerra civile che comincia a scandalizzare il mondo.

Il Cairo sta invece diventando un partner importante della Unione Europea  per affrontare le guerre a Gaza, in Sudan e in Libia er sostenere la sicurezza energetica dell’Europa attraverso il gas naturale e le energie rinnovabili e per contenere i flussi migratori.

Il Cairo non ha sfruttato il tema  solo con Bruxelles, ma al-Sisi ha usato la questione come merce di scambio anche con Washington che intende condizionare i suoi rapporti con la Russia.

I rapporti tra Egitto e Russia sono attualmente molto stretti, basati su una solida partnership strategica che include progetti infrastrutturali di rilievo e una crescente sintonia politica.

 

La cooperazione si concentra soprattutto su progetti energetici e industriali, come la centrale nucleare di El Dabaa e la creazione di una Zona Industriale russa vicino al Canale di Suez. Inoltre :I legami commerciali sono cresciuti, con un aumento delle esportazioni russe verso l’Egitto e delle importazioni di prodotti egiziani.

 

Anche i rapporti tra Etiopia e Russia si sono rafforzati negli ultimi anni, coprendo settori come la cooperazione militare, economica e scientifica. Moscaha facilitato l’accesso delle banche etiopi alle transazioni in rubli, mentre Addis Abeba si è unita alla Banca di Sviluppo dei BRICS.

 

Con un gioco che nonostante tutte le buone intenzioni di Bruxeeler ve l’Unione Europe giocare un ruolo marginale  in quell’area dell’Africa.

 

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