di Giuliano Longo
Se la NATO è davvero contraria all’invio di sue truppe in Ucraina perché non richiama i suoi soldati che già vi operano?
Lunedì 26 febbraio, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha dichiarato che la Germania non avrebbe fornito a Kiev i suoi missili da crociera a lungo raggio “Taurus” perché ciò richiederebbe l’invio di truppe tedesche per utilizzarli, mentre gli inglesi già lo fanno per i loro missili “Storm Shadow”.
Londra ha gridato allo scandalo accusando il Cancelliere tedesco di una “flagrante violazione dell’intelligence”che in soldoni vuol dire ciò che tutti già sanno, ovvero che ufficiali e personale addestrato della NATO sono in Ucraina e utilizzano armi come il sistema di difesa aerea Patriot e NASAM, HIMARS , il missile franco-britannico Storm Shadow (SCALP-EG in Francia) e molte altre armi complesse fornite all’Ucraina.
Il numero effettivo del personale dei paesi NATO in Ucraina è top secret, ma non c’è dubbio che ve ne siano in gran numero provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Polonia, Romania e da altri paesi balcanici e caucasici.
Quando questi “volontari” vengono feriti o uccisi, come spesso accade, il loro ruolo viene oscurato o al massimo viene loro riconosciuto lo status di combattente, come negli Stati Uniti.
Il 29 febbraioPutinnel suo discorso annuale sullo stato della nazione durato 2 ore, ha avvertito che l’invio di truppe della NATO in Ucraina potrebbe comportare il rischio diuna guerra nucleare. Una risposta indiretta alla dichiarazione di Macron secondo cui l’Alleanza avrebbe inviato truppe in Ucraina per impedire una vittoria russa.
Sebbene la sua dichiarazione non abbia ottenuto consenso tra i leader dell’UE, il fatto che l’invio di truppe sia stato discusso in un forum ufficiale dell’UE,aumenta le tensioni NATO-Russia.
Da tempo l’Alleanza Atlantica ha intensificato il proprio supporto a Kiev per scacciare i russi dal territorio ucraino cercando basi per le sue forze e puntando armi contro la Russia .
Allo stesso tempo ha promosso energicamente il cambio di regime a Mosca.
Come riportato da Wired Magazinesecondo il quale gli Stati Uniti hanno sviluppato una tecnologia speciale per tracciare i cellulari dello staff di Putin al fine di individuare la posizione di Presidente russo.
Queste informazioni avrebbero scarso valore se l’intento non fosse quello di assassinare il Presidente russo. Il fatto che gli Stati Uniti e la NATO, con l’aiuto degli ucraini, siano stati coinvolti nella liquidazione di leader russi (così come dei comandanti militari) indica che il cambiamento di regime sarebbe ancora più importante della sconfitta della Russia sul campo di battaglia. Non è un caso chela Sottosegretaria di Stato americana Victoria Nuland, questa settimana abbia affermato che la Russia di Putin “non è la Russia che volevamo”.
Putin non ignora di essere un obiettivo.Ci sono stati diversi tentativi di ucciderlo, uno di questi è stato l’attacco di droni kamikaze al suo ufficio al Cremlino nel maggio dello scorso anno. È probabile, date le rivelazioni sull’individuazione della posizione di Putin, che l’attacco avesse lo scopo di ucciderlo (attribuendolo all’Ucraina, non alla NATO).
In un altro incidente,sei anni prima dell’invasione Ucraina, la limousine di Putin fu colpita frontalmente sulla tangenziale di Mosca. L’autista fu ucciso, ma lui non era a bordo dell’auto. Non tutta l’intelligence è affidabile, soprattutto quando si parla di Russia.
Sebbene la politica interna del Cremliino sia spesso brutale e non risparmi omicidi, Putin è stato attento a non “tracciare”i leader della NATO così come quelli ucraini. Si ricorda che nel corso di contatti conl’ex primo ministro israeliano Naftali Bennett, il presidente Zelenskyjespresse il timore Putin volesse farlo fuori , ma in un incontro successivo con il presidente russo gli fu assicurato ache Zelenskyj era al sicuro e che la Russia non lo avrebbe toccato, accordo che pare abbia funzionato, almeno fino ad ora.
Tornando alla situazione attuale, ormai Kiev stessa ammette la possibilità di una sconfitta nei prossimi mesi, preoccupando gli europei che lunedì scorso a Parigi hanno organizzato l’“incontro urgente”. In quella sede (apparentemente) gli europei si sono impegnati a fornire armi a lungo raggio a Kiev, eccetto il disaccordo di Berlino sui Taurus.
È ragionevole ritenere che i tedeschi temessero la reazione della Russia, o addirittura che i russi avessero esplicitamente avvertito Berlino che stavano entrando in una zona pericolosa, senza alcuna via d’uscita.
La politica della NATO dovrebbe essere quindi urgentemente ripensata perché se è davvero contraria all’invio di truppe, non può più negare che militari sono già sul terreno in Ucraina.
Mnentre el frattempo cresce l’ansia russa per il dispiegamento di potenti armi, alcune delle quali puntate contro paesi e città della Federazione.
Il recente promemoria di Putin sulla armi nucleari in possesso della Russia, la sua affermazione che la NATO si sta preparando ad attaccare la Russia e la sua dichiarazione che Mosca è disposta a utilizzare armi nucleari (sia pure “tattiche”), indicano chel’Alleanza sta già superando la linea rossa critica.
I documenti segreti di pianificazione russa dal 2008 al 2014 rivelavano che Mosca prevedeva una soglia bassa per l’uso di armi nucleari tattiche. I documenti ipotizzavano allora un attacco da parte della Cina, ma ancora oggi suggeriscono l’intenzione russa impiegare armi nucleari nelle prime fasi di un simile conflitto.
Questo principio potrebbe anche riguardare l’Alleanza Atlantica se il territorio russo venisse direttamente minacciato, venissero pianificate provocazioni o addirittura si pianificasse una invasione sia pure marginale ai confini. Forse è propria questa la sorpresa che si sta preparando come annunciato (ovviamente in modo generico) dal capo dell’intelligence ucraino Budanov non molto tempo fa.
Molti osservatori occidentali affermano che l’Alleanza non è (ancora?) preparata alla guerra poiché si trova in condizioni peggiori rispetto all’inizio del conflitto russo/ucraino, avendo imbottito Kiev di armi vitali svuotado i propri arsenali. Ragione in più per chiedersi sino a che punto l’Europa possa di difendersi dall’impiego di con armi nucleari tattiche.
Secondo il CFR, il Council on Foreign Relations (centro studi americano) un centinaio di questi ordignitargati Usa si trovano in sei basi in cinque Paesi membri dell’Alleanza: Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi e Turchia. Il Regno Unito e la Francia, che hanno le proprie forze nucleari, non ospitano più armi statunitensi ma dovrebbero disporre di proprie bombe tattiche.
La russia ne dispone invece di circa 2.000, con un raggio di azione limitato, intorno a uno-due chilometri, distribuite da est a ovest su tutto l’immenso territori della Federazione. Mosca si appresterebbe a fornirne anche alla Bielorussiaed è controverso se siano già presenti nella enclave di Kaliningrad, al confine con la Polonia e Lituania.
Inutile dire che ne basterebbero una decina, da una parte e dall’altra, per ridurre L’Europa alla desolazione post atomica.
aggiornamento Nato ore 13.53
