di Fabio Desideri (*)
Seguire i temi della politica è un’abitudine che gli italiani stanno sempre più perdendo e non è così difficile capirne le ragioni.
Stamane aprendo il giornale o “scrollando” i telefoni, o ascoltando le TV, si leggono e si ascoltano tre notizie di cronaca che fanno rabbrividire.
Una ragazzina di dodici anni da mesi oggetto di violenze sessuali, un quattordicenne suicida perché oggetto di bullismo per i capelli lunghi, un bambino di otto anni preso a bastonate durante la sua festa di compleanno da altri tre bambini minorenni; purtroppo è ipotizzabile che non saranno le sole.
Davanti a fatti come questi, che trasudano del “male di vivere ai giorni d’oggi”, la politica somiglia sempre di più ad un circo, con clown, incantatori di serpenti, equilibristi, acrobati (con tutto il rispetto per le categorie circensi), concentrati soltanto sulle proprie esibizioni da palcoscenico, che ormai interessano esclusivamente gli addetti ai lavori, sempre più casta e sempre meno rappresentanti dei cittadini.
Se ormai non fosse, per molti aspetti, una rappresentazione a tratti comica, la politica e certe dichiarazioni, di alcuni esponenti apicali di essa, come ad esempio le dichiarazioni di GUALTIERI, sulla balneabilità del Tevere, o quelle di SALA, a quei poveri cittadini che hanno acquistato appartamenti nei fabbricati sottoposti a sequestro nella vicenda urbanistica meneghina, necessiterebbero di ben più chiare e nette prese di posizione da parte del partito cui appartengono, il Partito Democratico, e delle maggioranze che li supportano.
Purtroppo non è così.
A questa tendenza ad autoassolversi della politica italiana, si aggiunge il fatto che i media italiani hanno rinunciato da tempo al giornalismo d’inchiesta, ormai i programmi televisivi sono soltanto luoghi di esibizione di amici degli amici, i quali dissertano esclusivamente di una linea politica dettata all’alto, facendo da mero amplificatore di decisioni prese da chi orienta le scelte, e soprattutto gli investimenti, dei gruppi imprenditoriali che acquistano gli spazi pubblicitari.
Per cui l’attenzione della politica su una bambina violentata da quando aveva 10 anni, di un bambino di 8 anni preso a bastonate da altri bambini come lui durante il suo compleanno, o di un 14enne che si suicida perché bullizzato per i suoi capelli lunghi, non rappresentano più un grido d’allarme su cui la politica si dovrebbe immediatamente concentrare ma sono diventate soltanto notizie tra le tante.
Un Paese che si è incamminato su questa deriva è un Paese che non ci piace, che dobbiamo far tornare alla giusta attenzione per i temi reali.
La politica sta spostando la sua attenzione soltanto sui temi che comportano INVESTIMENTI e forse la ragione è anche facile da comprendere, ma non si è capito che le priorità quotidiane della gente sono ben altre.
Non a caso, proprio ieri sera, un interessantissimo programma (cosa ormai sempre più rara sulla RAI) ci ha spiegato come i colossi mondiali stiano combattendo la “battaglia dello spazio” sempre più “Klondike universale” e come questo sia il vero contesto dal quale si controlla il mondo attraverso la rete dei satelliti che sorvolano i nostri cieli.
Rispetto a questi temi sentir parlare i CONTE, SALVINI, SCHLEIN, LUPI, BONELLI, VANNACCI fa capire quanto costoro non abbiano la minima consapevolezza delle priorità del mondo, quanto siano totalmente inadeguati a gestire le vere emergenze dei nostri tempi e soprattutto quanto siano lontani dalla gente comune.
Proprio per colmare questa distanza tra politica e cittadini, noi di PENSIERO POPOLARE ITALIANO abbiamo ripreso a dialogare con la gente. partendo dai quartieri, dai municipi, cioè dalla realtà quotidiana che è proprio quella che la politica ha perso di vista.
Vi aspettiamo il 3 ottobre prossimo, alle ore 17.30, in via Cristoforo Colombo 116, a Roma, presso il POLO FORMATIVO ROMANO, per affrontare i temi e le priorità dei territori romani che – tanto per fare un esempio – con la balneabilità del Tevere hanno ben poco a che fare.
(*) Segretario nazionale di Pensiero Popolare Italiano
Nella foto Fabio Desideri Segretario di PPI
