La guerra di Putin

La Russia punta a reclutare 500mila militari

di Giuliano Longo (*)

 

A marzo, Putin affermava che la Russia sta reclutando nuovi militari a un ritmo doppio rispetto all’Ucraina.

Ad aprile, funzionari ucraini hanno dichiarato che l’esercito russo sta aumentando il suo contingente in Ucraina di 150.000 soldati quest’anno.

All’inizio di questo mese, il vice capo dell’intelligence militare ucraina, Vadym Skibitsky, ha dichiarato che “i piani di reclutamento della Federazione Russa vengono completati almeno dal 105 al 110% ogni mese“, per raggiungere le quote previste entro la fine dell’anno.

‘Riduzione delle vittime’

Il Ministero della Difesa britannico afferma che più di un milione di soldati russi sono stati uccisi o feriti nel corso del conflitto, ma sono cifre inattendibili  poiché sono cifre difficilmente verificabili in modo indipendente dato che la Russia, come l’Ucraina, mantengono segrete queste statistiche.

Ma secondo Oleg Ignatov, analista senior del  Crisis Group russo, uno dei motivi dell’aumento del numero di truppe russe è la diretta conseguenza della necessità di contenere le perdite.

La Russia ha quasi smesso di utilizzare mezzi pesanti sul campo di battaglia perché è altamente vulnerabile ai droni. L’ultima volta che la Russia ha utilizzato mezzi pesanti su larga scala è stato durante l’invasione del suo Territorio a Kursk”.

Quindi  “non attacca con grandi gruppi di soldati da molto tempo e  utilizza piccoli gruppi, a volte una o due persone, per infiltrarsi gradualmente nelle posizioni dell’esercito ucraino sotto la copertura di droni e artiglieria. Questo riduce le perdite.”

 

Ma ci sono anche altri fattori in gioco.

Nel primo anno di guerra, migliaia di giovani aventi diritto al servizio militare fuggirono verso paesi vicini come la Georgia e la Mongolia. La polizia pattugliava le metropolitane e faceva irruzione e negli alloggi che ospitavano i migranti per radunare potenziali coscritti.

Oggi questi timori di essere arruolati forzatamente sono ormai in gran parte svaniti.

“In realtà, dal 1° novembre 2022 non c’è più alcuna chiamata alla mobilitazione”, ha affermato un avvocato per i diritti umani di Appeal to Conscience, un collettivo che aiuta le reclute idonee a evitare il servizio militare.

“Allo stesso tempo – riferisce – il periodo di mobilitazione è in corso e non è stato revocato; vale a dire che coloro che sono mobilitati e sono già in servizio non possono dimettersi fino alla fine della mobilitazione. Dal 2022, invece di arruolarsi per la mobilitazione, alle regioni è stato affidato il compito di reclutare soldati a contratto. Solo coloro che sono reclutati a contratto posson. partecipare alla guerra.”

E’ anche vero che la confusione viene sfruttata da reclutatori senza scrupoli che approfittando della coscrizione ancora in vigore tentano di obbligare alla firma dei contratti, al punto che alcuni coscritti si sono trovati contratti illegali non firmati da loro.  Ma in molti sono attratti dagli stipendi generosi.

L’anno scorso, Putin ha firmato un decreto che offriva ai nuovi soldati a contratto un bonus di benvenuto di 400.000 rubli (circa 4.970 dollari) da parte del governo federale.

Le autorità locali sono state incoraggiate ad almeno raddoppiare tale somma, oltre a fornire uno stipendio mensile minimo di 204.000 rubli (2.500 dollari) e benefit aggiuntivi come l’assistenza per i prestiti.

Per chi è sfortunato o proviene da aree rurali più povere e sottosviluppate, le offerte sono allettanti.

In un modo o nell’altro vengono arruolati contratto anche le persone che soffrono di povertà, così come coloro che sono conosciuti della polizia e vengono arrestati per piccoli furti e altri reati.

Anche i lavoratori migranti, i cittadini stranieri o i nuovi cittadini sono passibili di reclutamento. È chiaro che più le regioni sono povere e depresse economicamente, più ssono soggette al reclutamento.

Una parte significativa delle forze russe in prima linea combatte per qualcosa di ancora più allettante del denaro: la libertà. Durante la guerra, i prigionieri, compresi quelli condannati per omicidio e stupro, sono stati liberati dalle loro celle, muniti di fucile e inviati a combattere in Ucraina. Pratica ormai diffusa anche in Ucraina.

Molti di questi facevano parte delle ondate di soldati russi  in battaglie feroci a Bakhmut a metà del 2023.. Se fossero sopravvissuti, sarebbero tornati in Russia come uomini liberi e sarebbero stati accolti come eroi degni di redenzione.

Ma la riabilitazione non sempre ha successo: la recidiva è un problema tra i veterani, incoraggiati dal fatto che se vengono catturati  possono semplicemente arruolarsi di nuovo.

L’anno scorso il governo ha ampliato il programma per includere anche coloro che sono in attesa di processo o semplicemente sotto inchiesta. In media, 50 persone lasciano le colonie penali con un flusso costante di reclutati.  .

Anche a causa di ciò, la popolazione carceraria russa, un tempo enorme, è crollata di 120.000 detenuti negli ultimi due anni, raggiungendo il minimo storico di 313.000, secondo un articolo pubblicato a febbraio dal quotidiano moscovita MK, alcuni istituti penitenziari in tutto il Paese stanno già chiudendo.

Ma queste tattiche non sono sempre necessarie. Un sondaggio condotto all’inizio di quest’anno dall’istituto indipendente Levada rileva che  il 75% del pubblico russo sostiene la guerra con reclute  attratte dal patriottismo.

Alcune testimonianze riprese da media internazionali riportano che molti di questi giovani  si considerano veri russi e  andavano in guerra  indipendentemente dalla loro etnia, spesso asiatica o caucasica.

(*) Analista politico ed esperto di geopolitica

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