di Andrea Maldi
“Gaza verrebbe consegnata agli States da Israele al termine dei combattimenti… ne saremo proprietari e responsabili dello smantellamento di tutte le pericolose bombe inesplose e di altre armi presenti sul posto… i palestinesi sarebbero reinsediati in comunità molto più sicure e belle, con case nuove e moderne, nella regione. Avrebbero la possibilità di essere felici, sicuri e liberi. Gli Usa, lavorando con grandi team di sviluppo provenienti da ogni parte del mondo, inizierebbero la costruzione di quello che diventerebbe uno dei più grandi e spettacolari sviluppi del genere sulla Terra. L’America non avrebbe bisogno di soldati, la stabilità della regione regnerebbe!” ha pontificato Trump.
Il presidente dello Stato ebraico Netanyahu si è detto pienamente d’accordo sull’iniziativa di Donald Trump. “E’ un’idea fantastica e penso che dovrebbe essere davvero perseguita, esaminata e realizzata… l’idea stessa di consentire agli abitanti di Gaza che vogliono andarsene di andar via… c’è qualcosa di sbagliato in questo?!” ha detto il primo ministro israeliano ai microfoni di Fox News.
Durissima la replica di Hamas che esorta i Paesi arabi a non cedere alle pressioni del Tycoon: “Chiediamo un vertice arabo con urgenza per far fronte al piano di trasferimento… la proposta che mira all’occupazione della striscia di Gaza da parte degli Stati Uniti è aggressiva nei confronti del nostro popolo e della nostra causa, non contribuirà alla stabilità della regione e non farà altro che gettare benzina sul fuoco… inoltre sollecitiamo le organizzazioni internazionali di prendere misure forti contro il programma di Trump.”
Non mancano le risposte anche di Egitto, Francia, Germania, Inghilterra e Spagna, che condannano aspramente il piano del commander in chief e la colonizzazione di Israele in Cisgiordania. Sulla stessa linea pure l’Italia, “… due popoli e due Stati, il neonato Stato Palestinese dovrà riconoscere Israele e dovrà essere riconosciuto da Israele.” Così ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Anche La Russia si è espressa contraria, e la Cina afferma che Gaza “non è una pedina di scambio negli accordi politici e nemmeno il bersaglio della legge della giungla.”
