Donald Trump ha annunciato che ospiterà il presidente turco Recep Tayyip Erdogan alla Casa Bianca il 25 settembre e spera di concludere accordi commerciali per miliardi di dollari.
“Stiamo lavorando a numerosi accordi commerciali e militari con il Presidente, tra cui l’acquisto su larga scala di aerei Boeing, un importante accordo per l’F-16 e la continuazione dei colloqui sull’F-35, che prevediamo si concludano positivamente“, ha scritto sul suo social.
Questa sarà la prima visita di Stato di Erdogan negli Stati Uniti dal 2019, anno in cui la Turchia fu estromessa dal programma F-35 per aver acquistato il sistema di difesa aerea russo S-400, nonostante i ripetuti avvertimenti degli Stati Uniti.
A Washington già si ritiene che Boeing e Lockheed Martin potrebbero essere i principali beneficiari degli accordi commerciali e militari tra i due Paesi.
Sul fronte commerciale, la Boeing potrebbe aggiudicarsi un ordine per ben 250 aerei passeggeri dalla Turkish Airlines che ha già ordinato 220 aeromobili Airbus europei a dicembre 2023.
La compagnia aerea dispone già di una flotta impressionante di quasi 400 aeromobili, che vola verso oltre 340 destinazioni in 130 paesi in tutto il mondo e ora intende raddoppiare le dimensioni della sua flotta, arrivando a 800 aeromobili entro i prossimi otto anni.
Sul fronte militare, potrebbero proseguire i colloqui per l’acquisto di 40 caccia F-16 Block e 70 Viper statunitensi, insieme ai kit di modernizzazione per i 79 F-16 esistenti. Questo pacchetto è stato approvato in linea di principio dal Congresso degli Stati Uniti nel 2024.
Separatamente, anche il programma per i caccia F-35 potrebbe essere all’ordine del giorno dell’incontro Erdoğan-Trump. Secondo quanto riportato, la Turchia sarebbe interessata ad acquistare 40 caccia stealth F-35 dagli Stati Uniti.
Sebbene l non sia una novità, il rientro di Ankara nel programma F-35 ha generato un acceso dibattito tra gli esperti di sicurezza, che mettono in guardia dalle ripercussioni a lungo termine sull’equilibrio di potere in Medio Oriente, nel Mediterraneo e persino sulla sicurezza degli Stati Uniti e dell’UE nella regione.
La conseguenza più significativa potrebbe essere quella di preparare il terreno per il primo scontro al mondo tra F-35 e F-35 turchi con quelli di altre potenze.
Uno contro tra F-35 e F-35 è possibile? Nonostante sia membro della NATO, nell’ultimo decennio la Turchia ha adottato una politica estera autonoma, spesso in contrasto con gli altri membri della NATO, gli Stati Uniti, l’Unione Europea e Israele.
Gli interessi geopolitici della Turchia siano spesso in conflitto con Israele, Grecia e Cipro, evquesto scontro di interessi potrebbe trasformarsi in una vera e propria guerra. Israele è uno degli alleati non NATO più importanti per gli Stati Uniti, la Grecia è membro della NATO e Cipro è membro dell’UE.
Inoltre Israele dispone di una flotta di 45 F-35I Adir, una versione altamente personalizzata dell’F-35 per soddisfare le specifiche esigenze operative di Israele e dovrebbe ricevere inoltre altri cinque entro il prossimo anno, completando l’ordine iniziale di 50.
Inoltre ha firmato un accordo con gli Stati Uniti per l’acquisto di altri 25 F-35 le cui consegne dovrebbero iniziare nel 2028.
Dal 7 ottobre 2023, anno degli attacchi terroristici di Hamas, Israele ha attaccato sei paesi del Medio Oriente, tra cui Palestina (Gaza), Siria, Libano, Iran, Yemen e infine Qatar. La Turchia potrebbe essere la Prossima?
G li interessi di Israele e Turchia si scontrano in Siria e a Cipro, ma Ankara ha fornito supporto economico, diplomatico, operativo e ideologico ad Hamas e ha ospitato per anni importanti esponenti di Hamas.
La scorsa settimana, Israele avrebbe trasferito a Cipro un secondo sistema di difesa aerea Barak MX, in grado di contrastare minacce aeree entro un raggio di 150 km, la distanza più breve tra Cipro e la Turchia è di soli 85 km.
Il suo radar fornisce la sorveglianza su un raggio di 460 km che costituisce un “ombrello” in grado di scrutare in profondità lo spazio aereo turco. Di fatto, con questo sistema, Israele può ora monitorare lo spazio aereo turco e ricevere aggiornamenti in tempo reale sulle attività turche.
Shay Gal, ex vicepresidente delle relazioni esterne presso Israel Aerospace Industries che produce il Barak MX, ha dichiarato “Israele, in coordinamento con Grecia e Cipro, deve preparare un’operazione di emergenza per liberare il nord dell’isola. Un’operazione del genere neutralizzerebbe le capacità di rinforzo turche dalla terraferma, eliminerebbe i sistemi di difesa aerea nella parte settentrionale di Cipro, distruggerebbe i centri di comando e di intelligence e, in ultima analisi, eliminerebbe le forze turche, ripristinando la sovranità cipriota riconosciuta a livello internazionale”.
La Turchia ha protestato contro il trasferimento del sistema Barak MX AD a Cipro e un funzionario della difesa turco ha dichiarato ad Arabs News che la presenza di armi israeliane a Cipro potrebbe avere “conseguenze pericolose”.
Cipro è solo una delle aree in cui gli interessi regionali di Israele e Turchia sono in conflitto. Un altro punto spinoso è la Siria. Inoltre Israele è determinato ad estendere la sua area di influenza in Siria fino a sud di Damasco, dove un governo allineato con la Turchia ha preso il potere nel dicembre dello scorso anno.
All’inizio di aprile una pubblicazione britannica , ha riferito che la Turchia ha iniziato a prendere il controllo della base aerea siriana di Tiyas e si sta preparando a dispiegarvi sistemi di difesa aerea.
Se la Turchia dovesse dotarsi di F-35, non si può escludere uno scontro tra F-35 turchi e israeliani sulla Siria e Israele non potrebbe agire impunemente in Medio Oriente.
La Grecia, membro della NATO e dell’UE, invece ha firmato un accordo nel luglio 2024 per 20 aerei F-35 (con opzioni per altri 40) che dovrebbero venir consegnati . nel 2028.
Turchia e la Grecia condividono un rapporto travagliato, se non dichiaratamente ostile, con rivendicazioni territoriali sovrapposte nel Mar Egeo e nel Mediterraneo orientale . La maggior parte di queste isole dell’Egeo furono cedute alla Grecia con il Trattato di Losanna del 1923, che impose anche ad Atene condizioni di smilitarizzazione.
Le tensioni aumentarono negli anni ’70 a causa delle scoperte di risorse potenziali di petrolio e gas, con diverse interpretazioni della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), ratificata dalla Grecia nel 1995, ma non dalla Turchia.
I due paesi sfiorarono hanno sfiorato la guerra a Cipro nel 1974, quando la Turchia occupò militarmente la parte settentrionale dell’isola. Da allora, Cipro, membro dell’UE, è stata divisa in due parti: la Cipro meridionale, riconosciuta a livello internazionale, e la Repubblica Turca di Cipro del Nord (RTCN), sostenuta dalla Turchia. Ciò rende la Turchia l’unico paese ad aver occupato illegalmente il territorio di uno Stato membro dell’UE.
Le controversie territoriali tra Grecia e Turchia hanno portato sull’orlo del conflitto anchenel 1987, nel 1996. La Turchia è inoltre spesso accusata di violare lo spazio aereo greco e le sue zone economiche esclusive (ZEE) nel Mar Egeo.Tra l’altro, il Parlamento europeo ha ripetutamente criticato Ankara per aver violato lo spazio aereo e i confini marittimi della Grecia.
La Turchia è colpevole di aver violato la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 (UNCLOS) e, in particolare, l’articolo 121, che stabilisce che la zona economica esclusiva di un’isola è determinata in conformità alle disposizioni applicabili ad altri territori terrestri.
Llo Stato maggiore della difesa nazionale ellenica ha documentato 106 casi di violazioni della regione di informazione di volo di Atene (FIR) da parte di veicoli aerei senza pilota e velivoli da pattugliamento marittimo turchi tra agosto e ottobre dello scorso anno.
E dopo la presunta violazione dello spazio aereo estone da parte di un aereo russo la scorsa settimana, i greci si sono affrettati a sottolineare i doppi standard dell’UE sulle violazioni dello spazio aereo, condannando con fermezza le violazioni russe ma mantenendo un silenzio assordante su quelle turche.
Se sia la Turchia che la Grecia fossero dotate di caccia F-35, la situazione nel Mediterraneo potrebbe aggravarsi e si potrebbe creare il presupposto per uno scontro aereo su Cipro o nel Mar Egeo. Inoltre, esiste il rischio che la Turchia condivida informazioni sensibili sull’F-35 con avversari degli Stati Uniti, come Russia e Cina.
Non è un caso che Ankara debba ancora restituire il sistema russo S-400 e, anche se il sistema non fosse operativo, sussisterebbe sempre il rischio che informazioni sensibili sull’F-35 possano trapelare alla Russia, con la quale la Turchia ha mantenuto relazioni importanti, sicuramente economiche.
La decisione degli Stati Uniti di dotare la Turchia di F-35 potrebbe così turbare l’equilibrio di potere in Medio Oriente e nel Mar Mediterraneo orientale. Tocca vedere quanto Israele sia d’accordo sulla vendita di questi caccia alla Turchia, che se non è un nemico, ma molto amico non è. La furia affaristica di Trump talora genera frutti avvelenati.
Nella foto F-35 israeliani
Gi Elle
