Esteri

L’Aiea aveva denunciato le resistenze dell’Iran sull’accesso ai siti nucleari

L’attacco di israeliani e americani è stato determinato anche dalle ultime analisi dell’Aiea, visto che l’Iran non ha consentito all’Agenzia internazionale per l’energia atomica delle Nazioni Unite (Aiea) di accedere alle strutture nucleari colpite dalla ‘guerra dei 12 giorni’ dello scorso giugno. E’ quanto dice un rapporto dell’agenzia visionato dagli stati membri e da Associated Press. Di conseguenza, viene sottolineato, l’Aiea “non può verificare se l’Iran abbia sospeso tutte le attività legate all’arricchimento” né la “dimensione delle scorte di uranio nelle strutture nucleari colpite”. L’Aiea ha anche riferito di aver osservato, attraverso l’analisi delle immagini satellitari disponibili commercialmente, “attività veicolari regolari attorno all’ingresso del complesso di tunnel a Isfahan”. La struttura di Isfahan, situata a circa 350 chilometri a sud-est di Teheran, era principalmente conosciuta per la produzione di gas uranio che viene immesso nelle centrifughe per essere centrifugato e purificato. Israele ha colpito edifici nel sito nucleare di Isfahan, tra cui un impianto di conversione dell’uranio. Anche gli Stati Uniti hanno colpito Isfahan con missili durante la guerra dello scorso giugno. L’Aiea ha anche detto che, attraverso l’analisi delle immagini satellitari, ha osservato “attività condotte in alcune delle strutture nucleari colpite, comprese le strutture di arricchimento a Natanz e Fordow”, ma ha aggiunto che “senza accesso a queste strutture, non è possibile per l’agenzia confermare la natura e lo scopo delle attività”.ù

 

L’Aiea però conferma l’immagazzinamento di uranio prossimo al livello militare

 

L’Iran ha immagazzinato parte del suo uranio più arricchito, prossimo al livello di grado militare, in un’area sotterranea del sito nucleare di Isfahan. Lo sostiene un rapporto dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), inviato agli Stati membri delle Nazioni Unite e che Reuters ha potuto visionare.

 

Secondo il rapporto, l’uranio è stato arricchito a un livello di circa il 60%. Secondo i diplomatici citati dall’agenzia di stampa “l’ingresso del tunnel è stato danneggiato dagli attacchi americani e israeliani di giugno, ma la struttura stessa sembra essere rimasta sostanzialmente intatta”.

Red

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