di Balthazar
L’accordo in fieri tra gli Stati Uniti e Iran rappresenta un pericolo esistenziale per il futuro non di Israele ma di Benjamin Netanyahu. Con la sua coalizione divisa e le elezioni che si avvicinano, Netanyahu non può sopravvivere a una pace che lasci Hezbollah intatto e il programma nucleare iraniano rinviato.
L’unica strada che garantirgli di mantenere il potere ora passa per il Libano.
Questo spiega perchàè appena poche ore dopo l’annucio di Donald sui negoziati Bibi ha ordinato di colpire pesantemente Hezbollah aggiungendo “stiamo approfondendo la nostra operazione in Libano”che per approfondire significa distruggere.
Immediatamente dopo Israle ha ordinato l’evacuazione per due delle più grandi città del Libano meridionale mentre I suoi aerei bombardavano oltre 100 insediamenti portando il numero delle vittime civili libanesi a circa 3.000.Questo avveniva mentre funzionari libanesi e israeliani erano impegnati in storici colloqui, mediati da Washington, che prevedevano dal 29 maggio una fascia di sicurezza ai confini fra Libano e il Nord di Israele. .
Quando gli Stati Uniti e Israele hanno iniziato gli attacchi contro l’Iran alla fine di febbraio, Nethanyau aveva già previsto una campagna di distruzione per L’Iran sulla sua capacità nucleare e missilistica balistica dell’Iran per ,rovesciare la Repubblica islamica.
Appena diffusa la notizia di un possibile accordo Iran USA si è scatenata una reazione rabbiosa da parte di politici e commentatori israeliani.
Persino il leader dell’opposizione israeliana, l’ex primo ministro Yair Lapid non esitava ad affermare che l’accordo era “male per Israele, un male per la regione, un male per il popolo iraniano”. E Ben-Gvir, ministro della sicurezza nazionale, partner chiave della coalizione nel governo lo definiva “un accordo che può danneggiare lo Stato di Israele”.
Netanyahu, escluso dai negoziati e ora deve affrontare un elettorato che, secondo I sondaggi, solo per il 10% degli israeliani giudica l’attacco di aprile di aprile come un risultato positivo o almeno significativo.
L opinione di molti commentatori israeliani è che Netanyahu stia cercando di allontanare la scadenza elettorale, sperando di guadagnare più tempo per ottenere qualcosa da vendere agli elettori sul fronte della sicurezza e dei rapporti di forza diplomatico.
Il Libano è una parte fondamentale di questo calcolo
Il pretesto viene fornito da che Hezbollah ha schierato droni in fibra ottica contro le truppe israeliane nella zona cuscinetto auto-dichiarata o “Linea gialla” nel sud del Libano. Questi droni economici sono intercettabili perché evitano le frequenze radio e hanno ucciso o ferito numerosi soldati israeliani, mentre altri droni hanno colpito abitazioni civili all’interno di Israele.
In risposta, il ministro delle finanze israeliano, Bezalel Smotrich ha stanziato 700 milioni di dollari per le operazioni anti-drone affermando che “per ogni drone esploso, dieci edifici a Beirut dovranno cadere” e il leader di estrema destra Ben-Gvir si è spinto oltre “È tempo che il Primo Ministro bussi alla scrivania di Trump e lo informi che stiamo tornando in guerra in Libano. Dobbiamo tagliare l’elettricità in Libano e tornare a una guerra feroce”.
Netanyahu non può ignorare le sollecitazioni di Ben Gvir e Smotrich
Partner difficili d ella coalizione di governo, ma uomini che hanno garantito la sua sopravvivenza politica e sostenuto la sua politica devastante e aggressiva a Gaza e in Cisgiordania.
Smotrich ha supervisionato l’approvazione di oltre 100 nuovi insediamenti nella Cisgiordania occupata vantando queste occupazioni come “irreversibili”, nonostante la condanna della Corte penale internazionale per aver pianificato e condotto questa espansione.
Ben Gvir – il cui massimalismo su Gaza lo ha portato per breve tempo alle dimissioni quando è stato approvato l’accordo di cessate il fuoco mediato da Trump – è anche quello che pubblicato il video di insulti e minacce agli operatori di pace della flottiglia per Gaza, attirandosi persino la condanna dell’ambasciatore americano filo-israeliano a Gerusalemme, Mike Huckabee, oltre a quella dei governi europei.
Sia per Smotrich che per Ben Gvir, il Libano funge da teatro per un’identità politica costruita sul scontro permanente e sul progetto di espandere I confini dello stato ebraico che è sempre nella mente della leadership israeliana.
Netanyahu ha bisogno di loro, ma non può controllarli. La sua coalizione è già in bilico, principalmente perché i partiti ultra-ortodossi non hanno più “fiducia in Netanyahu” dopo che non è riuscito ad approvare una legislazione che esenta gli ebrei ultra-ortodossi dal servizio militare. Mentre la Corte Suprema israeliana infatti ha annullato un accordo di lunga data che esentava questi fanatici dal servizio militare, proprio mentre lo Stato ha estremo bisogno di giovani al fronte.
Nel frattempo, due ex primi ministri, Naftali Bennet e Yair Lapid, hanno fuso i loro partiti sotto la bandiera di Beyachad (“Insieme”) per destituire Netanyahu ritenendolo responsabile per negligenza del massacro di Hamas del7 ottobre. La loro piattaforma prevede anchela coscrizione militare universale e un limite di 8 anni per la permanenza dei primi ministri in carica.
Il Libano serve a Bibi per più scopi
Attaccandolo compatterebbe la sua maggioranza anche a costo di incrinare la sue relazioni con gli Stati Uniti, probabilmente convinto che il suo socio Trump non lo permetterà .
Inoltre, non essendo parte dei negoziati, può intensificare gli attacchi in Libano dimostrando che può far saltare in aria il lavoro diplomatico di cui Trump ha bisogno per chiudere il suo accordo.
Tutto questo mette il Libano in una posizione che ormai è familiare, come terreno dal quale estrare vantaggi territoriali, soldi e armi. D’altra parte quando l’Iran insiste sul fatto che il Libano deve essere coperto da un cessate il fuoco, sta preservando Hezbollah come una risorsa che alla lunga potrebbe esaurire la pressione militare di Israele.
Invece per Netanyahu si tratta di un chiaro messaggio all’elettorato che non riguarda solo : la sua indipendenza da ogni accordo di Trump, ma la sua stessa identità politica, quella di “Mr. Sicurezza” che non permetterà mai che I suoi progetti di espansione alle Frontiere in Cisgiordania e Gaza, vengano intralciati dai negoziata di altri.
