È stata effettuata all’istituto di medicina legale del Policlinico Tor Vergata di Roma l’autopsia sul corpo di Margaret Spada, la 22enne di Lentini morta dopo aver ricevuto l’anestesia locale per un intervento di rinoplastica. Dalle prime analisi sul cadavere, la morte della ragazza sarebbe avvenuta per un arresto cardiocircolatorio in un quadro di “sofferenza acuta”. Non è stato acclarato quale sia stato l’elemento fatale, saranno gli esami tossicologici e istologici a dire di più. I periti, compresi quelli di parte nominati dal legale della famiglia della ragazza, hanno ora 60 giorni di tempo per effettuare tutti gli approfondimenti clinici sul corpo. Sul caso indaga la Procura della Repubblica che ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. Sotto accusa ci sono i due medici della clinica nel quartiere Eur dove Margaret si era recata per l’intervento. Si tratta di Marco e Marco Antonio Procopio, padre e figlio ora iscritti nel registro degli indagati. Secondo quanto trapelato, inoltre, lo studio non avrebbe avuto i permessi per somministrare anestesie. Questo è un altro dei punti al vaglio degli inquirenti. Il presidente della regione Lazio Francesco Rocca ha, infatti, spiegato che il centro “non risulta autorizzato per attività procedurali”. E ha aggiunto: “Daremo agli investigatori e ai Nas tutte le informazioni. Da una prima analisi, non ci risulta un’autorizzazione sanitaria valida. Queste sono le informazioni che ho assunto in via sommaria. Gli uffici stanno approfondendo”. A Storie Italiane su Rai 1, una collaboratrice dello studio è stata raggiunta telefonicamente: “State dando la colpa a chirurghi che non c’entrano assolutamente niente con tutta questa storia, ci state facendo saltare una marea di interventi in clinica. Non è assolutamente lui il medico che l’ha operata”. E alla giornalista che l’ha chiamata ha ribadito: “Che ne sappiamo noi signora mia di chi l’ha operata. Il dottore opera soltanto in clinica ed è abbastanza alterato perché abbiamo ricevuto più di 200 chiamate stamattina per disdette, annullamenti, accertamenti. Non c’entra assolutamente niente con questa situazione”. La donna ha, poi, negato che lo studio sia sotto sequestro e ha parlato di un “allagamento” e di “lavori in corso”.
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