In Italia cresce l’occupazione nel primo trimestre 2026, cala la disoccupazione, ma rallentano i contratti stabili. L’economia italiana nel complesso continua a mostrare segni di tenuta sul fronte del lavoro. Secondo i dati Istat, nel primo trimestre di quest’anno il numero degli occupati è salito a 24 milioni e 207 mila unità, con un incremento di 67 mila persone rispetto agli ultimi tre mesi del 2025. La crescita occupazionale è stata sostenuta soprattutto dal lavoro autonomo, aumentato di 72 mila unità (+1,4%), e in modo più contenuto dai dipendenti a termine (+9 mila). In lieve calo, invece, i lavoratori a tempo indeterminato, diminuiti di 13 mila unità.
Sul fronte della disoccupazione dati favorevoli. In tre mesi il numero delle persone in cerca di lavoro si è ridotto di 110 mila unità, portando il tasso di disoccupazione al 5,3%, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il tasso di occupazione è salito al 62,7%, mentre quello di inattività si è attestato al 33,7%.
L’Istat rileva anche una crescita dell’input di lavoro. Le ore lavorate sono aumentate dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1% su base annua, in linea con l’andamento del Prodotto interno lordo, cresciuto dello 0,3% rispetto al quarto trimestre del 2025 e dello 0,8% nei confronti dello stesso periodo dell’anno precedente.
Nel confronto su base annua il numero degli occupati registra un aumento più contenuto, pari a 50 mila unità (+0,2%). Anche qui il contributo positivo arriva esclusivamente dagli indipendenti, cresciuti del 4,7% nei 12 mesi. I dipendenti, sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato, mostrano invece una contrazione.
Dal lato imprese continuano a crescere le posizioni lavorative dipendenti, in aumento dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% su base annua. La crescita interessa soprattutto il lavoro a tempo pieno, mentre il part-time sale a un ritmo leggermente inferiore.
Inoltre, dopo due trimestri in crescita, la domanda di posizioni in somministrazione diminuisce (-0,3% in tre mesi), mentre accelera la crescita del lavoro intermittente (+3,1% rispetto al trimestre precedente. Per l’Ugl i dati Istat “fotografano segnali incoraggianti e una radicale inversione di tendenza rispetto al passato. Il numero degli occupati ha raggiunto quota 24 milioni e 207mila, con un incremento di 67mila unità rispetto al trimestre precedente e di 50mila su base annua. Positivo anche il calo della disoccupazione, scesa al 5,3%, e la diminuzione degli inattivi registrata ad aprile.Si tratta di risultati che testimoniano l’efficacia delle misure adottate dal Governo”.
Dall’opposizione il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto attacca l’esecutivo: “Meloni rivendica risultati sul lavoro che purtroppo non esistono. Secondo l’Istat nell’ultimo trimestre c’è un tonfo dei contratti a tempo indeterminato oltre che una crescita dei lavoratori inattivi. E’ la trappola che è stata costruita in questi anni: quel calo degli stabili è legato all’assenza di qualsiasi politica industriale ma anche dell’aumento a dismisura degli istituti della precarietà. Dati che fanno il paio con il raddoppio del lavoro minorile in 5 anni come denuncia Unicef. Il paese in Europa dove cresce di più. Un dato che oltre a preoccupare dovrebbe indignare. Soprattutto chi governa”.
