Economia e Lavoro

Lavoro e patenti a credito tra sicurezza ed infortuni

CALDERONE, RILASCIATE CIRCA 500 MILA PATENTI A CREDITO. NELLE COSTRUZIONI RESTA IL PRIMATO DI MORTI E INFORTUNI

 

 

di Wladymiro Wysocki (*)

 

Il 28 Febbraio alle terme di Saturnia, in provincia di Grosseto, all’edizione invernale del Forum in Masseria, organizzato dal giornalista Bruno Vespa incentrato sui temi economici, il Ministro del Lavoro annuncia che in Italia dal 1° di ottobre 2024 sono state rilasciate circa 500 mila patenti a credito per il settore delle Costruzioni.

Riferisce il Ministro, Marina Elvira Calderone, che questo è un percorso incisivo e che l’obiettivo resta la qualificazione delle imprese a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

Segue riferendo che quanto è previsto nel nostro codice penale sia più che sufficiente per punire i reati in materia di rapporto di lavoro e sicurezza sul lavoro, pertanto non occorre alcuna rettifica o integrazione in merito.

Un provvedimento innovativo mirato al settore delle Costruzioni, finalizzato alla qualificazione e alla formazione specifica dei lavoratori, così il Ministro prosegue nel suo intervento.

Ad oggi però, non possiamo che evidenziare quanto è riportato nei dati dell’INAIL riferiti negli open data che hanno riportato numeri di infortuni e vittime sul lavoro in aumento.

Per ricordare nel 2024 si sono registrati 589.571 infortuni, e nel comparto delle Costruzioni 37.220 casi, mentre con esito mortale in totale sono stati 1.090 e nel settore delle Costruzioni 156.

Così il settore dell’edilizia ha il triste podio più altro di ogni altra attività lavorativa rimanendo la piaga nazionale per numero di incidenti mortali e infortuni.

Fortuna che abbiamo lavorato tanto per un nuovo impianto normativo giuridico, primo nella storia della prevenzione e sicurezza, attesa da oltre 16 anni.

Un provvedimento che non ha portato, ad oggi, alcun beneficio.

I tanto attesi sistemi virtuosi di integrazione dei crediti, che dovevano partire dal 1° gennaio 2025, tali da incrementarli dai 30 iniziali fino a un massimo di 100 non se hanno alcuna notizia.

Ma di questi ritardi ormai siamo abituati, anche la formazione datoriale doveva essere avviata e formalizzata entro giugno del 2022 ma ancora oggi non abbiamo nessuna informazione così come per gli accordi Stato Regioni che regolano la formazione dei lavoratori.

Il tema della sicurezza, quindi, per quanto possa essere un argomento sensibile al Ministro e al Governo tutto, porta dei ritardi ingiustificati nella definizione delle regole, delle leggi, delle norme, tali da rendere chiari e soprattutto applicabili degli strumenti indispensabili per la prevenzione.

Tante parole, tante dichiarazioni, tanti rimandi, tanti buoni propositi ma che a nulla servono se non lavoriamo in tempi celeri affinchè si possano ridurre gli incidenti sul lavoro.

Abbiamo dei tempi giubilari dove il prezzo delle lungaggini è la salute e la vita delle persone.

Occorre spronare il Ministero per dare una accelerata ai provvedimenti in corso di lavori e resto sempre dell’idea che si debba definire un Ente preposto esclusivamente alla materia della prevenzione e salute sul lavoro.

La vita delle persone non può essere messa in attesa per cavilli istituzionali, il lavoro corre veloce e urgono provvedimenti e strumenti rapidi contestualizzati al momento.

Nel 2025 si continua a morire come negli anni sessanta, stesse tipologie di accadimenti di incidenti, infortuni e malattie professionali.

Tutto questo non ha una giustificazione. Urge una risposta immediata del Ministro e del Governo, lo si deve nel rispetto delle vittime, dei mutilati del lavoro, per le famiglie.

(*) Esperto di sicurezza sul lavoro

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