Economia e Lavoro

Lavoro, presente e futuro della prevenzione nella settimana europea della sicurezza

di Wladymiro Wysocki (*)

Dal 21 al 25 ottobre si celebra la settimana europea della salute e sicurezza sul lavoro, in particolare questo anno è dedicata alla divulgazione del lavoro sano e sicuro nell’era digitale.

In questa settimana in tutta Europa si terranno seminari, conferenze, sessioni di lavoro, eventi divulgativi, incontri formativi, così come in tutte le regioni d’Italia da parte di INAIL, ordini professionali, associazioni di categoria, Organismi Paritetici, rappresentanze sindacali, istituzioni regionali e nazionali.

Dopo la recente giornata nazionale degli invalidi e infortunati sul lavoro, questa, è una ulteriore occasione su scala europea per sensibilizzare tutti a una emergenza quotidiana.

Incidenti, infortuni, malattie professionali, morti sul lavoro, sono una piaga nazionale che tocca tutti e non risparmia nessuna categoria nel mondo del lavoro.

Dalle ultime analisi dell’INAIL, sembrerebbe che le proiezioni degli incidenti sul lavoro siano nettamente in aumento e siamo tornati alla situazione del 2019.

Dobbiamo soffermarci a una attenta analisi della situazione, poiché nonostante un aumento massiccio degli impianti normativi e del quadro sanzionatorio non stiamo ottenendo risultati confortanti e tanto sperati.

Sembrerebbe che ci sia quasi una inversione di tendenza al negativo.

E la domanda che ci dobbiamo porre è perché questo stia accadendo, come mai non si è determinanti e incisivi nella prevenzione.

Anche il concetto della prevenzione è sbagliato se ci limitiamo a incolpare solamente la carenza degli ispettori e delle relative verifiche nei luoghi di lavoro.

La situazione nel nostro Paese è attualmente di 3.198 ispettori civili, suddivisi in 846 tecnici oltre il personale del Nucleo ispettivo dei Carabinieri, dell’INPS e dell’INAIL.

Nell’agosto di questo anno il ministero ha pubblicato un banco per 750 ispettori aggiuntivi, con una previsione di aumento delle azioni ispettive del 40%.

A questo si prevende un piano di intervento nel triennio 2024 – 2025 di aumentare il personale ispettivo con ulteriori 1.584 unità.

Numeri nettamente inferiori alla mole di imprese, aziende, attività presenti nel mondo del lavoro sempre in continuo aggiornamento e soggetto a costanti modificazioni.

Di fronte a tutto questo è necessario rivedere il concetto di prevenzione, perché pare ovvio che le unità ispettive dovrebbero essere superiori.

Impossibile.

Da una analisi dei dati che periodicamente pubblica l’INAIL, nel settore open data e vari comunicati, oltre alla previsione di un drammatico aumento degli incidenti con esito mortale si evidenzia una costante aumento delle malattie professionali.

Oltre ai fattori stressogeni, aumentano le patologie muscolo scheletriche e dorso lombari dovute alla movimentazione manuale dei carichi errata come alle posture incongrue, alla sottovalutazione dei requisiti ergonomici, alle vibrazioni che provocano pericolose sollecitazioni all’intero corpo umano.

Diverse possono essere le cause, sicuramente non sono di aiuto i continui cambiamenti dell’ambiente lavorativo e dei processi lavorativi che sono oggetto a una pressante necessità di essere competitivi a un mercato sempre più esigente.

In un quadro economico e lavorativo nel quale la tecnologia la fa sempre più da padrone, mentre da un lato è un grande apporto per l’incremento della produttività dall’altro è un fattore che ci pone all’attenzione doverosa per l’insorgenza di nuovi rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

L’intelligenza artificiale non è esclusa da questo quadro di analisi, anzi, dobbiamo capire bene come applicarla correttamente per poterne trarre il massimo beneficio non solo nell’ applicazione di attrezzature di nuova generazione ma anche capire come possa essere ottimizzata nella formazione.

La formazione e l’addestramento restano sempre gli strumenti di prevenzione per eccellenza e pertanto su questi dobbiamo puntare, rendendola il più possibile partecipativa da parte dei lavoratori e non passiva, e soprattutto vera.

Una formazione che possa puntare alla qualità nei contenuti e finalizzata alla previsione del fattore umano, rendere il lavoratore attivo e proattivo, alla determinazione del rischio e del pericolo durante le attività lavorative.

Mettiamo il lavoratore al centro dell’ambiente lavorativo ormai sempre più digitale e che tutti possano lavorare insieme collaborando per prevenire i rischi sul lavoro in continua evoluzione.

Una collaborazione richiesta a datori di lavoro, dirigenti, preposti, rappresentanti dei lavoratori dove l’impianto normativo affida una responsabilità giuridica atta a garantire che i rischi lavorativi siano valutati e controllati con la massima cura.

Una settimana pertanto finalizzata alla sensibilizzazione e divulgazione di una cultura della sicurezza che necessita di un approfondimento e che arrivi all’animo dei datori di lavoro e lavoratori.

Urge un cambio di passo repentino per garantire non solo la salute e la sicurezza ma la dignità di un lavoro dove il prezzo da pagare non debba essere la vita o il benessere della persona fisica.

*Esperto di sicurezza sul lavoro

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