Parlando al summit sull’Ucraina del Consiglio di Sicurezza Onu, il ministro degli Esteri russo Lavrov ha ribadito il cavallo di battaglia del Cremlino secondo cui qualsiasi governo anti-russo a Kiev non è altro che un burattino degli Usa, suggerendo che gli Stati Uniti potrebbero “ordinare” a Volodymyr Zelensky di negoziare con Mosca. “Noi non non rifiutiamo il negoziato, è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha firmato un decreto per vietare un dialogo col presidente Putin”. Poi Biden, che ha rivolto un appello alla comunità internazionale a non abbandonare Kiev, anche contro i potenziali aggressori di domani. “Questa è un’epoca in cui possiamo ancora una volta fare la rima tra speranza e storia”, ha poi detto il leader della Casa Bianca – citando un verso del suo poeta preferito Seamus Heaney – alla cena di gala per i leader dell’Onu organizzata al Met di New York. Biden ha sottolineato che “siamo di fronte a un momento di grande sconvolgimento” e “il mondo intero guarda agli Stati Uniti come leader”. Poi ha definito l’invasione da parte della Russia “un attacco sfrontato”. Il segretario generale Onu Antonio Guterres, al summit sul clima, ha lanciato un appello ai leader mondiali: “L’umanità ha aperto le porte dell’inferno, il caldo terribile sta avendo effetti devastanti, agricoltori sconvolti che guardano i raccolti portati via dalle inondazioni, migliaia di persone fuggono spaventate mentre infuriano incendi storici. Il futuro dell’umanità è nelle vostre mani, un vertice non cambierà il mondo, ma oggi può essere un momento potente per generare slancio, su cui costruiremo nei prossimi mesi”. Guterres ha chiesto di trasformare i piani “in azione”. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nel suo intervento ha detto: “Su questa scena del crimine abbiamo anche la vittima: L’Ucraina e tutti gli ucraini. Combattono una battaglia che non hanno iniziato. Difendono il proprio Paese da una guerra che non volevano. E proteggono i propri figli dalle sofferenze che nessuno merita. E per salvarli da un altro orrore di questa guerra: il loro rapimento forzato in Russia. La cosiddetta ‘adozione’. In realtà, deportazione di bambini. Di fatto, un tentativo di genocidio culturale. Difendendo i propri figli, gli ucraini difendono ciò che è piu’ prezioso. Le loro famiglie. Il loro futuro. La loro libertà”.
