Covid

  Le Foche: “Omicron ci porterà dalla fase pandemica a quella endemica”

“Credo che Omicron possa essere la variante ponte per il passaggio dalla fase pandemica a quella endemica” e ciò potrebbe avvenire “nel giro di due o tre mesi”. Lo sostiene Francesco Le Foche, immunologo clinico del Policlinico Umberto I di Roma. “Dovremo imparare a convivere con il virus non tralasciando comportamenti attenti e responsabili – spiega in un’intervista al Corriere della Sera -. E’ però necessario andare avanti con le vaccinazioni”. Su Omicron interviene anche

il Coordinatore del Cts e Primario del Bambin Gesù, Locatelli: “I dati inglesi ci dicono che il rischio di finire in ospedale è un terzo rispetto a Delta. Per quanto riguarda la mortalità è ancora presto, non abbiamo dati sufficienti, ma ci aspettiamo una riduzione simile. Alcuni studi dimostrano che la capacità di replicazione è maggiore nell’albero respiratorio superiore (da qui la contagiosità), ma minore nei polmoni, dove si producono i danni più gravi. La terza buona notizia è che l’immunità mediata dai linfociti T, importante per proteggere chi è infettato dalla malattia grave,  si conserva bene per parecchi mesi”. Va detto, poi, che la variante Omicron ha maggiori probabilità di infettare la gola rispetto ai polmoni, il che secondo gli scienziati potrebbe spiegare perché sembra essere più infettiva ma meno mortale rispetto ad altre versioni del virus. Sei diversi studi – quattro pubblicati dalla vigilia di Natale – hanno confermato che Omicron non danneggia i polmoni delle persone tanto quanto la variante Delta e altre precedenti varianti del coronavirus. Gli studi devono ancora essere sottoposti a revisione paritaria da parte di altri scienziati. Intanto si fa di conto sui contagiati, di vecchie e nuove varianti che in Europa sono ormai vicini a superare quota cento milioni di casi dalla scoperta del coronavirus nel dicembre 2019, secondo un conteggio della Afp. Negli ultimi sette giorni, l’Europa ha contato oltre 4,9 milioni di contagi, con un aumento del 59% rispetto alla settimana precedente. I dieci Paesi con la più alta incidenza di casi al mondo su 100mila abitanti sono tutti in Europa, a cominciare da Danimarca (2.045), Cipro (1.969) e Irlanda (1.964). In tutto, le 100.074.753 infezioni individuate in tutta la regione europea (52 Paesi e territori che vanno dalla costa atlantica all’Azerbaigian e alla Russia) rappresentano più di un terzo dei casi rilevati nel mondo dall’inizio della pandemia.

aggiornamento pandemia Covid del 3 gennaio ore 14.50

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