Sebbene la presunta rivolta in Russia si sia esaurita più velocemente di un carro armato Leopard sulla strada per Zaporizhzhia, ora sappiamo che all’interno della DC Beltway ( circonvallazione di Washington) si sono verificate numerose gravi perdite.
Quando il leader del Wagner Group Yevgeny Prigozhin ha lanciato una presunta rivolta contro il presidente russo Vladimir Putin il 23 giugno, inviando le sue forze in marcia verso Mosca, la classe di esperti di Washington si è inebriata in un’orgia di fantasie sull’imminente cambio di regime a Mosca.Contrariamente alla Casa Bianca che ha diffuso comunicati molto cauti
Per poco più di 12 ore, tutti, dall’ex ambasciatore degli Stati Uniti in Russia e il noto apologista di Hitler Michael McFaul, al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, all’esperta neocon Anne Applebaum (per dare solo alcuni esempi) sono esplosi in un’eccitazione quasi erotica per l’imminente “guerra civile” con ”Russi … che uccidono Russi” (finalmente!) , “molte vittime” e Putin “probabilmente nascosto da qualche parte” o addirittura “in fuga a San Pietroburgo”. Notizia anche rimbalzata sul TG3 in Italia
Era come se l’Unione Sovietica stesse crollando di nuovo, e Prigozhin, ricercato dall’FBI e sanzionato dal governo degli Stati Uniti per essere a capo di “un’organizzazione criminale transnazionale”, è diventato improvvisamente il cavaliere bianco che assalta a Mosca per liberare la Russia dal “regime di Putin”.
Aspettandosi un bagno di sangue e uno sconvolgimento politico sismico, le reti mainstream come la CNN avevano preventivato una copertura sul del colpo di stato che non lo era, riempiendo le stanze di notizie via cavo con generali in affitto, think tank di K. Street (strada di Washington nota come centro di lobbisti e gruppi della Difesa),ex affamati di guerra e hacker del corpo diplomatico.
Nel pomeriggio del 24 giugno, tuttavia, negli Stati Uniti è arrivata la notizia che Prigozhin aveva stretto un accordo con il presidente bielorusso Alexander Lukashenko per porre fine a quella che lui stesso ha definito “una protesta e non un golpe”. Così si è conclusa una vicenda che alla fine ha visto meno morti di quanto previsto, mentre sul campo sono rimasti le spoglie di esperti e commentatori delusi dal mancato bagno di sangue.
GiElle
aggiornamento la Guerra di Putin ore 14.26
