La guerra di Putin

Attacco ucraino alle basi strategiche russe: un tentativo del ‘volenterosi’ di coinvolgere Trump?

di Giuliano Longo

Non è la prima volta che l’Ucraina attacca un sito di bombardieri nucleari russi e altre installazioni nucleari più vicine,fra le quali i radar di allerta precoce  per missili strategici e le basi più vicine,ma questa volta sono penetrati per 4500 chilometri in territorio russo.

I russi non utilizzano rifugi per la loro flotta di bombardieri, cosa che diversi esperti di difesa russi hanno richiesto, senza successo nel convincere le autorità di Mosca. Sebbene i rifugi siano probabilmente inadeguati contro i missili pesanti, sarebbero più che sufficienti contro i droni di piccole dimensioni.

La parte russa, fra le ragioni della sconfitta, avanza il pretesto che i bombardieri atomici colpiti fossero soggetti ai controlli satellitari dell’accordo STALT fra Russia e Stati Uniti, tuttavia da tempo congelati da Biden.

Ma anche gli  Stati Uniti hanno un problema simile sulla scorta di un nuovo rapporto indipendente ( https://www.yahoo.com/news/lack-hardened-aircraft-shelters-leaves-190142129.html )secondo il quale le basi aeree statunitensi sono diventate vulnerabili soprattutto nell’area indo-pacifico, a causa della mancanza di investimenti.

Ma è davvero così? Diverse sono le ragioni che documentano lo scorno di Mosca.

La prima è che l’attacco nel cuore della Russia è avvenuto in parallelo ad altri di droni ucraini su larga scala, più vicini al confine, contro ponti e linee ferroviarie a Bryansk e Kursk e mentre Putin veniva informato su quelli alle linee ferroviarie nel cuore della notte, le sue basi aeree esplodevano altrove.

Dunque risulta nei fatti che le basi sotto attacco  non erano dotate di difese aeree, o almeno di difese aeree in grado di abbattere i piccoli droni FPV. Informazione che Kiev ha avuto probabilmente da fonti di intelligence della NATO.

I  droni u sarebbero stati collegati via satellite ai loro centri di comando GUR (intelligence militare), ma informazioni più affidabili indicano che  operavano tramite la rete di telefonia mobile LTE in Russia. ( Long Term Evolution).

Questa  è una rete cellulare 4G e costituisce la spina dorsale del sistema di telefonia mobile russo. Gli ucraini non hanno avuto quindi difficoltà ad acquisire schede SIM per  droni e container che li contenevano, trasportati su camion commerciali.

Fonti documentate da video russi diffusi in rete, mostrano che i container si sono aperti  nel raggio d’azione dei bersagli. Solo in un caso  il coperchio di un container si è aperto prematuramente e l’autista del camion ha cercato di chiuderlo  provocando un’esplosione.

In un altro caso, un camion è stato fermato e catturato e altre riprese mostrano cittadini siberiani che tentano di abbattere i droni con armi da caccia..

Comunque sia è sorprendente che gli ucraini non abbiano avuto difficoltà a inviare questi grandi container, caricandoli su camion in un magazzino a Chelyabinsk  città della Russia centro-occidentale, vicino ai Monti Urali. Da lì i droni sono stati inviati nelle località prestabilite.

Per portare a termine tale operazione occorreva una buona squadra che Kiev sostiene composta da esfiltrati dal territorio russo prima dell’inizio dell’operazione, ma risulta che gli autisti dei camion, al momento dell’assunzione, non conoscevano il contenuto del carico.

In ogni caso si tratta di un enorme fallimento dell’intelligence russa e di un sistema di sicurezza interna completamente incompetente in balia dell’Intelligence ucraina.

La Russia non è  mai stata in grado di minacciare l’Ucraina in modo parallelo, affidandosi ad attacchi missilistici e con droni per “ritorsione”. Persino informazioni sulla visita segreta di Putin a Kursk sono trapelate a Kiev provocando un attacco al suo elicottero che lo ha quasi abbattuto.

A Mosca corre voce  che Putin stia riorganizzando l’FSB, il successore del KGB ( di cui Putin fu un dirigente all’epoca dell?URSS), ma non è detto che questo migliori la situazione alla luce del fatto che probabilmente istituzioni civili e militari russe cruciali siano infiltrate da spie pagate o da fazioni anti-Putin e pacifiste.

Gli attuali problemi della Russia sono, almeno in parte, il risultato non solo delle efficaci operazioni di intelligence ucraine, ma anche di anni di sforzi da parte delle agenzie di spionaggio occidentali, in particolare dell’MI-6 britannico, per cercare di destabilizzare la Russia e far cadere il regime di Putin.

Ma c’è di più. Cercare di distruggere impianti nucleari strategici, sfiorando persino un attacco nucleare, non è molto nell’interesse di Kiev che sarebbe la prima vittima di una violenta reazione russa, ma è coerente con la strategia NATO di destabilizzare il governo russo e uccidere Putin.

Gli inglesi (ai quali solo ieri il premier Starmer ha annunciato di prepararsi alla guerra con la Russia) e i loro partner europei, l’UE, la Francia e la Germania, sono preoccupati che gli Stati Uniti si stiano ritirando dalla guerra in Ucraina.

Gli europei, con queste azioni,  sanno che li espone a una Russia arrabbiata e pericolosa, quindi è nel loro interesse cercare di riportare gli Stati Uniti al loro tradizionale ruolo di protettori dell’Europa.

Naturalmente, questo contrasta con la crescente preoccupazione degli Stati Uniti nei confronti della Cina e della sua crescente capacità militare, che minaccia gli interessi statunitensi ben più direttamente che non  l’espansione della NATO in Ucraina.

Se  Trump è sotto pressione quello alla base aerea e altri attacchi nelle profondità della Russia, mirano a far aumentare le minacce d aumentare all’Europa e all’Ucraina, e lo fanno con urgenza per coinvolgere Gli Stati Uniti.

I negoziati, ora di nuovo in corso a Istanbul, sembrano aver generato una frattura tra Zelensky e il suo ministro della Difesa, Rustem Umarov. Secondo fonti ucraine, Umarov vorrebbe trovare un modo per far funzionare i negoziati di Istanbul, mentre Zelensky starebbe facendo tutto il possibile per mandarli a monte.

Nel precedente ciclo di negoziati, quando i russi lanciarono pesanti attacchi missilistici e droni contro l’Ucraina, il presidente Trump si lamentò amaramente di Putin, insinuando che fosse impazzito.

Questa volta Trump tace. E’ stato colto di sorpresa? Era stato informato in anticipo?

L’agenzia americana Axios inizialmente riferiva che Trump era stato informato in anticipo, poi ha frettolosamente modificato la narrazione riportando la reazione di Washington che affermava di non essere a conoscenza.

Da dove ha preso Axios le informazioni inizialmente diffuse? Non è difficile supporre che provengano da fonti di intelligence straniere alleate come si può facilmente desumere dalle bellicose affermazioni di Starmer che si prepara alla guerra da 2500 di distanza.

In conclusione, l’amministrazione Trump è stata colta di sorpresa e, in effetti, non sa cosa fare in questo momento. Forse perché questi attacchi sconsiderati erano diretti più a Washington che a Mosca.

Related posts

Sondaggio, “In Russia la fiducia in Putin all’80,7%”

Redazione Ore 12

Smentito dal governo cubano il proprio ambasciatore a Mosca: “No a partecipazione a conflitti”

Redazione Ore 12

Intelligence ucraina: la Russia produce 80 missili balistici e 2.100 droni al mese

Redazione Ore 12