di Wladymiro Wysocki. (*)
Smart working, Intelligenza artificiale (AI), piattaforme di videoconferenza, coworking, telemedicina, assistenza caldaia a distanza sono solo alcune delle recenti novità che ormai sono entrate nel nostro quotidiano e che hanno fortemente modificato il mondo del lavoro e la nostra vita.
Sostanzialmente tutto è radicalmente cambiato dall’evento pandemico del Covid dove, per necessità dovute a forti restrizioni di mobilità, alcune attività si potevano svolgere esclusivamente a distanza.
Oggi il lavoro sta prendendo una direzione nettamente innovativa, diversa e per certi versi radicalmente opposta al classicismo del passato.
Almeno per quello che era nella nostra antica concezione.
Il lavoro era uno studio medico per i dottori, una azienda, un ufficio per le libere professioni, visite a domicilio per i tecnici e via discorrendo.
A quanto pare, adesso tutto si può tranquillamente fare a distanza comodamente seduti sul divano di casa, in riva al mare o in montagna, piuttosto che in vacanza in un altro paese o città: serve solamente una connessione internet e uno strumento digitale che sia un cellulare, un computer portatile o tablet.
Addio agli studi di rappresentanza, alla compiacente segretaria, alle ore di attesa nei salotti degli studi, adesso tutto è ridotto a uno spazio immaginario, direi da codice binario di una serie infinita di 0 e 1, a una immediatezza del lavoro e a una quasi totale estraneità del contatto umano.
Qualche anno addietro ci sembrava assurdo poter comprare la qualunque da un sito, Amazon, e ricevere comodamente a casa ogni cosa che si desiderava oppure una assicurazione senza conoscere chi ci sia dall’altra parte del cavo del telefono e di una procedura compilata su internet.
Adesso tutto è Matrix, un film di fantascienza che ci faceva sognare tra avventure e intrighi di un strepitoso Keanu Reeves nel ruolo del discepolo prescelto Neo, senza capire la differenza tra il mondo reale e quello virtuale.
A questo punto forse Matrix non era un film di fantascienza quanto piuttosto una anticipazione della realtà, o è la realtà che si è impossessata della fantascienza rendendola reale?
Non lo sapremo mai, forse.
Di sicuro del nostro caro vecchio mondo resta un ricordo.
Ed ecco che viene pubblicata la legge 182/2025 detta semplificazioni che riforma e snellisce le procedure, modernizza la Pubblica Amministrazione, rivoluziona donazioni e successioni.
Tra le tante innovazioni previste nei 74 articoli, quello che maggiormente ha fatto discutere è la telemedicina normata nell’articolo 58, o meglio, l’impego di questo strumento da parte del medico per rilasciare a distanza il certificato di malattia su base di una visita telematica.
Addio anche ai controlli in casa per 20 milioni di caldaie, ancora non definitiva la decisione ma la rotta è quella.
Probabilmente non si richiederà più la presenza fisica dei tecnici in quanto sostituiti da controlli da remoto.
Il provvedimento, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 dicembre, entrerà in vigore dal 18 dicembre prossimo segnando così un passo decisivo verso la digitalizzazione e la semplificazione nel nostro Paese.
Le innovazioni più significative si concentrano in particolare sulla sanità, con l’ampliamento dei servizi di telemedicina, e sulle procedure amministrative, con impatti diretti sulla vita quotidiana e sul mercato del lavoro.
Una delle aree, tra i 74 articoli, maggiormente interessate dal cambiamento è quella sanitaria.
La legge promuove l’estensione e la validità delle prestazioni erogate a distanza.
Il provvedimento equipara sul piano giuridico il certificato medico rilasciato in presenza a quello emesso da remoto attraverso una televisita.
Nel mondo del lavoro, l’impatto in prima battuta è un netto snellimento che agevola l’ottenimento del certificato di malattia, riducendo gli spostamenti e i tempi di attesa per i lavoratori, i quali potranno beneficiare di una gestione più rapida e digitale dell’assenza per malattia.
Le modalità di utilizzo per questo aspetto sarà oggetto di sviluppi da definire in sede di Conferenza Stato-Regioni.
Questo sicuramente potrebbe avere dei risvolti positivi alleggerendo il carico di stress e logistico del lavoratore in un momento di particolare fragilità.
Resta la lecita domanda o perplessità sulla regolarità dei certificati se emessi su una vera necessità fisica, difficile capire lo stato di salute del paziente da una videochiamata.
Sarà una autocertificazione di ognuno nel dichiarare lo stato febbrile e una tacita conferma del medico.
Sulle innovazioni e sviluppi della digitalizzazione nulla da dire, il progresso è sempre un successo, anche se mi torna in mente una lontanissima frase che recita “progresso è regresso”.
Vediamo i nostri cari anziani, o i pochi esperti della rete, come sapranno districarsi in queste innovazioni tecnologiche quando ancora abbiamo difficoltà nella PEC o prendere un appuntamento dal medico tramite apposita applicazione.
Il futuro è ormai il presente, non ci resta che accoglierlo e cercare di navigare in rete nel migliore dei modi.
Sarà una semplificazione tutto questo?
(*) Esperto di sicurezza sul lavoro
