Politica

Letta all’Assemblea nazionale dei Democratici: “Il Pd esiste, è vivace e vivo”

Il Pd “è vivo”, lo ha detto il segretario del partito Enrico Letta aprendo l’Assemblea democratica. Commentando i risultati del dibattito nei circoli sul “vademecum” da lui proposto, Letta ha spiegato: “Il vademecum ha dimostrato che il Pd esiste, è vivace, è vivo”. Ha aggiunto Letta: “Abbiamo visto che il metodo partecipativo è possibile, si può applicare. Il rapporto tra il centro e la base non deve essere di controllo, dal centro verso la base, ma di ascolto e protagonismo. Insisterò molto sul concetto di intelligenza collettiva”. Letta ha poi detto che “le elezioni amministrative saranno un primo test per le alleanze, un primo passaggio perché siamo in una fase di costruzione di un percorso per arriverà a una alleanza alle elezioni politiche con un nuovo centrosinistra che ruota attorno a noi e che dialoga con M5s. Con le forze politiche che hanno appoggiato il Conte 2 c’è una condivisione maggiore”. “Non siamo un partito che decide i candidati da Roma, siamo un partito che crede nella forza dei territori. Abbiamo rispetto per le scelte che i territori faranno, stiamo dando un aiuto a ogni territorio con la possibilità di usare lo strumento che a me piace molto delle primarie per rendere più forte la scelta. Anche lì con la duttilità necessaria, quando questo è ritenuto dai territori necessario”.

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Nasce l’Osservatorio di Trieste, una porta aperta per il dialogo tra le diplomazie internazionali “Una porta e un porto aperto, base naturale e ideale condizione giuridica preposta ad accogliere il dialogo tra le diplomazie mondiali” Nasce con la formale costituzione l’Osservatorio Libero di Trieste. A presiedere il nuovo organismo Giorgio Deschi, triestino, esperto di materia geopolitica e forte conoscitore della materia del Trattato di Pace di Parigi del 1947, già osservatore alle elezioni politiche che si sono tenute nella Federazione Russa nel settembre 2023 A norma dell’articolo 3 dello Statuto approvato contestualmente all’atto costitutivo “l’Osservatorio Libero di Trieste, con sede a Trieste, si fonda e opera in osservanza delle leggi superiori del diritto internazionale”. Si indicano in particolare quali riferimenti normativi la Risoluzione 16 del Consiglio di Sicurezza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite-ONU del 10 gennaio 1947, il Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947 con gli articoli 4, 21 e 22 ed in seguito all’allegato VI determinano “ius cogens” ogni aspetto dell’esistenza del Territorio Libero di Trieste così come recepito anche dallo Stato italiano con il decreto legislativo del capo provvisorio dello Stato il 28 novembre 1947 – legge 1430 ed in seguito ratificato nella legge italiana 3054/52 del 25 novembre 1952. Lo scopo statutario dell’Osservatorio Libero di Trieste, che ha sede anche a Mosca, è informare, promuovere e realizzare concordemente agli interessi specifici politici ed economici dei popoli di tutte le nazioni firmatarie del Trattato di Pace di Parigi del 1947 quanto previsto dalle leggi internazionali vigenti ed in primis garantire contestualmente ed equamente gli interessi fin qui acquisiti dei tre Paesi amministratori delle zone A e B del Territorio Libero di Trieste: Rispettivamente la Repubblica Italiana, la Repubblica di Slovenia e la Repubblica di Croazia. L’Osservatorio Libero di Trieste si qualifica inoltre come “una porta e un porto aperto, base naturale e ideale condizione giuridica preposta ad accogliere il dialogo tra le diplomazie mondiali per la realizzazione in seno al riconosciuto superiore vigente diritto internazionale, dell’allargamento dei benefici derivanti dallo statuto permanente del Territorio Libero di Trieste e del suo Porto Libero Internazionale ai Paesi in via di sviluppo, in via di riconoscimento, non riconosciuti o riconosciuti parzialmente”. L’Osservatorio Libero di Trieste indica il Territorio Libero di Trieste come deputato ad essere incontro di culture, promotore di pace, modello di sviluppo sociale al servizio dei popoli, culture e nazioni nel pieno rispetto delle aspirazioni e degli interessi di tutte le parti. Tutto nel rispetto del principio “pacta sunt servanda”. Per il presidente Giorgio Deschi “l’Osservatorio Libero di Trieste nasce qui dove mondo latino slavo e germanico si uniscono in triplice abbraccio a richiamare l’attenzione del Consiglio di Sicurezza Onu e dei suoi cinque membri permanenti al dialogo nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite di cui questo territorio e “figlio” ancora in essere per il diritto internazionale dal 1947 ed è ancora oggi formula perfetta per la creazione al centro dell’Europa “Euromediterranea” di una piattaforma ideale e modello innovativo per la risoluzione pacifica dei conflitti in atto, la creazione di un centro a disposizione della diplomazia di tutte le Nazioni per la discussione degli futuri assetti geopolitici”.

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