La proposta di Matteo Salviniper resuscitare la leva militare obbligatoria ha suscitato un vespaio politico, ma se non fosse per l’esito disastroso dei bilanci della Difesa e dello Stato, non appare del tutto peregrina Infatti in Europa qualcuno già la applica e altri già ci pensano.
Stoccolmaè ad esempio una tappa obbligata per i funzionari della difesa europei che cercano di capire come far indossare l’uniforme a più persone. A Göteborg e Malmö, quest’anno verranno convocati circa 30mila giovani per esami fisici e mentali e il terzo dei più adatti presterà servizio nell’esercito per un periodo compreso tra i nove e i 15 mesi, che lo voglia o no. Si tratta di un modello progettato per riorganizzare un esercito svedese svuotato dopo la fine della Guerra Fredda e dopo che la Russia ha invaso l’Ucraina. Un sistema di reclutamento che sta catturando l’attenzione nelle principali capitali europee, tra cui Berlino, Londra e Amsterdam, dove i Governi cercano il modo di rafforzare le proprie forze ridotte. Il numero di coscritti arruolati nell’esercito svedese è raddoppiatoquest’anno, passando da 4.000 nel 2017 a circa 8.000, quando il servizio militare obbligatorio, neutro rispetto al genere, è stato reintrodotto dopo una pausa di sette anni. E il governo ha afferma di voler aumentare tale numero a 10.000 all’anno nel breve termine, mentre la progettazione del sistema consentirebbe un’espansione oltre tale cifra, se necessario aggiungendo altri14.850 effettivi a tempo pieno, se fosse necessario. Anche i giovani di altri stati europei potrebbero presto seguire le orme degli adolescenti svedesi. Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistoriusha visitato la Svezia alcune settimane fa e se n’è andato dicendo di aver imparato la lezione per la sua nazione. Così il 12 giugno Pistorius ha proposto un servizio militare selettivo incentrato sui volontari come “primo passo”.Il piano Pistorius, ora allo studio dei legislatori e Governo, chiederebbe a tutti i 18enni (i pianificatori ne prevedono 400.000all’anno) di compilare un questionario. Di quel totale, circa 40.000verrebbero scelti per sottoporsi a un esame medico, e 10.000verrebbero successivamente autorizzati all’addestramento di base. Anche funzionari olandesi guardano alla Svezia, mentre una serie di ex alti funzionari del Regno Unito, tra cui l’ex capo dell’agenzia di intelligence estera MI6, hanno sottolineato quelli che ritengono essere i vantaggi del sistema svedese.
Ma fra i Paesi UE (come già pubblicato da ORE12) l’Estoniaai confini della Russia è già seriamente intenzionata a ripristinare la leva obbligatoria, ma con varie modalità la naja è già presente in altri paesi europei.
Austria – Obbligatorio, 8 mesi
Danimarca – Sistema misto: leva 30%; Volontari 70%
Finlandia – Obbligatorio, 6-12 mesi ma si può scegliere tra civile e militare – 4/12 mesi
Grecia – Obbligatorio, 9-12 mesi
Norvegia – obbligatorio, 6-12 mesi
Svizzera – obbligatorio – 9 anni, con sei corsi di formazione di tre settimane
E se Putin non dovesse fermarsi all’Ucraina? La Nato calcola il potenziale (si noti bene potenziale) dei paesi europei in caso di deflagrazione del conflitto in 2.646.440 truppe (183.800 l’Italia, con 18 mila riserve e 500.000 americani, mentre il potenziale russo è di 2.209.000 militari.
Giu.Lo.
