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Libano, accelerazione della crisi. Israele entra nel sud del Paese

Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver avviato un’operazione terrestre “limitata, localizzata e mirata” contro Hezbollah nella parte occidentale del Libano meridionale.   L’operazione terrestre israeliana nel Libano meridionale è iniziata il 30 settembre; fino ad ora si era concentrata sul lato orientale del confine. L’Idf afferma inoltre che è la prima volta che una divisione di riserva dell’Idf viene utilizzata in operazioni di combattimento nel Libano meridionale che si unisce alle altre tre divisioni coinvolte nell’offensiva terrestre. La divisione di riserva si unisce alle tre divisioni dell’esercito permanente (98ª, 36ª e 91ª) già operative nei settori centrale e orientale del Libano meridionale. Questa mossa, scrive il Times of Israel, aggiunge migliaia di truppe all’offensiva terrestre di Israele, portando il numero totale di soldati dispiegati in Libano a superare probabilmente i 15.000. Intanto il portavoce israeliano in lingua araba, Avichay Adraee, ha nuovamente lanciato un avvertimento ai residenti libanesi nel sud del Paese, invitandoli a spostarsi verso nord. “Alla gente del Libano meridionale, fate attenzione! L’Idf – afferma il messaggio ripreso da Guardian – continua ad attaccare i siti di Hezbollah nel vostro villaggio e nelle vicinanze, e per la vostra sicurezza vi è proibito tornare a casa fino a nuovo avviso. Dovreste astenervi dal dirigervi a sud, chiunque si diriga a sud sta mettendo in pericolo la propria vita”.  Timori anche per gli uomini della missione Unifil. Dopo l’annuncio di Israele sull’inizio dell’operazione di terra è arrivata immediata la reazione del coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il Libano e il capo della forza di mantenimento della pace lungo il confine con Israele ache ha fatto sapereche una soluzione negoziata è l’unico modo per ripristinare la stabilità nella regione e che è giunto il momento di agire. Preoccupazione è stata espressa anche dal ministro degli Esteri Tajani. “Valutiamo con attenzione ciò che accade al contingente militare” italiano “al confine tra Israele e il territorio controllato da Hezbollah, dove c’è una situazione di grande tensione e conflittualità” ricordando di aver chiesto al presidente israeliano Isaac Herzog ed al ministro degli Ester Israel Katz “di garantire la massima sicurezza dei nostri militari durante gli attacchi che stanno effettuando contro Hezbollah”. Allarmata anche la Turchia che ha deciso  l’evacuazione dei cittadini turchi che hanno presentato richiesta per lasciare il Paese, nel contesto dell’intensificarsi degli attacchi israeliani, saranno evacuati via marein queste ore. Ad annunciarlo il ministero degli Esteri di Ankara. E’ in programma la partenza dalla Turchia per Beirut di due navi che hanno la capacità di evacuare 2.000 persone ciascuna. Le navi porteranno anche aiuti umanitari e, se sarà necessario, le evacuazioni continueranno anche nei giorni successivi.

aggiornamento la crisi mediorientale ore 14.02

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