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Libano: Unifil, un casco blu ucciso da colpi di mortaio e 2 feriti nel sud

di Marino Marini

Un peacekeeper dell’Unifil è morto stamattina a causa delle gravi ferite riportate quando alcuni colpi di mortaio hanno colpito ieri sera la sua postazione nei pressi di Marjayoun, nel sud-est del Libano. Lo riferisce l’Unifil, aggiungendo che altri 2 caschi blu sono rimasti feriti e sono attualmente in cura presso una struttura medica all’interno della base dell’Unifil. “L’Unifil ha avviato un’indagine per accertare le circostanze esatte che hanno portato a questo tragico incidente”, si legge in una nota della forza di interposizione Onu nel sud del Libano, che aggiunge la richiesta “alle autorità nazionali competenti di indagare sull’incidente, assicurare i responsabili alla giustizia e garantire la responsabilità penale”. “L’Unifil ha rilevato un numero sempre più elevato di traiettorie e impatti nel Libano meridionale. La violenza deve cessare”, si legge ancora. “Gli attacchi deliberati contro le forze di pace costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza e possono costituire crimini di guerra”, conclude Unifil.

 

Casco blu Unifil ucciso è serbo, condoglianze Stato Maggiore Difesa

È di nazionalità serba il casco blu Unifil ucciso nei pressi di Marjayoun, nel sud-est del Libano. Lo si apprende da un post pubblicato su X dallo Stato Maggiore della Difesa a firma del generale Luciano Portolano. “A nome delle Forze Armate Italiane – scrive Portolano – desidero esprimere le più sentite condoglianze a seguito dei tragici eventi della scorsa notte, quando una base di Unifil nel Settore Est è stata colpita da fuoco di mortaio, causando la morte di un caschi blu serbo. In questo momento di profondo dolore, i nostri pensieri sono con la famiglia del soldato caduto e con le Forze Armate Serbe, a cui esprimiamo la nostra sincera solidarietà. L’Italia è al fianco di tutto il personale Unifil che continua a operare con professionalità e coraggio, impegnato nella causa della pace”, conclude il Capo di Stato Maggiore della Difesa Italiana.

Crosetto, cordoglio per morte Casco blu in postazione Unifil

“A nome della Difesa e delle Forze Armate Italiane ho espresso la nostra vicinanza ed il nostro cordoglio al Ministro della Difesa ed alle Forze Armate Serbe per il tragico evento della notte scorsa, quando una base di Unifil nel Settore Est è stata colpita da fuoco di mortaio, causando la morte di un casco blu serbo”. Lo scrive su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto. “In questo momento di profondo dolore – scrive ancora Crosetto -, il mio e nostro pensiero sono con la famiglia del soldato caduto e con le Forze Armate Serbe, cui esprimiamo la totale vicinanza. I nostri militari, il nostro contingente in Unifil, colpito e ferito da ciò che sta accadendo, continua a operare con professionalità, coraggio e impegno per assolvere il suo compito per garantire la pace. Un compito reso ogni giorno più difficile da un escalation continua e dall’impossibilità di instaurare un dialogo serio che blocchi le ostilità in corso”.

In attacco a Unifil non coinvolti italiani

Non ci sono italiani coinvolti nell’attacco con colpi di mortaio nel sud del Libano in cui un soldato dell’Unifil è morto e altri due sono rimasti feriti. È quanto si apprende da fonti informate, che sottolineano che l’incidente è avvenuto nel settore est, dove non ci sono italiani.

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