Economia e Lavoro

Liberalizzazione del commercio: “Stesso mercato, stesse regole”

L’Hotel Nazionale di Roma ha ospitato il primo ottobre scorso l’evento “Liberalizzazione del commercio. Opportunità, sfide e prospettive”, organizzato dal Partito Liberaldemocratico per presentare le sue proposte  per modernizzare e rendere più competitivo il settore distributivo e commerciale in Italia. Si tratta di misure hanno un comune denominatore: più libertà, meno vincoli burocratici, più opportunità per imprese e consumatori. “Un pacchetto a costo zero per lo Stato – ha detto il segretario Luigi Marattin – e ad alto ritorno per cittadini e imprese”.

C’era anche il segretario generale di Confcommercio, Marco Barbieri, il quale ha sottolineato che “se c’è un settore liberalizzato dal 1998 a oggi è proprio il commercio”. Quanto ai saldi, “la data unica di inizio in tutta Italia è una leva di marketing commerciale per le imprese, utile soprattutto a generare maggiori certezze per operatori e consumatori”, mentre “quando si liberalizza tutto c’è anche un rischio: pensiamo alla movida selvaggia conseguenza anche del sovraffollamento di attività”. “È giusto che i processi di liberalizzazione corretti seguano il mercato e lo sviluppo delle imprese, però deve rimanere il principio di base’ stesso mercato stesse regole”, ha concluso.

Federmoda: “Con liberalizzazione possibili problemi per i negozi di vicinato”

Federazione Moda Italia Confcommercio ha espresso la sua posizione sulla liberalizzazione dei saldi, sottolineando che la vera sfida per il settore è rappresentata “dalla concorrenza sleale del web e dai rapporti con i fornitori“. “I saldi sono un appuntamento fisso e trasparente che consente ai consumatori di valutare l’effettiva convenienza degli acquisti”, ha dichiarato il presidente Giulio Felloni. “La liberalizzazione dei saldi potrebbe creare confusione e problemi per i negozi di vicinato, che già oggi sono sottoposti a una forte pressione competitiva“. “In un mercato caratterizzato da continue offerte, promozioni, liquidazioni e vendite straordinarie, spesso confuse e prive di reale trasparenza, i saldi costituiscono un punto di riferimento chiaro tra prezzo iniziale e prezzo finale. Per questo motivo, riteniamo che i negozi e le piccole e medie attività che animano i nostri centri storici debbano essere sostenuti e tutelati con strumenti diversi, volti a consolidare il rapporto di fiducia con la clientela e a rafforzare il loro ruolo di presidio sociale ed economico del territorio“, sottolinea la Federazione Moda Italia Confcommercio.

Per sostenere il commercio di vicinato, Federazione Moda Italia Confcommercio chiede al governo di “costituire un tavolo del Commercio presso il Mimit e di accogliere le nostre proposte concrete per il rilancio dei consumi; uno sgravio fiscale per i consumatori sull’acquisto di articoli di moda presso i negozi di vicinato; un credito d’imposta sugli affitti per aiutare le piccole e medie attività a sostenere i costi; l’istituzione di una Giornata della Moda, durante la quale ragionare su tutti gli argomenti relativi al settore e trovare soluzioni condivise“. “Solo attraverso un sostegno concreto e mirato, potremo tutelare il commercio di vicinato e mantenere il rapporto di fiducia con la clientela. “Per questo motivo – ha concluso Felloni – “Federazione Moda Italia Confcommercio è pronta a lavorare con il governo e con tutte le parti interessate per trovare soluzioni che sostengano il settore e promuovano la crescita economica, nell’interesse dei consumatori, delle imprese e del paese, attraverso un confronto costruttivo e collaborativo, volto a garantire un futuro più sicuro e prospero per il settore della moda italiana, delle imprese e dei lavoratori che ne fanno parte“.

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