Ai ferri corti la Cgil con le associazioni della Confindustria del nord industriale del Paese. Traballa la poltrona del ministro del Lavoro, Orlando
(Red) “Un colpo basso”, un “errore” che non fa altro che “prolungare ulteriormente l’incertezza”. Da Nord a Sud le associazioni territoriali di Confindustria si scagliano contro il ministro del Lavoro Andrea Orlando e la sua proposta di proroga del blocco dei licenziamenti in arrivo con il decreto Sostegni bis. Serve “chiarezza” dicono ad esempio in una nota unitaria le Confindustrie del Nord, arrivando a fare un appello “al premier Draghi per la sua competenza, affidabilità e coerenza affinché trovi una soluzione nell’interesse di tutti gli italiani, per una vera ripresa economica e sociale”. Poi alla fine arriva la buona notizie per le associazioni datoriali fonti di governo hanno fatto infatti fatto sapere mattina che il blocco dei licenziamenti per la grande industria al 28 agosto non dovrebbe figurare nel dl sostegni bis. La norma verrà rivista, “si lavora ad un compromesso per alleggerire la proroga”, assicura un ministro di peso, precisando che il testo della norma voluta dal ministro del Lavoro Andrea Orlando “non aveva ancora un testo, non era nero su bianco, quindi si possono apportare modifiche”. La norma aveva prodotto accese proteste da parte di Confindustria. Domenica il Sole 24 Ore, quotidiano dell’associazione degli imprenditori, si era spinto a parlare di un “inganno” ordito dal ministro del Lavoro Andrea Orlando a danno degli industriali. Attacco personale insomma che il ministro però aveva stoppato spiegando che la norma aveva ricevuto un sostegno unanime nel pre consiglio dei ministri. Sul punto da registrare la posizione durissima della Cgil, con tutti i segretari del nord industriale del Paese I segretari generali Alessandro Pagano (Cgil Lombardia), Pier Massimo Pozzi (Cgil Piemonte), Christian Ferrari (Cgil Veneto) e Luigi Giove (Cgil Emilia Romagna)replicano ai Presidenti di Confindustria del nord, che chiedono “certezze per poter licenziare”, definendo “inaccettabile la loro posizione” e affermando che “l’unica cosa di cui non c’è bisogno in questo momento nel nostro paese è lo sblocco dei licenziamenti”. “Il provvedimento del governo sui licenziamenti – affermano i segretari delle regioni del nord della Cgil – è un primo passo ancora insufficiente e deve essere completato per garantire la proroga certa del blocco fino almeno ad ottobre. Tempo necessario per consentire il rafforzamento degli ammortizzatori sociali in direzione di una copertura universale. In questa fase i lavoratori sono ancora alle prese con la crisi. Pertanto vanno protetti, sostenuti e accompagnati nei processi di transizione economica, che saranno promossi con le risorse del PNRR, attraverso progetti efficaci di formazione e riqualificazione professionale”.
