di Wladymiro Wysocki. (*)
Dopo una lunga odissea, l’insegnamento della sicurezza sul lavoro nelle nostre aule scolastiche è finalmente legge.
L’approvazione della proposta di legge è a prima firma del presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, l’onorevole Walter Rizzetto.
La Legge prevede l’inserimento della sicurezza sul lavoro tra gli argomenti di educazione civica, auspicando una nuova cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Questa legge punta su un nuovo aspetto culturale nella formazione dei ragazzi nelle nostre scuole finalizzata alla formazione dei lavoratori e degli imprenditori di domani e come sottolinea il Ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone, “crea le basi per una creazione di una rinnovata sensibilità sui temi della sicurezza”.
La sicurezza sul lavoro come priorità del nostro Paese, è l’augurio che il Ministro del Lavoro si auspica e onestamente lo augurano non solo tutti gli addetti ai lavori ma soprattutto le molte famiglie che hanno tristemente subito una perdita di un loro caro, una malattia professionale o infortunio grave.
La legge è stata approvata con 157 voti favorevoli, 107 astenuti e nessun contrario entrando così di diritto nelle scuole di ogni ordine e grado.
Certo ci lascia perplessi coloro che si sono astenuti, al netto delle ideologie politiche credo che questo argomento non debba avere faziosità di nessun genere e sarebbe stato bello dare un segnale di unanimità ma sappiamo che l’intelligenza non è sempre a portata di tutti.
Al netto dei commenti, il risultato finale è quello che ci interessa e oggi possiamo citare la Legge n. 92 del 2019 inerente all’introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica come riferimento anche per la materia della sicurezza sul lavoro.
In una nuova otica di radicale cambiamento della forma mentis, di sensibilizzazione, di cultura, la legge prevede la testimonianza di vittime di infortuni o malattie professionali sul lavoro.
Questo è decisamente un segnale forte, netto e deciso per accompagnare alle conoscenze teoriche e pratiche la presa di consapevolezza della realtà toccando con mano e ascoltando direttamente da coloro che hanno vissuto un dramma quello che realmente accade nel lavoro.
Una azione direttamente volta ai ragazzi, futuri lavoratori e datori di lavoro, per orientarli alla vera conoscenza della prevenzione, del rischio e del pericolo.
Oggi ormai stiamo in vera emergenza nazionale e personalmente sono convinto che educando i nostri ragazzi al lavoro corretto e sano possiamo ottenere risultati positivi e un cambio di rotta.
Così la proposta di Legge 630, approvata in legge, dal prossimo anno andrà ad integrare le già attuali 33 ore di educazione civica con gli argomenti in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro.
La struttura della legge approvata si divide in 3 articoli dei quali il primo chiarisce il fine della Legge, ovvero, la diffusione delle conoscenze di base del diritto del lavoro e in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il secondo articolo che porta modifiche alla legge 92/2019 esattamente all’interno dell’articolo 3, introduce le linee guida per l’insegnamento della materia di base in prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro nel contesto dell’educazione civica e infine l’articolo 3 in merito all’invarianza finanziaria.
Incidenti, infortuni, malattie professionali, morti sul lavoro, finalmente possiamo dire di avere un primo passo al cambio radicale alla diffusione, alla conoscenza e alla sensibilizzazione dei drammi che nel quotidiano si verificano e con quali strumenti efficaci prevenirli.
Ovviamente non deve restare questo il punto di arrivo e accontentarci, anzi, deve diventare un ulteriore motivo di slancio a fare di più e meglio.
La prevenzione non deve avere limiti e confini ma deve essere una costante evoluzione per restare al passo con i tempi e alla velocità della produzione industriale e del lavoro.
Del resto non dimentichiamoci dell’intelligenza artificiale, ormai una realtà prepotentemente entrata ovunque.
Bene, valutiamo anche questo strumento come poterlo utilizzare al meglio per la prevenzione, per la diffusione della conoscenza e per applicare al massimo la valutazione del rischio e del pericolo.
Resta decisamente un ottimo risultato, adesso diamogli forza e concretezza.
Il lavoro, i lavoratori, i ragazzi impegnati nei tirocini, i volontari e ogni forma di applicazione al lavoro devono essere sempre tutelati garantendo il benessere lavorativo e la massima sicurezza.
Tutti devono sempre tornare a casa dai loro cari sani e salvi, basta infortuni e morti a causa del lavoro.
(*) Esperto di sicurezza sul lavoro
