Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi (nella foto) ha descritto i colloqui Iran-Stati Uniti, iniziati venerdì in Oman, come un buon inizio, sottolineando: “È necessario affrontare la sfiducia riguardo alle intenzioni e agli obiettivi della parte americana”. Araghchi ha rilasciato questa osservazione in conversazioni telefoniche separate con i Ministri degli Esteri di Turchia, Egitto e Arabia Saudita ieri sera. Secondo Mehr, i massimi diplomatici stranieri hanno accolto con favore la ripresa dei negoziati tra Iran e Stati Uniti, chiedendo la prosecuzione del dialogo per raggiungere una soluzione politica e diplomatica e prevenire l’escalation delle tensioni. “Il successo dei colloqui è significativo per la stabilità e la sicurezza regionale”, hanno affermato. Poi dal regime teocratico arriva anche un avvertimento agli Stati Uniti: Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha criticato “il ruolo di Israele nella diplomazia regionale”, invitando Washington ad “agire in modo indipendente nella sua politica estera e a non lasciare che attori esterni dettino le decisioni”, nel contesto dei colloqui in corso tra Iran e Stati Uniti. “L’Iran sta negoziando con gli Stati Uniti ed è la Casa Bianca che dovrebbe decidere di agire in modo indipendente dalle pressioni esterne, in particolare da Israele, che ignora gli interessi regionali e persino americani”, ha dichiarato Baghaei nella sua conferenza stampa settimanale, aggiungendo: “Israele è una fonte di insicurezza e si è opposto a qualsiasi mossa diplomatica nella regione che possa portare alla pace”. Baghaei ha rilasciato questa osservazione in vista della visita del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu negli Stati Uniti, durante la quale le due parti dovrebbero discutere dei colloqui in corso tra Iran e Stati Uniti.
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