Il quotidiano Russia To Day, non sempre tenero con Putin, ha recentemente pubblicato un rapporto sulle affermazioni di fine agosto del Vice Rappresentante delle Nazioni Unite Dmitry Polyans e del Direttore dell’Unione Ufficiali per la Sicurezza Internazionale Alexander Ivanov.
Secondo queste affermazioni l’Ucraina sarebbe responsabile di sostenere le formazioni Jiadiste in tutta l’Africa. Infatti i piloti dei suoi droni assistono le forze designate come terroristiche in Mali , Sudan, Repubblica Centrafricana (RCA), Ciad e Repubblica Democratica del Congo (RDC).
Kiev ha anche fornito droni alla Libia per utilizzarli nella sua guerra civile, nonostante il divieto turco.
Già Kiev si è vantata L’Ucraina di sostenere i separatisti tuareg in Mali dopo l’imboscata a Wagner nell’estate del 2024, il che dà credito alle affermazioni secondo cui l’Ucraina starebbe sostenendo forze analoghe anche nella Repubblica Centrafricana filo-russa, e fa sorgere dubbi sul suo ruolo in Sudan e nella Repubblica Democratica del Congo.
I media occidentali all’inizio del 2024 riferivano che le forze speciali ucraine erano state ingaggiate dal governo sudanese riconosciuto dall’ONU, mentre Trump si vantava di aver mediato gli accordi di pace tra la Repubblica Democratica del Congo e il Ruanda.
D’altra parte si sospetta che l’accusa della Russia secondo cui le missioni diplomatiche ucraine in Algeria, Mauritania e RDC stiano contrabbandando armi a gruppi in Libia, Mali e nel nord-est della RDC, sia intesa a seminare discordia.
Ma è ormai evidente che Kiev, già grande esportatrice di armi prima dell’invasione russa, possa perseguire opportunità commerciali non occidentali con il nulla osta degli Stati Uniti.
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Quanto al presunto ruolo delle missioni diplomatiche ucraine nel contrabbando di armi dall’Algeria e dalla Mauritania alla Libia e al Mali, la Russia potrebbe aver avvisato i governi ospitanti in passato senza ottenere risposte soddisfacenti.
Non è un mistero che dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022, Kiev ha inaugurato 8 nuove ambasciate in Africa, portandole a 18, con ulteriori aperture previste (tra cui in Sudan). Tra le più simboliche, quella di Nouakchott, in Mauritania, uno dei Paesi del Sahel dove la presenza militare russa è sempre più marcata.
Nel frattempo, l’Ucraina ha nominato un inviato speciale per l’Africa e il Medio Oriente, intensificato le visite ministeriali e lanciato una campagna comunicativa mirata, con l’obiettivo di controbilanciare la propaganda russa e costruire relazioni dirette con governi africani.
Infine nel’agosto dell’anno scorso il Directorato dell’Intelligence militare di Kiev (HUR, GUR), ha rivelato l’esistenza di una vera e propria campagna militare per l’eliminazione degli uomini del Gruppo Wagner e loro alleati in giro per il mondo. Con la conferma di attacchi a contractor russi in Siria e Sudan a partire dalla metà del 2023, fra accuse e reazioni di diversi Paesi africani verso Kiev.
Ila conclusione è che l’Ucraina è effettivamente sempre più coinvolta nel sostegno alle formazioni definite terroristiche in tutta l’Africa, in una guerra che è ormai senza confini e senza tanti distinguo fra gli amici che si frequentano.
GiElle
