Esteri

Macron alle corde indebolisce l’Europa 

di Balthazar

Ieri l’ennesimo governo francese dopo le elezioni parlamentari del giugno dello scorso anno è caduto  questa volta dopo essere rimasto in carica meno di un giorno, spaventando i mercati con la prospettiva di nuove elezioni che avrebbero potuto portare la destra di Le Pen più vicina che mai al potere.

Dubbi diffusi anche sulla stessa leadership di Macron  su questioni internazionali come l’Ucraina e Gaza, ma in molti temono anche  che l’intera economia dell’eurozona possa presto essere in pericolo.

La Francia è la seconda economia dell’Unione Europea, un membro importante del G7, l’unica potenza nucleare dell’UE e un membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Altrettanto significativo è il fatto che, sotto Macron, la Franciasia stata una forza politica che ha guidato l’UE, paragonabile solo alla Germania.

Allo stesso tempo, Macron ha cercato di respingere la minaccia del partito di estrema destra Rassemblement National, costantemente in testa nei sondaggi d’opinione, e tenta di affrontare il problema dell’ingente deficit di bilancio della Francia.

Ma i suoi successivi governi non sono stati in grado di approvare misure per contenere la spesa con il voto parlamentare e questa  prolungata situazione di stallo politico aumenta  la probabilità di nuove elezioni legislative prima della fine dell’anno, causando altri mesi di incertezza.

Qualche commentatore prende anche in considerazione le dimissioni anticipate di Macron dalla presidenza il cui mandato dovrebbe concludersi nel 2027.

Sia questa ipotesi che quella più realistica di nuove elezioni anticipate per il Parlamento potrebbero favorire il partito di estrema destra Rassemblement National di Marine Le Pen, sconvolgendo la politica europea e scatenando un’ondata di instabilità nell’Eurozona..

Lunedì i mercati finanziari in Francia e all’estero hanno reagito con allarme allo  scioglimento del governo di Sébastien Lecornu, durato 14 ore. Le azioni e i titoli di Stato francesi sono crollati e l’euro stesso si è indebolito rispetto al dollaro.

Gli sforzi di Macron negli ultimi otto anni sono stati diretti a dimostrare che la Francia è il posto più attraente in Europa in cui investire, ma al momento non si vede alcun investitore internazionale di rilievo che scelga la Francia anche a causa della poca chiarezza fiscale.

Dopo essere salito al potere nel 2017 e aver rotto gli schemi della politica francese, Macron appare ora come un leader zoppo la cui influenza a Bruxelles sta rapidamente svanendo, anche se ha spesso indirizzato le scelte della UE  Ad esempio con il  concetto di “autonomia strategica” per rendere l’UE più autosufficiente economicamente e militarmente.

Con  Trump che ora allontana gli Stati Uniti dall’Europa, questa idea ha preso piede a Bruxelles, ma pochi sono i leader europei politicamente stabili in grado  di pensare al futuro  con cinque o anche due anni di anticipo, mentre lui sembrava in grado di farlo.

Macron è stato eletto per rimanere in carica fino al 2027 e, nonostante le speculazioni, non si dimetterà, ma probabilmente continueranno i disordini a Parigi e nella Francia intera che indeboliranno  l’influenza francese sui dibattiti e sullo sviluppo delle politiche dell’UE.

Le discussioni tra i ministri delle finanze sul bilancio dell’UE sarebbero molto più facili da gestire per la Francia potesse inviare lo stesso ministro alle riunioni con i suoi omologhi a Bruxelles, ma i ripetuti cambiamenti di personale a Parigi rendono molto più difficile mantenere la propria influenza.

D’altra parte le probabili elezioni anticipate  potrebbero mettere a repentaglio il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE per il quale i governi nazionali  avevano fissato una scadenza informale per raggiungere un accordo prima delle elezioni francesi del 2027, ora  una ulteriore affermazione della destra proprio in Francia potrebbe  far deragliare  la discussione.

 

Anche la  sua iniziativa congiunta con il Primo Ministro britannico Keir Starmer per formare una “coalizione di volenterosi” potrebbe subire una battuta di arresto proprio sull’aumento delle spese militari a scapito di quelle sociali, sulle quali è in atto lo scontro nelle piazze anche da parte della sinistra.

 

Il  “motore franco-tedesco” per l’Europa, rischia di incepparsi rendendo questo obiettivo molto più arduo da raggiungere con un cancelliere tedesco come  Friedrich Merz molto più dinamico del suo predecessore.

Ma  cosa, o chi, verrà dopo se Macron dovesse davvero indire nuove elezioni; l’estrema destra francese ne guadagnerebbe, sebbene la quota di voti del RN sia rimasta sostanzialmente stabile tra il 30% e il 32% dalle elezioni legislative del 2024.

Ma già  ha celebrato la vittoria del populista di destra Andrej Babiš alle elezioni dello scorso fine settimana nella Repubblica Ceca, e ha sfruttato la crisi di lunedì per ribadire la sua richiesta di nuove elezioni.

Né Macron ha mai aperto alla sinistra che comunque ha la maggioranza tranne qualche timido approccio con i socialisti centristi, ne pare abbia intenzione di nominare un ministro della Sinistra Unita come gli aveva sollecitato già all’inizio di questa legislatura.

Anche se alcuni quotidiani parigini non escludono questo che sarebbe un compromesso tradizionale in Francia contro il pericolo della destra al governo o peggio, alla presidenza della Rèpublique nel 2027.

In alternativa pesa la minaccia di Geert Wilders, storico esponente dell’estrema destra olandese che ha vinto il maggior numero di seggi alle ultime elezioni, che  ha lanciato un avvertimento a “tutti i vecchi leader”, tra cui Macron: “Il vostro tempo è finito”.

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