Esteri

  Macron spera nel voto per contenere la destra, ma è un rischio

Il balzo dell’estrema destra in Francia alle  europee  era ampiamente previsto e probabilmente da mesi Macron pensava di ricorrere alle urne per ristabilire gli equilibri politici.

Così a poche ore di distanza dal voto Emmanuel Macron ha chiesto elezioni legislative anticipate , affermando di non poter ignorare la nuova realtà politica dopo che il suo partito  ha subito una pesante sconfitta ottenendo meno della metà dei voti del sostegno del “Rassemblement National” di Marine Le Pen.

La sua speranza è quella di creare un fronte unico contro la destra come frequentemente si è verificato in Francia negli ultimi decenni, ma  la decisione  di sciogliere il Parlamento e mandare alle urne i francesi, è  una mossa rischiosache potrebbe portare l’estrema destra  alla guida di un governo, per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale.

Se l’esito elettorale fosse quello delle Europee, Macron, a cui restano 3 anni per il suo ultimo mandato, potrebbe trovarsi a governare  con un primo ministro di un partito che si oppone radicalmente alla maggior parte delle sue politiche.

Il partito centrista di Macron era il più grande nell’Assemblea nazionale, la camera bassa del parlamento, anche se ha perso la maggioranza nel 2022, costringendo i legislatori a lavorare con politici di sinistra e di destra per approvare le leggi.

Quindi  avrebbe quindi indetto le elezioni nel timore che la nuova situazione  lo  avrebbero portato alla paralisi della legislatura lasciandolo azzoppato (politicamente)  da qui al 2027.

Marie Le Pen   è arrivata per ben due volte al secondo turno delle elezioni presidenziali dopo che suo padre,  Jean-Marie,lo aveva fatto nel 2002.

Ma la strategia di normalizzazione e moderazione della figlia,  ha dato i suoi frutti e il partito è diventato mainstream, sviluppando una forte rete di funzionari locali e regionali in tutta la Francia.

Il sistema a doppio turno per le elezioni generali ha storicamente reso difficile ai partiti alle estreme di  guadagnare terrenoperché i partiti tradizionali si uniscono per isolare quelli ai margini degli schieramenti, ma questa volta il meccanismo  potrebbe non funzionare considerando che il Rassemblement si è consolidato e radicato nei territori già dalle elezioni precedenti ..

Le  quattro principali forze politiche francesi di sinistra – i comunisti, i socialisti, i verdi e il movimento “France insoumise” del tre volte candidato presidenziale Jean-Luc Mélenchon – hanno già pubblicato una  dichiarazione congiunta  in cui affermano la volontà di proporre candidati comuni.

Già due anni fa, i quattro partiti hanno concordato di gestire un fronte unito con un manifesto condiviso, consentendo alla sinistra di  raddoppiare i suoi deputati all’Assemblea nazionale e  impedendo a Macron di ottenere la maggioranza

Sul fronte opposto, se il 28enne Bardella è l’astro emergente del partito,  a TF1 Marie Le Pen   ha chiarito perfettamente la gerarchia di potere che ha in mente per il futuro . Indicando il giovanotto come possibile primo ministro, ma riservando a se stessa il ruolo di Presidente della Nation. 

Bardella ha avuto una rapida ascesa al vertice dopo aver affinato le sue capacità politiche come presidente dell’ala giovanile del “Rassemblement, ma non si è mai neppure sognato di mettere in ombra Marie, accontentandosi della crescita della sua popolarità fra i giovani.

Se un altro partito, o una coalizione, dovesse ottenere la maggioranza dei seggi alle elezioni generali, Macron sarebbe costretto a nominare un primo ministro appartenente a quella nuova maggioranza.

In una situazione del genere – chiamata in Francia “coabitazione” – il governo attuerebbe politiche interne divergenti dal piano del presidente, al quale  resterebbero la politica estera e quella della Difesa,una soluzione che renderebbe la Francia quasi ingovernabile.

 

Nel frattempo anche  a  destra ci si riaggrega. Marion Maréchalnipote del fondatore del partito Jean-Marie Le Pen, che  aveva voltato le spalle alla zia Marie  per unirsi ai ranghi di Reconquest – un partito fondato dal giornalista anticonformista ed esperto Éric Zemmournel 2022 – sente odore di potere e rientra nei ranghi.

 

Anche se il suo partito è molto più piccolo del Rassemblement National,domenica ha superato di poco la soglia del 5%necessaria in Francia per eleggere gli eurodeputati, e potrebbe avere un peso decisivo nella sfida lanciata da Macron.

Ma sebbene la  Maréchal evidenzi la sua spinta verso l’unità con la zia, non è chiaro se il presidente e fondatore del suo partito, Zemmour, sarà a bordo dell’alleanza considerando il suo astio nei confronti della zia di Marion.

Balthazar

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