E’ tornato il maltempo sull’Italia. Dopo diversi giorni di immobilismo atmosferico quasi totale la pioggia (e neve in montagna) è ricomparsa sul nostro Paese e anche le prossime ore si annunciano piuttosto perturbate. Anzi, possiamo dire che sarà un Venerdì Nero, caratterizzato da precipitazioni diffuse e a tratti battenti, nevose sui rilievi.
A tal proposito, la Protezione Civile ha diramato un Allerta Meteo.
Responsabile di questa svolta sul fronte meteorologico è un vortice ciclonico attualmente collocato sull’alto Mar Tirreno e destinato a viaggiare nel corso delle prossime ore verso le regioni meridionale.
Ecco perché il quadro atmosferico di tutta la giornata di Venerdì risulterà ben lungi dall’essere tranquillo.
Durante la mattinata il maltempo più severo colpirà il Nord, interessando inizialmente il settore centro-occidentale, per poi spostarsi gradualmente verso quello orientale.
Tra il pomeriggio e la sera, infatti, il fulcro della perturbazione si sposterà sulle regioni orientali Nord e nel contempo ci sarà un miglioramento su quelle occidentali. Oltre alla tanta pioggia andrà prestata attenzione alle abbondanti nevicate attese sui rilievi alpini centro-orientali, con quota intorno agli 800/900 metri, proprio nel corso del pomeriggio e della serata.
Anche il Centro non sarà risparmiato da questo peggioramento: sono attese infatti significative piogge soprattutto lungo il litorale tirrenico e nevicate sulla dorsale appenninica, qui con quote che si aggireranno tra i 1400 e i 1500 metri.
Al Sud, infine, le condizioni atmosferiche saranno inizialmente tranquille ed il tempo in gran parte asciutto. Nuvole e piogge arriveranno infatti solamente verso sera e sono destinate a colpire principalmente l’area del basso Tirreno, con particolare riferimento a Campania, Calabria e Sicilia.
ALLERTA DELLA PROTEZIONE CIVILE
Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per Venerdì 23 Febbraio ALLERTA ARANCIONE per rischio idrogeologico su parte della Lombardia e del Friuli-Venezia Giulia. ALLERTA GIALLA invece sui restanti settori del Friuli-Venezia Giulia, alcuni settori di Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana, sulle province autonome di Trento e Bolzano sull’intero territorio di Umbria, Lazio, Molise e su gran parte dell’Abruzzo.
