Medicina

Maternità e disabilità, l’appello delle associazioni: “In società tante difficoltà per diventare genitori”

“La medicina negli anni ha fatto progressi enormi e ha dato la possibilità a tante persone che vivono una condizione di disabilità o invalidità di raggiungere in buone condizioni l’età adulta e addirittura di diventare genitori. Peccato che la società, le leggi e la cultura non siano ancora allineate con le loro esigenze. Questa giornata, allora, è per ricordare alle istituzioni che esistiamo e che abbiamo bisogno del loro supporto. Sono ancora troppi gli ostacoli che ogni giorno dobbiamo affrontare nell’ambito della nostra vita sociale e lavorativa. Abbiamo imparato a gestire da soli le tante difficoltà, ma ora chiediamo alla politica di provare a mettere a sistema le nostre esperienze”.  È il messaggio lanciato oggi da Giulia Panizza, delegata per la Regione Liguria dell’Associazione Disabilmente Mamme e membro del consiglio direttivo di ABEO Liguria, in occasione della giornata di promozione sociale dal titolo “Maternità e disabilità. Verso una nuova cultura dell’inclusione”, in corso a Genova presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi.  L’evento, moderato dalla scrittrice Federica Piera Amadori, è stata un’occasione di approfondimento sugli aspetti sanitari, sociali, normativi e lavorativi che riguardano la condizione di una donna portatrice di disabilità o invalidità che intende vivere l’esperienza della maternità. La giornata, nata su iniziativa della dottoressa Panizza, è stata promossa dalle Associazioni Disabilmente Mamme e A.B.E.O. Liguria con la collaborazione delle Associazioni U.G.I. – Unione Genitori Italiani e AGITO – Associazione Genitori Insieme Tumori Ossei ed il patrocinio del Comune di Genova, dell’IRCCS ‘Giannina Gaslini’ e della Federazione FIAGOP – Federazione Italiana Associazioni Genitori e Guariti Oncoematologia Pediatrica. Diverse le istituzioni presenti: dopo la lettura del messaggio del ministro per la Disabilità, Alessandra Locatelli, ad intervenire sono stati Alessio Piana, assessore allo Sviluppo Economico della Regione Liguria; Francesca Corso, assessore alle Pari Opportunità del Comune di Genova; Lorenza Rosso, assessore alla Avvocatura e Affari legali, Servizi Sociali, Famiglia e Disabilità del Comune di Genova; Paola Bordilli, assessore al Commercio, Artigianato, Pro Loco e Tradizioni cittadine del Comune di Genova; la dottoressa Paola Tognetti, Consulta per la disabilità. “La maternità e la disabilità o invalidità sono aspetti della vita che possono intersecarsi in modi complessi e la cui gestione va supportata con attenzione e sensibilità- ha dichiarato Francesca Corso, assessore alle Pari Opportunità del Comune di Genova– È quindi importante che le politiche dedicate siano integrate per offrire un supporto completo. In ambito lavorativo, ad esempio, una donna con disabilità in gravidanza potrebbe necessitare di adattamenti e soluzioni aggiuntive per gestire le sue condizioni e poter continuare ad offrire il proprio contributo senza che questo possa gravare eccessivamente sulla sua quotidianità. Mi riferisco in particolar modo all’uso della tecnologia per poter operare in modalità agile da remoto, ma anche alla flessibilità oraria, così come ampliare le offerte di welfare a tutela della salute della donna e del bambino. Ringrazio le associazioni Disabilmente Mamme e ABEO Liguria per avere promosso questa giornata di promozione sociale e tutti i soggetti che, a vario titolo, contribuiscono a renderla ricca di contenuti e riflessioni”. L’esperienza della maternità è “un dono- ha proseguito Lorenza Rosso, assessore ai Servizi Sociali, Famiglia e Disabilità del Comune di Genova– è come se noi donne fossimo uno scrigno che custodisce il tesoro più prezioso del mondo. In tal senso l’associazione ‘Disabilmente Mamme’ ci fa capire come, nonostante le difficoltà legate a condizioni di salute complicate, possa esserci la gioia di vivere la genitorialità in tutte le sue sfaccettature. Nel momento in cui si diventa madre la vita cambia radicalmente: vieni travolta da un turbinìo di emozioni difficilmente spiegabili, che contribuiscono a migliorarti giorno dopo giorno. Ascoltare storie di mamme che sono state in grado di abbattere la barriera della disabilità per scrivere una nuova meravigliosa pagina della loro vita scalda davvero il cuore. Grazie all’Associazione perché pone l’attenzione su una categoria che merita davvero tutti i riflettori possibili, ma soprattutto grazie a tutte le mamme che donano la vita”. Nel corso della giornata sono stati coinvolti numerosi professionisti ed esperti nelle varie discipline analizzate e c’è stato spazio per le testimonianze di donne che, spesso fin dalla prima infanzia, hanno dovuto affrontare criticità legate alle loro condizioni di salute, ma anche alle barriere culturali che tutt’oggi esistono quando si affrontano certe tematiche, con particolare riguardo alla genitorialità. “Le mamme di oggi, come recita sapientemente il titolo del Rapporto 2024 sulla maternità in Italia di Save The Children, a cura di Alessandra Minello- ha proseguito ancora Panizza- sono ‘equilibriste’, perché dovrebbero lavorare come se non avessero figli e occuparsi dei figli come se non dovessero lavorare. I genitori con disabilità o invalidità sono un sottoinsieme di una popolazione normodotata, che si trova ad affrontare gli stessi problemi ma con qualche difficoltà in più, soprattutto dal punto di vista normativo”. Mentre per esempio esistono delle agevolazioni per la persona invalida o disabile oppure per il caregiver, manca l’accezione “per cui il genitore disabile sia anche caregiver nei fatti, dovendosi prendere cura di una persona. Tale combinazione di elementi non esiste- ha sottolineato ancora Panizza- né a livelli fiscali né di agevolazioni di alcun tipo in ambito lavorativo (pensiamo alla richiesta di permessi) oppure sociale. Se sei un genitore disabile e vuoi andare con il tuo compagno o la tua compagna a vedere una mostra o un film al cinema, per esempio, non puoi acquistare il pacchetto famiglia; questo perché di solito la persona disabile ha diritto ad un accompagnatore gratuito, ma non può aggiungerne un terzo. Per la società, di fatto, la persona disabile che sia anche genitore non esiste”.

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