“Le infermiere e gli infermieri raccolti nelle associazioni nazionali costituiscono un vero e proprio esercito del bene”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla cerimonia in occasione del centenario della Giornata Internazionale dell’Infermiere. “Gli infermieri operano contro la malattia che vulnera l’integrità della persona negli aspetti fisici e morali. Il centro del vostro impegno è, quindi, la persona. Vorrei far miei alcuni degli slogan che hanno accompagnato questo impegno negli anni passati, per riassumerne il valore. L’infermiere è vita. L’infermiere è ovunque, per il bene di tutti. La salute è un diritto di civiltà. Ancora: la salute vi aveva abbandonati, gli infermieri mai. Perché l’infermiere prende in prestito la vita di una persona, la accudisce per il tempo necessario con l’obiettivo di restituirla in buona salute. La declinazione di questi temi ci richiama con forza le fragilità e i divari tuttora esistenti”.
Evitare infermieri all’estero per retribuzioni migliori
“Come ha detto la presidente Mangiacavalli, gli infermieri sono oggi 462 mila. Sappiamo che si tratta di un numero insufficiente rispetto alle esigenze di cura delle popolazioni. E’ un tema che non appare eludibile e che interpella formazione e considerazione della centralità di questa funzione per il corretto funzionamento della nostra società, essenziale per il suo funzionamento. Dobbiamo evitare che i nostri giovani professionalizzati vadano all’estero per trovare riconoscimenti e retribuzioni migliori di quelle che offriamo”.
Covid: Mattarella, qualcuno dimentica morti e vuole derubricarlo a influenza
“Tengo particolarmente a ricordare il contributo decisivo, l’appassionata dedizione che vi ha contraddistinto in occasione della pandemia da Covid, drammatica, lunga emergenza – che voi avete vissuto con sacrifici immani e con diverse vittime – e che qualcuno, dimenticando i tanti morti di quei tragici giorni, cerca di derubricare a poco più di una leggera influenza. Portando a dimenticare gli sforzi spesso eroici e le sofferenze di medici e infermieri, di tutto il personale sanitario”.
Solidarietà e cura non abbiano carattere eccezionalità
“Solidarietà e cura non possono avere carattere di eccezionalità. Prendersi cura dell’altro, degli altri, è parte essenziale del nostro benessere, della nostra sicurezza, della qualità della nostra vita. Il lavoro generoso e professionale degli infermieri è motore dell’universalità del diritto alla salute. L’assistenza a chi soffre, la terapia assicurata a chi affronta la malattia, il sostegno a chi non ce la fa da solo, la relazione umana che nasce dalla prossimità sono la realtà quotidiana delle vostre vite. Non conoscono discrimine: si rivolgono a tutti, senza fare distinzioni per colore della pelle o per condizione sociale. Il vostro lavoro quotidiano è, pertanto, un saldo punto di riferimento nella vita dell’intera comunità. Siete protagonisti di diritti sanciti dalla Costituzione. La sanità è un pilastro del welfare, del modello sociale europeo. Il diritto universale alla salute rappresenta una pietra angolare della nostra democrazia e della nostra stessa libertà”.
Servizi cura non tollerano disparità tra territori
“Non dovrebbe esservi neppure bisogno di ricordare che il necessario radicamento dei servizi di cura non può tollerare disparità tra territori – a partire dalle aree interne dell’Italia: come a dire un diritto alla salute diseguale per i cittadini. Grazie per il vostro lavoro: è un esempio di etica e di umanità”.
Ssn opera per principio inderogabile di uguaglianza
La nascita del Servizio sanitario nazionale nel 1978, “superando il sistema delle mutue rendeva operante, il principio inderogabile di uguaglianza, espresso dalla Costituzione che, con l’articolo 32, riconosce la tutela della salute come ‘fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività'”.
Infermieri eroi a Gaza, diritto umanitario merita rispetto
– “L’innesco per la creazione di un Diritto internazionale umanitario durante i conflitti fu prezioso e meriterebbe ben diverso rispetto. Non esito a paragonare a gesti eroici quelli compiuti dai vostri colleghi, a Gaza, dove un sistema sanitario, già fragile, è stato demolito, distrutto, come anche altrove è avvenuto”.
Red
