Politica

Mattarella: potere può inebriare, consiglio autoironia. Papa ci mette in guardia da autoesaltazione

di Nadia Pietrafitta

(LaPresse) – Non nomina mai Donald Trump Sergio Mattarella, ma dirsi riconoscenti a Papa Leone XIV per il messaggio rivolto oggi al mondo, per l’avvertimento del Pontefice – e anche lui non nomina mai il presidente Usa – di fronte al “pericolo dell’autoesaltazione” e ai rischi del potere, gli è sufficiente per collocarsi dall’altra parte della storia rispetto all’inquilino della Casa Bianca. Il tycoon negli ultimi giorni ha rivolto al Santo Padre attacchi decisi e il Capo dello Stato sceglie un ‘post scriptum’ volutamente lasciato in fondo al saluto rivolto agli ottanta studenti delle scuole di giornalismo che lo incontrano al Quirinale per intervenire sulla questione. “Venendo qui ho letto i lanci delle agenzie sul Messaggio che Leone XIV, questa mattina, ha inviato alla Pontificia Accademia di Scienze Sociali della Santa Sede. Uno splendido messaggio, sul potere, che – ancora una volta – rende evidente il debito di riconoscenza che nei confronti del Papa deve nutrire e avvertire il mondo per i suoi richiami, in questo periodo così difficile”, dice ai ragazzi, consigliando loro di leggerlo: “mette in guardia dal pericolo dell’autoesaltazione”. Non solo. L’inquilino del Colle richiama un episodio: “Mi torna in mente quando – in questo salone, numerosi anni fa, mi sembra otto, nove anni fa – uno studente delle scuole superiori mi ha chiesto come si fa a resistere alle tentazioni del potere. Gli ho risposto che il potere,  può – in effetti – inebriare e far perdere l’equilibrio. Ma vi sono due antidoti”, racconta. Il primo, istituzionale, “è l’equilibrio tra i poteri, la distribuzione delle funzioni di potere dello Stato tra i vari organi costituzionali”. Il secondo, invece, per Mattarella, “è rimesso alla coscienza personale, individuale, ed è una alta capacità di autoironia”. Quindi la chiosa: “Credetemi, ragazzi: è preziosa! Se i cosiddetti potenti della terra ne facessero uso, anche in piccole dosi – conclude l’inquilino del Colle – il mondo ne avrebbe grande giovamento e loro stessi eviterebbero tante difficoltà e motivi di imbarazzo”. Il registro è inusuale; il messaggio – dietro il taglio educativo – puntuto e con un unico destinatario possibile. Il Capo dello Stato non nomina mai Giorgia Meloni, vittima anch’ella degli attacchi di Trump, ma si affretta a svuotare le parole di chi si atteggia a padrone del mondo.

Di qui anche l’appello che Mattarella rivolge agli studenti che ha di fronte: “In questo tempo di guerre, di conflitti, di contrasti, molte nebbie e burrasche ci circondano ed energie vengono richieste perché emerge qualche pericolo. Ai giornalisti in attività, oggi, e a voi, aspiranti giornalisti e giornaliste, nel prossimo futuro sta il compito di diradare quelle nubi, quelle burrasche, affermando sempre la verità della realtà”. Il Capo dello Stato cita i cambiamenti in atto, i rischi legati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, alle fake news, alla manipolazione della realtà. Poi un ultimo richiamo arriva sulle vicende di casa nostra: “Non è accettabile – scandisce – che tuttora, dopo un anno e mezzo, il Servizio pubblico televisivo manchi dell’assetto dei propri organi amministrativi, con la Commissione Parlamentare di vigilanza non posta in condizione di poter espletare le sue funzioni”. Così come, insiste, “va posto riparo al ritardo nella applicazione del Media Information Act” approvato dal Parlamento Europeo e dai governi riuniti nel Consiglio Europeo nella primavera del 2024.

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