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Medico no-vax arrestato a Torino per certificazioni false e indagato per omicidio colposo

Un medico “No vax”, Giuseppe Delicati, è stato arrestato dai carabinieri del Nas di Torino, per falso ideologico in atti pubblici, “errore determinato dall’altrui inganno” e omicidio colposo. Il professionista è accusato di aver emesso certificati di esenzione dal vaccino anti-Covid senza fondamento nei confronti di una settantina di persone, che risultano indagate. La situazione si è aggravata dopo la morte di un suo paziente di 70 anni, che non si era vaccinato e che è deceduto il 12 gennaio.  Un medico “No vax”, Giuseppe Delicati, è stato arrestato dai carabinieri del Nas di Torino, per falso ideologico in atti pubblici, “errore determinato dall’altrui inganno” e omicidio colposo.  Il professionista è accusato di aver emesso certificati di esenzione dal vaccino  anti-Covid senza fondamento nei confronti di una settantina di persone, che risultano indagate. La situazione si è aggravata dopo la morte di un suo paziente di 70 anni, che non si era vaccinato e che è deceduto il 12 gennaio.  Un anno dopo Delicati era stato sorpreso dai carabinieri a firmare un gran numero di esenzioni dal vaccino anti-Covid, benché non ne avesse i requisiti, anche a persone che non erano suoi pazienti e, tra questi, personale sanitario, scolastico o appartenente alle forze dell’ordine che, in questo modo, tentava di aggirare l’obbligo vaccinale. A gennaio l’Asl To4 gli aveva revocato la convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale mandandolo in pensione anticipata.  Presidio di protesta di attivisti No Green Pass e No Vax In seguito all’arresto, nel centro di Torino c’è stato un presidio di protesta di attivisti No Green Pass e No Vax. Si tratta di un centinaio di persone, con bandiere tricolori listate a lutto. “Vergogna, dovete liberarlo”, gli slogan urlati. Per i manifestanti il dottor Delicati è “la versione moderna di Perlasca e Schindler. Persone che hanno messo a rischio vita e carriera per proteggere i perseguitati e combattere l’ingiustizia”. Lo hanno scritto sui cartelli esibiti alla manifestazione.

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