Esteri

Medioriente: Regno Unito vieta importazione merci da insediamenti in Cisgiordania

An Israeli soldier stands guard next to the scene of what they say is a Palestinian ramming attack at a bus station near the West Bank Jewish settlement of Beit El, Wednesday, Sept. 11, 2024. (AP Photo/Ohad Zwigenberg)

Il Regno Unito vieterà l’importazione di merci provenienti dagli insediamenti israeliani nella Cisgiordania. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Ed Miliband alla Camera dei Comuni. Miliband ha parlato di un “nuovo approccio” in cui il governo “non si limita a denunciare l’ingiustizia e la sofferenza, ma agisce”. Il titolare della diplomazia britannica ha aggiunto che la “controversia” non è con il popolo di Israele ma con “la condotta del suo governo” ribadendo che il Regno Unito auspica una soluzione a due Stati. Il ministro degli Esteri ha aggiunto che il Regno Unito “adotterà provvedimenti” contro le aziende e gli individui che forniscono servizi, come quelli di costruzione o finanziari, per l’espansione degli insediamenti. “Dovrete affrontare tutte le sanzioni del Regno Unito”, ha detto aggiungendo che anche la pubblicità degli insediamenti illegali sarà vietata nel Regno Unito. L’obiettivo di queste sanzioni “sono gli insediamenti illegali, non Israele”, ha precisato ancora.

Con Londra altri 11 Paesi per sanzioni a commercio con colonie in Cisgiordania

Una dichiarazione congiunta diffusa dai ministri degli esteri di Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Irlanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito annuncia la volontà da parte dei paesi firmatari di sanzionare il commercio con le colonie israeliane in Cisgiordania. Il documento – riportato dai media britannici – afferma che “Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Irlanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito confermano la loro intenzione di introdurre restrizioni nazionali e/o di sostenere restrizioni europee sul commercio di merci con insediamenti illegali ai sensi del diritto internazionale”, oppure che stanno “valutando attivamente queste e altre misure, in conformità con le loro procedure nazionali”. L’iniziativa – viene spiegato – si aggiunge alle misure già adottate da Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Norvegia e Belgio. “Il governo israeliano deve fermare immediatamente l’espansione degli insediamenti e dei poteri amministrativi civili, garantire la responsabilità per le violenze perpetrate dai coloni e indagare sulle accuse contro le forze israeliane”, si legge nella dichiarazione.

In Cisgiordania pulizia etnica e Israele chiude gli occhi

Il governo britannico “concorda” sul fatto che in alcune zone della Cisgiordania “sia in atto una pulizia etnica contro i palestinesi, perpetrata da terroristi coloni”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Ed Miliband alla Camera dei Comuni. Secondo il titolare della diplomazia di Londra il governo israeliano “troppo spesso” ha “chiuso un occhio su tutto questo e, peggio ancora, alcuni suoi membri hanno rilasciato dichiarazioni e intrapreso azioni a sostegno dello sfollamento forzato dei palestinesi”.

RED

Foto La Presse

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