“La nostra partecipazione va vista nel contesto del nostro impegno di lunga data per l’attuazione di un cessate il fuoco a Gaza, nonche’ del nostro impegno a partecipare agli sforzi internazionali per la ripresa e la ricostruzione di Gaza. Crediamo di avere un ruolo importante da svolgere” ha detto il portavoce della Commissione Guillaume Mercier rispondendo a una domanda, nel corso del Midday, sulla partecipazione della Ue alla riunione del Board of Peace oggi a Washington. Il funzionario europeo ha poi ribadito che “la Commissione Europea non diventera’ membro del Consiglio di Pace”. “Dubravka Suica è a Washington in rappresentanza della Commissione. La nostra attenzione è focalizzata su Gaza, sul cessate il fuoco e sulla ricostruzione. La nostra partecipazione non va ricondotta in alcun modo ad una membership nel Board of Peace. Non siamo lì per dare il nostro endorsement al Board of Peace. Allo stesso tempo, come principali donatori” per la popolazione palestinese “è importante stare al tavolo”. Lo spiega ancora un portavoce della Commissione Ue. “Vorrei sottolineare che 14 Paesi membri sono rappresentanti a vario livello a questo incontro. La Commissione è stata invitata a partecipare all’incontro, e per noi è importante essere alla discussione. E’ un modo per mostrare una volta ancora il supporto che noi forniamo alla popolazione palestinese e al processo di pace seguendo la risoluzione Onu”, ha aggiunto. Po da registrare l’intervento del ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e il suo omologo giordano Ayman Al-Safadi si sono incontrati a New York in vista della prima riunione del Board of Peace, esprimendo l’auspicio che il nuovo organismo prepari “le condizioni adeguate per avviare un percorso politico serio e credibile a favore dell’istituzione di uno Stato indipendente palestinese sulle linee del 4 giugno 1967 e la sua capitale, Gerusalemme Est”, unico modo, a loro giudizio, per “raggiungere sicurezza e stabilità nella regione”. Durante l’incontro è stata sottolineata la consonanza tra i due Paesi e pianificato “il proseguimento di una stretta consultazione politica e l’intensificazione del coordinamento nella fase successiva” tenuto conto del peso delle relazioni egiziano-giordane nel sostenere la calma nella regione. E’ stata poi riaffermata la necessità “di attuare i benefici della seconda fase del piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, l’importanza del Comitato Nazionale per la gestione della Striscia di Gaza per l’esercizio dei suoi compiti dall’interno del settore, il rapido dispiegamento della Forza Internazionale di Stabilità per monitorare l’attuazione del cessate il fuoco, per garantire senza ostacoli il flusso continuo di aiuti umanitari, e l’iniziativa per la ripresa e la ricostruzione, preservando l’unità delle terre palestinesi”. E’ stata infine ribadita la condanna dei due Paesi nei confronti delle “decisioni israeliane di includere terre nella Cisgiordania occupata e di espandere le attività regionali, una palese violazione del diritto internazionale”.
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