di Francesco Floris (*)
Le proteste sotto lo slogan “blocchiamo tutto” in solidarietà con il popolo palestinese e la Global Sumud Flotilla che a settembre 2025 ha tentato di raggiungere la Striscia di Gaza con una flotta di navi umanitarie, costano al mondo pro-pal italiano 6 misure cautelari e 8 interrogatori preventivi davanti al gip per un totale di 14 indagati. La polizia di Stato di Milano ha eseguito mercoledì 6 ordinanze di obbligo di firma e divieto di dimora o di uscire nelle ore notturne fra le 21 della sera e le 7 del mattino nei confronti di militanti pro-pal che il 22 settembre 2025 avrebbero preso parte agli scontri dentro la stazione Centrale di Milano e che, nel tentativo di “accedere” allo scalo e giungere fino ai “binari”, avrebbero colpito “fisicamente” i cordoni di poliziotti schierati a protezione anche con lanci di “sanpietrini, transenne, scale in ferro, pali della segnaletica stradale” e “oggetti contundenti.
Tutti fra i 19 e i 54 anni, in molti vicini o con una storia di militanza nei centri sociali Lambretta, Zam, Leoncavallo, Bulk e nell’area dell’autonomia milanese, sono tutti accusati a vario titolo dalla pm Francesca Crupi di reati di piazza che vanno dalla resistenza a pubblico ufficiale aggravata, interruzione di pubblico servizio, oltraggio, lesioni aggravate e lesioni gravi o gravissime a pubblico ufficiale, lancio di oggetti a offendere e utilizzo di armi improprie. Un ragazzo calabrese di 20 anni è accusato di rapina perché per procurarsi un “ingiusto profitto” avrebbe preso a calci nelle gambe un agente scelto della Polfer schierato a difesa della ‘galleria delle carrozze’ e lo avrebbe derubato dello scudo di protezione e dello sfollagente di ordinanza. Per alcuni degli indagati la gip Giulia D’Antoni, che ha negato 4 richieste di arresto ai domiciliari avanzate dalla Procura diretta da Marcello Viola, ha disposto anche che in occasioni di “manifestazioni pubbliche” o “cortei organizzati” si presentito presso le forze di polizia per due volte nelle fasce orario fra le 12 e le 13 e fra le 15 e le 16. Secondo la giudice per le infarini preliminari “alcuni” dei manifestanti riunisti a sostegno della “spedizione umanitaria internazionale della flotta ‘Global Sumud Flotilla’” avrebbero avuto un “intento rivoltoso” lasciandosi andare a scene di “vera guerriglia”con “violenza e ribellione” contro la “polizia”, si legge nelle 24 pagine dell’ordinanza. Per altri 8 antagonisti indagati (su un totale di 27 persone denunciate dalla Digos all’autorità giudiziaria) la gip ha fissato l’interrogatorio preventivo, come previsto dalla riforma Nordio, per il 25 marzo alle 14.30. Bilancio a cui vanno aggiunti i 4 arresti eseguiti in flagranza il giorno della manifestazione, fra due minorenni, dopo che circa 15.000 manifestanti appartenenti ai movimenti e collettivi studenteschi avevano deciso di irrompere dentro la principale stazione ferroviaria milanese.
(*) La Presse
