I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano, con la collaborazione dei Comandi Provinciali di Brescia, Bergamo, Rimini, Padova, Teramo, Treviso e Latina, su delega della Procura della Repubblica di Milano, hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione personale, locale e sequestro nei confronti di 28 persone fisiche e 9 società per reati di associazione per delinquere finalizzata alle frodi fiscali e al riciclaggio dei relativi proventi illeciti.
Nel corso delle operazioni, che hanno coinvolto circa 200 Finanzieri, sono stati sottoposti a sequestro oltre 1,2 milioni di euro tra denaro contante e liquidità su conti correnti, gioielli e orologi di lusso. L’indagine, sviluppata dal Primo Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Milano, ha consentito di ricostruire l’operatività di un’associazione criminale attiva tra l’area metropolitana di Milano e la provincia di Brescia. A Milano il sodalizio, composto da cittadini cinesi, si dedicava ad attività di ricicolaggio di denaro, mentre a Brescia venivano perpetrate sistematiche frodi fiscali attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Lo schema delle frodi seguiva il meccanismo del cosiddetto “underground banking system”: il denaro viene trasferito al di fuori dei canali ufficiali e regolamentati, aggirando in questo modo i presidi antiriciclaggio.
Dalle indagini è emerso che un gruppo criminale di etnia sinica offriva a imprese operanti nel settore dei metalli ferrosi un servizio di emissione di fatture per operazioni inesistenti attraverso società cartiere. A fronte dei bonifici ottenuti per il pagamento delle false fatturazioni, il sodalizio cinese provvedeva, per la quasi totalità, a trasferire il denaro su conti esteri riconducibili ad altri connazionali. Contestualmente, utilizzando dei corrieri, il denaro in contanti veniva ‘restituito’ agli imprenditori che si avvalevano delle fatture fittizie.
Sono state ricostruite false fatturazioni per un importo complessivo di oltre 115 milioni di euro ed accertati trasferimenti di denaro verso l’estero per circa 80 milioni di euro. Deferiti all’Autorità Giudiziaria, a vario titolo, 87 soggetti, tra cui un commercialista e un consulente finanziario
