di Stefano Bertolino (*)
Due ore di pranzo a casa di Ignazio La Russa bastano per riaccendere la miccia nel centrodestra milanese, creando uno scontro con Lega e Forza Italia che si sposta fino a Regione Lombardia. Con un’iniziativa personale, il presidente del Senato riunisce nella sua abitazione la pattuglia dei papabili sindaco per Palazzo Marino, senza però coinvolgere i dirigenti alleati, azzurri e del Carroccio. Seduti a tavola ci sono infatti il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, l’ex consigliere comunale Pietro Tatarella, l’imprenditore Antonio Civita, l’ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada, il numero uno degli avvocati milanesi Antonino La Lumia. A tavola siedono anche due colonne lombarde di FdI: l’eurodeputato Carlo Fidanza e l’ex ministra Daniela Santanchè. Sul tavolo, più che le portate, il nodo che da mesi paralizza la coalizione: chi guiderà la corsa contro il centrosinistra.
Il presidente del Senato, intercettato dai cronisti all’uscita di casa, spiega così la ragione del pranzo: “L’obiettivo era quello di dire che c’è una squadra. Sono orgoglioso di dire che questa riunione forse contribuisce a dire che chiunque sia il prescelto c’è una squadra convinta di vincere. E c’è anche Maurizio Lupi”. Assente invece dal tavolo Carlo Cottarelli, l’ex senatore del Pd che nelle ultime settimane è stato visto di buon occhio da diverse componenti di Forza Italia. La Russa lo liquida così: “Cottarelli non l’ho invitato, è un candidato di altro genere, culturalmente non di centrodestra, anche se potrebbe stare bene anche al centrodestra. Per cui non è escluso dalla valutazione”.
Ma è il nome del leader di Noi Moderati il boccone che va di traverso e accende le polemiche con gli alleati. Secondo alcuni presenti al pranzo di casa La Russa, infatti, il vero obbiettivo del presidente del Senato era convincere i candidati civici a fare un passo indietro in favore di Lupi. “Se il presidente La Russa organizza pranzi per scegliere il candidato sindaco di Milano e sceglie Lupi, allora noi organizzeremo cene per scegliere il candidato presidente della Regione Lombardia, che sarà sicuramente della Lega”, dice a LaPresse il capogruppo al Senato del Carroccio e presidente della Lega Lombarda Massimiliano Romeo. Dello stesso tenore il coordinatore azzurro Alessandro Sorte: “Se FdI si intesta la candidatura di Lupi mi sembra evidente che abbia rinunciato alla presidenza della Regione Lombardia: è un fatto politico. E quindi monitoriamo con molto interesse la partita che si apre per la Regione”. Più dialogante il vicecoordinatore regionale di Forza Italia Alessandro Cattaneo, che prova a smorzare le polemiche e a rilanciare un tavolo unitario: “Al di là di incontri episodici, dei pranzi e delle cene, cerchiamo di arrivare il prima possibile a un tavolo unitario del centrodestra: è da lì deve uscire il nome condiviso del candidato sindaco di Milano. Ora basta discussioni, serve un tavolo il prima possibile”.
(*) La Presse
