“Stella non è una cavia e Roma non può tollerare che la giustizia diventi strappo e violenza. È inaccettabile anche solo immaginare che una bambina di cinque anni, affetta da una grave malattia genetica, possa essere prelevata con la forza pubblica dalla propria abitazione per essere trasferita in una casa famiglia quando esistono già soluzioni familiari. In uno stato di diritto non si può permettere l’applicazione cieca di un provvedimento dimenticando il superiore interesse del minore”. Lo dichiara Fabrizio Santori, capogruppo capitolino della Lega e membro del Comitato Europeo delle Regioni, intervenendo sul caso della bambina di Monteverde destinataria di un provvedimento giudiziario che prevede l’uso della forza per il trasferimento in una casa famiglia, nonostante il suo espresso rifiuto e l’opposizione di centinaia di cittadini e professionisti che si sono mobilitati per fermare la procedura. “Non siamo di fronte a un’ urgenza sanitaria o a un pericolo immediato per l’incolumità della piccola”, prosegue Santori. “Lo dimostra il fatto che il primo tentativo di allontanamento risale a marzo, ed è fallito perché la minore si è opposta. Il rischio è infliggere un trauma irreversibile, in contrasto con le stesse indicazioni della Cassazione, delle linee guida delle forze dell’ordine e delle sentenze, che limitano l’uso della forza in assenza di pericolo imminente. Auspichiamo a breve una necessaria svolta nel sistema di tutela minorile per evitare e prevenire situazioni come questa, ma ora il tribunale prenda atto della disponibilità dei familiari in linea con quanto proposto anche dalla stessa presidente del collegio giudicante”, conclude il leghista.
