La difesa di Salim El Koudri, sta ora valutando la richiesta di una perizia psichiatrica. “Prima di tutto deve essere visitato e deve riprendere una terapia farmacologica che lo stabilizzi”, ha spiegato l’avvocato Gianelli. “Solo allora forse sarà possibile interrogarlo in modo utile e capire davvero cosa sia successo e perché Il giovane, secondo il racconto del legale, avrebbe già avuto in passato un percorso presso un centro di salute mentale. “Per circa un anno e mezzo aveva seguito una terapia e la situazione era migliorata. Poi ha interrotto tutto ed è ripiombato in una condizione sempre peggiore”. Nel frattempo gli investigatori stanno passando al setaccio computer, telefoni, email e profili social. “Le autorità hanno accesso a tutto”, ha confermato il difensore. “Finora non è emerso nulla che faccia pensare a una vera radicalizzazione islamista o terroristica”. La famiglia del giovane sarebbe “devastata. Mi parlano più delle vittime che del figlio” ha raccontato l’avvocato. “Dicono di non trovare parole di scuse per quello che è accaduto”. Il ragazzo, intanto, chiarisce il legale rimane chiuso nel silenzio. “Non ha chiesto di vedere nessuno, neppure i familiari a cui è molto legato. Risponde a monosillabi. Credo sia ancora sotto shock”.
