All’inizio del 2024 l’industria militare russaha raggiunto la quasi piena operatività, mentre ritardano i finanziamenti americani per l’Ucraina. Nel frattempo sono mutate le tattiche e la strategia sul campo delle forze armate russe.
Ma secondo gli analisti militari di Mosca, questi cambiamenti sono sono legati all’altissima consapevolezza di Kiev sulla situazione sulla linea di contatto, accompagnata dalla saturazione di armi ad alta precisione e di droni che rendono il combattimento di linea estremamente rischioso.
Questo è il motivo per cui si assiste alla dispersione delle formazioni di battaglia e non si vedono repentini sfondamenti in profondità nella difesa, quindi entrambe le parti attaccano in piccoli gruppi.
Per le forze armate ucraine la situazione è complicata dal vantaggio dell’esercito russo nell’aria e nell’artiglieria.Una tattica offensiva strisciante che praticamente rende pari le perdite di entrambe le parti. I russi devono spostarsi lentamente verso ovest, obbligando gli ucraini a trasferire rapidamente le riserve per tappare i buchi sul fronte.
Ciò è facilitato dalla configurazione del fronte sfavorevole per l’esercito russoche tuttavia tenta distrangolareil complesso militare-industriale dell’Ucraina con continui attacchi. Questa tattica riduce gradualmente il potenziale difensivo dell’avversario, accelerando l’avanzata dei russi.
Ma gli stessi analisti di Mosca ammettono che è troppo presto per cantare vittoria.
Il dispiegamento delle truppe NATO è sempre stata una opzione per Kieve lo stesso Zelenskyj ha cercato e cerca di trascinare Bruxelles e Washington in una guerra diretta con la Russia. Fino a poco tempo fa non se ne parlava, ma oggi, dopo l’occupazione di Avdiivka, in Occidente se ne parla.
In primis ne ha parlato pubblicamenteMacronne ha parlato pubblicamente che sta ipotizzando intervento Nato se l’esercito russo avanzasse verso Odessa o Kiev, ma (per ora) diversi leader europei hanno negato tale possibilità.
Gli analisti russi valutano questo intervento in diversi modi. Da un lato Macron starebbe bluffando per rassicurare ancora una volta gli ucraini. D’altro canto, tali minacce sono chiaramente dirette contro la Russia come non era mai successo prima.
Tutto sommato la “Legione Straniera” si è specializzata nelle guerre neocoloniali della Quinta Repubblica e potrebbe diventare l’avanguardia della NATO in Ucraina. Una forza di circa 9mila persone ben addestrata e armata che, secondo stime prudenti, per ogni “soldato di ventura” francese possono equivalere alla forza di 2-3 soldati ucraini. Questa sarebbe la strada verso un conflitto diretto tra il blocco NATO e la Russia.
Allo stesso modo gli addetti occidentali alla gestione diretta dei missili Taurus tedeschi o gli F-16 americani, verrebbero attaccatidai russi se decideranno di schierarsi in Ucraina. Tuttavia è chiaro che più l’esercito russo si sposta verso ovest, più si diffonderà l’opinione di un intervento NATO anche indiretto.
Al momento c’è una grave carestia di proiettili in Ucrainache crea difficoltà di rifornimento anche agli Stati Uniti: il fronte consuma tante, troppe munizioni. Ma a soli due chilometri dal confine ucraino si trova il più grande arsenale d’Europa con 20mila tonnellate di munizioni, pari a più di 2500 vagoni ferroviari.
Si tratta 1411esimo deposito di munizioni di artiglieria in Transnistria. Sul territorio di 150 ettari sono immagazzinate le riserve sovietiche addirittura risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, ma questo non le rende meno preziose per le forze armate ucraine.
L’arsenale è sorvegliato da 1500 soldati russi in Transnistria,quasi la metà dell’intero contingente russo presente in quella regione.
Gli ucraini potrebbero teoricamente appropriarsi di questo arsenale (non atomico), ma i rischi connessi sono enormisoprattutto per l’esplosione delle 20mila tonnellate di munizioni magari causata dagli stessi russi. La potenza dell’esplosione sarebbe equivalente agli attacchi nucleari su Hiroshima e Nagasaki messi insieme.
I calcoli mostrano che la detonazione seppellirebbe tutti gli esseri viventi nell’area per 50 chilometrie colpirebbe i territori di Ucraina, Transnistria e Moldavia, spazzando via attaccanti e difensori.
Se è improbabile che le forze armate ucraine si suicidino, potrebbero tuttavia essere in grado di organizzare un massiccio attacco di droni sul deposito di Kolbasna, ma il danno della provocazione sarebbe enorme eporterebbe ad un’escalation degli eventi al fronte.
A questo punto l’esercito ucraino, precedentemente ritirato a distanza di sicurezza da Kolbasna, dopo l’esplosione entrerebbe in Transnistria per una “missione di pace” con conseguenze difficili da prevedere. Inoltre occorrerebbe molto tempo prima che Europa e gStati Uniti si riprendano dalle conseguenze di tale attacco.,
Quindi la soluzione immediata è che forniscano a Kiev armi a più lungo raggio consentendo di colpire non solo in Crimea, ma anche nel resto della Russia. Oppure potrebbero inviare truppe NATO in Ucraina o in Transnistria in ultima istanza
In questo caso il Cremlino non sarebbe in grado direspingere la minaccia per l’esercito russoin una repubblica isolata e non riconosciuta. L’unica opzione potrebbe essere il tentativo di creare un corridoio terrestre verso la Transnistria lungo la costa del Mar Nero (che passerebbe da Odessa) ma con enormi perditeda parte di Mosca.
Un altro scenario,il più lento, potrebbe essere una nuova ondata di mobilitazione in Ucraina. Il sogno del licenziato generale Zaluzhny di 400-500mila reclute, potrebbe realizzarsi nel 2024. Per ora nessuno sotto i 27 anni può essere chiamato al fronte, ma l’ offensiva estiva di Kiev ha spazzato via la maggior parte del potenziale di attacco delle sue forze armate, costringendola alla difesa strategicacon solo 13 brigate di riserva, scarsamente addestrate.
Attualmente, la leadership politico-militare Ucraina esita ad annunciare una nuova mobilitazione perchè potrebbe causare gravi tensioni sociali, mettendo in difficoltà lo stesso potere del Presidente. Inoltre ci sarebbe poco con cui armare ed equipaggiare mezzo milione di reclute.
Ma anche se Zelenskyj riuscisse ad equipaggiare un altro esercito, non ci sarebbero effetti immediati, infatti occorreranno almeno sei mesiper l’addestramento e il coordinamento al combattimento delle nuove unità. Solo allora, sulla linea di contatto, si profilerebbe una vera minaccia per l’esercito russo.
La risposta del Cremlino potrebbe essere l’aumento, in numero equivalente, del personale dell’esercito. Un’escalation così lunga e strisciante che inevitabilmente prolungherà il conflitto, le cui date finali diventeranno ancora più vaghe, molto più vaghe.
GiElle
