“Questi giudici devono andarsene”. Così Elon Musk (nella foto), in un commento a un post su X di Mario Nawfal sulla decisione della magistratura italiana sul trasferimento di alcuni migranti in un centro in Albania. “Un giudice italiano ha bloccato l’ultimo piano di Meloni per trattenere i migranti in Albania, stabilendo che sette uomini bengalesi ed egiziani devono entrare in Italia”, segnalava Nawfal nel suo post. Giorgia Meloni, dunque, incassa un sostegno forse inatteso da Oltreoceano sulle sue politiche contro le migrazioni clandestine verso l’Italia.
Poi va detto che c’è un altro effetto collaterale della rielezione di Donald Trump alla Casa Bianca è il ritorno di Steve Bannon, anche lui irrompe nella politica italiana. Insomma un tiro incrociato prevedibile, ma del tutto inatteso in così beve terine. L’ex stratega del primo Trump, quello del 2016, e braccio mediatico del Make America Great Again, appena uscito dal carcere era già davanti alle telecamere per tirare la volata elettorale al candidato repubblicano. “Non possiamo aspettare l’insediamento di Trump – dice intervistato dal Corriere della Sera – la battaglia per il controllo del governo avviene in questo momento: alla Camera, al Senato, nello Stato amministrativo, alla Difesa, i giudici…”. Dice che fosse per lui non “inviterebbe Biden all’insediamento. Dicono che serve unità. Avremo l’unità dopo che abbiamo epurato i traditori”. E’ la sua grammatica, ci sguazza. Parla anche di Meloni: “Molti, nel movimento qui, pensano che Meloni si è quasi trasformata in una Nikki Haley. È stata tra i più grandi sostenitori della continuazione della guerra in Ucraina. Però l’Italia non ha fatto abbastanza per tenere il canale di Suez aperto per il commercio: tra i gruppi tattici di portaerei là, credo che ci sia solo una corvetta italiana. Comunque penso che il suo atteggiamento cambierà con l’arrivo del presidente Trump, che la convincerà. E che i Paesi della Nato saliranno a bordo abbastanza rapidamente. Altrimenti, se crede davvero a quello che ha detto negli ultimi anni, dovrebbe essere pronta con gli altri in Europa a metterci i soldi, a staccare assegni grandi quanto i discorsi. Noi del movimento Maga siamo irremovibili, vogliamo tagliare al 100% i fondi per l’Ucraina alla Camera”. “Trump dirà che vuole la pace in Ucraina. Non parlo per lui, ma è evidente che vuole porre fine a questa semi-ossessione di spingere la Nato quasi in territorio russo. Lui non l’appoggerà, ma lei l’ha fatto, è stata al gioco. È piuttosto ovvio che aveva scommesso che Trump non sarebbe più tornato, si vede dalle sue politiche. La scommessa era sbagliata, non ha pagato. Ora che Trump è tornato, il movimento Maga è più forte che mai e ci prenderemo l’apparato della sicurezza nazionale e della politica estera”. Meloni, continua Bannon, può essere un ponte tra America e Europa “se resta fedele alle sue convinzioni fondamentali”. Ma “non abbiamo bisogno di aiuto da nessuno in Europa. I populisti hanno preso questo Paese, Trump è un grande leader e sono certo che sarà magnanimo, ma il movimento Maga, che è più a destra di Trump, dirà che l’Europa non ha fatto nulla per gli Stati Uniti. Vi abbiamo salvati nella Prima e Seconda guerra mondiale, nella Guerra fredda e in Ucraina. Basta. Perché ci servirebbe un ponte? Abbiamo un modello, America First: riportare la sicurezza economica e lavorativa nel Paese. Se volete un partner, ok, sennò ok uguale. Al movimento Maga non serve un ponte, perché Le Pen, Farage e Orbán sono con noi. Raccomanderei a Meloni: sii ciò che eri quando Fratelli d’Italia era al 3%”.
