di Viola Scipioni
Il congresso federale della Lega, svoltosi alla Fortezza da Basso di Firenze il primo fine settimana di aprile, ha segnato un momento cruciale non solo per il partito guidato da Matteo Salvini, ma anche per il quadro politico italiano e internazionale. A catalizzare l’attenzione mediatica e politica è stato l’intervento da remoto di Elon Musk, l’imprenditore statunitense proprietario di X (ex Twitter), CEO di Tesla e SpaceX, e collaboratore di primo piano dell’amministrazione Trump. Il suo messaggio ha rappresentato molto più di un semplice saluto: è stato letto come un endorsement strategico, un segnale forte della ristrutturazione degli equilibri politici tra Italia e Stati Uniti, e una dichiarazione implicita di allontanamento dall’attuale Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
«Spero che gli Stati Uniti e l’Europa riescano a realizzare una partnership molto stretta», ha dichiarato Musk nel suo videomessaggio. «C’è già un’alleanza, ma spero sia più forte. E riguardo ai dazi, ci sposteremo verso una situazione di zero dazi nel futuro, verso una zona di libero scambio. Questo è il consiglio che ho dato a Trump».
La dichiarazione di Musk, in apparenza conciliatoria, si distacca significativamente dalla recente politica commerciale aggressiva del Presidente degli Stati Uniti. Solo pochi giorni prima, Trump aveva annunciato l’imposizione di dazi fino al 20% contro l’Unione Europea, provocando un crollo delle borse internazionali e l’indignazione di numerosi leader politici ed economici. Il commento di Musk appare quindi come una velata critica a questa linea e, al contempo, un tentativo di posizionarsi come figura moderatrice in un contesto geopolitico sempre più polarizzato.
Il ruolo di Andrea Stroppa, esperto informatico romano e referente italiano di Musk, è stato cruciale nell’orchestrare il collegamento. Stroppa ha mediato tra Musk e Salvini nelle ultime settimane, in un momento di tensione tra l’imprenditore statunitense e il governo Meloni, dovuta al ripensamento di Fratelli d’Italia su un potenziale accordo con SpaceX per i servizi di telecomunicazione satellitare in ambito istituzionale e militare. Fonti vicine a Musk parlano apertamente di un senso di «tradimento» provato nei confronti della premier italiana, che solo pochi mesi fa lo aveva accolto a Palazzo Chigi e invitato come ospite d’onore ad Atreju, la festa di Fratelli d’Italia.
In questo scenario, Salvini ha saputo inserirsi con tempismo e astuzia. Rafforzando i rapporti con Stroppa e riallacciando un filo diretto con Musk, il leader della Lega ha capitalizzato sul raffreddamento dei rapporti tra Meloni e l’imprenditore, posizionandosi come nuovo interlocutore privilegiato. «Matteo non ha mai cambiato idea, non è mai venuto meno alla sua convinzione, e ha sempre sostenuto senza dubbi Trump da prima del 2016», ha dichiarato il Vicesegretario della Lega, Andrea Crippa. «Questo viene sicuramente apprezzato anche da Musk».
Il congresso, che ha visto la riconferma per acclamazione di Salvini alla guida del partito fino al 2029, ha avuto un forte accento internazionale. Oltre a Musk, hanno partecipato o inviato messaggi di sostegno altri leader sovranisti europei come il Primo Ministro ungherese Viktor Orbán e Jordan Bardella, Presidente del Rassemblement National francese. La presenza virtuale di Musk, però, ha oscurato tutte le altre: la sua figura è divenuta il simbolo della legittimazione internazionale della nuova Lega, sempre più orientata verso un’alleanza transatlantica alternativa a quella tradizionalmente mediata dal Ministero degli Esteri.
Non è un caso che tra Salvini e il Ministro Antonio Tajani, esponente di Forza Italia e Vicepresidente del Consiglio, sia in corso da settimane una tensione crescente proprio sulla linea da tenere nei confronti degli Stati Uniti. Tajani, in qualità di Ministro degli Esteri, si è visto scavalcare più volte da Salvini, che non ha mai nascosto la propria simpatia per Trump e per la sua visione protezionista, anche quando questa andava contro gli interessi commerciali dell’Italia. Il fatto che Musk, oggi ufficialmente coinvolto nell’amministrazione Trump come Capo del Dipartimento per l’Efficienza del Governo (DOGE), abbia scelto Salvini come interlocutore privilegiato, rappresenta una svolta significativa.
La Lega ha anche confermato la propria linea di contrarietà al piano di riarmo europeo promosso dalla Commissione von der Leyen, come ribadito in una mozione firmata dai deputati Alberto Bagnai e Riccardo Molinari. La mozione evidenzia l’allineamento della Lega con le forze politiche più scettiche nei confronti dell’integrazione europea in ambito difensivo e strategico, rafforzando ulteriormente l’asse con le destre sovraniste del continente.
Nel suo videomessaggio, Musk non si è limitato a tematiche economiche. Ha fatto riferimento anche al ruolo delle tecnologie e dell’innovazione come strumenti per rafforzare la collaborazione tra Europa e Stati Uniti. «Credo che possiamo fare molto insieme nei settori dell’energia, dell’intelligenza artificiale e dello spazio. Lavorare insieme può essere vantaggioso per entrambi i continenti».
Il messaggio è stato accolto con entusiasmo dalla platea del congresso, composta da 725 delegati tra segretari regionali e provinciali, parlamentari nazionali ed europei e amministratori locali. Salvini, che ha personalmente intervistato Musk durante il collegamento, ha definito l’intervento «un momento storico per la Lega e per l’Italia».
A livello simbolico, la partecipazione di Musk rappresenta un punto di svolta. Finora, era stata Giorgia Meloni a coltivare un rapporto privilegiato con l’imprenditore. Oltre all’incontro ufficiale a Palazzo Chigi, Musk era stato scelto da Meloni come persona da cui ricevere il premio Global Citizen Award dell’Atlantic Council a New York. La decisione di Musk di intervenire al congresso della Lega (e non in un contesto governativo o istituzionale più neutrale) sancisce un cambiamento nel suo orientamento politico in Italia.
La sua influenza nel dibattito pubblico è cresciuta esponenzialmente grazie al controllo diretto di X, da cui può modellare la narrazione globale su temi politici, economici e tecnologici.
Resta da vedere quale sarà la reazione del governo Meloni. Finora, da Palazzo Chigi non sono giunti commenti ufficiali sull’intervento di Musk. Tuttavia, è noto che al premier non ha gradito l’avvicinamento dell’imprenditore a Salvini, in un momento in cui l’Italia è chiamata a ridefinire le proprie alleanze strategiche a livello internazionale.
A complicare ulteriormente il quadro c’è la prevista visita a Roma, tra il 18 e il 20 aprile, del Vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance, uno degli uomini più vicini a Trump. L’evento potrebbe rappresentare un’altra occasione per Salvini di consolidare il proprio ruolo di referente italiano dell’amministrazione statunitense. Bypassando di fatto sia Meloni che Tajani.
In un’Italia sempre più frammentata dal punto di vista politico, il congresso della Lega ha assunto i contorni di un vero e proprio evento di rilancio strategico. La riconferma di Salvini come segretario federale fino al 2029 sancisce la volontà del partito di proseguire lungo la linea del sovranismo e del rafforzamento dei legami con le forze conservatrici internazionali.
Se l’obiettivo era quello di rilanciare l’immagine di Salvini a livello nazionale e internazionale, l’intervento di Musk ha centrato il bersaglio. Ora resta da capire se questa nuova alleanza sarà sufficiente a spostare gli equilibri interni al governo e, soprattutto, a ridefinire il ruolo dell’Italia nello scacchiere geopolitico globale.
