Politica

Nato, Meloni: “Terremo fede ai nostri impegni sulla spesa militare”

 

La premier Giorgia Meloni ha ribadito che l’Italia “terrà fede ai suoi impegni” di spendere il 2% del pil per la difesa: “Ovviamente con i tempi e le possibilità che abbiamo” e considerando anche “l’impegno complessivo del nostro Paese” nell’Alleanza nordatlantica, dove siamo “tra i maggiori contributori di personale in quasi tutte le missioni e le operazioni di pace, perché il nostro know how è molto richiesto”. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha annunciato da parte sua che per rispettare l’impegno Nato del 2% del pil per le spese militari o per accelerarlo chiederà “probabilmente alla nuova commissione Ue di interpretare come fattore rilevante gli investimenti per la difesa e quindi di escluderli dal patto di stabilità”. Una richiesta già avanzata con la commissione uscente. “In caso diverso resta l’impegno a rispettare la scadenza del 2028 e a raggiungere l’obiettivo in ogni modo”, ha aggiunto Crosetto.  In merito all’Ucraina “ci siamo concentrati molto su un tema estremamente importante che è la difesa antiaerea: essa significa difendere soprattutto i civili e le infrastrutture critiche che la Russia continua ad attaccare, come abbiamo visto con l’ospedale pediatrico colpito a Kiev e i bambini malati oncologici in mezzo alla strada”, ha commentato la Meloni la donazione da aprte dell’Italia di un altro sistema d’arma Samp-T. Prima della guerra in Ucraina pochi Paesi nel Continente europeo spendevano il 2% del Pil per la Difesa, il budget minimo stabilito dalla Nato: le uniche a farlo erano Gran Bretagna, Polonia, Grecia, Lettonia ed Estonia. Ildiscorso cambia nel 2024: a spendere meno del 2% del Pil per la Difesa sono rimaste solo Spagna, Italia, Portogallo, Belgio, Lussemburgo, Slovenia e Croazia. La differenza di spesa tra il 2022 e il 2024 è evidente: secondo i dati resi noti dalla Nato, Polonia e Germania hanno aumentato le loro spese rispettivamente del 90,7% e del 40,8%, valori ben superiori anche alla media dell’Alleanza che, Usa esclusi, è del +28,9%. Unica con il segno meno l’Italia, che registra un -0,4%. I dati dell’Alleanza Atlantica certificano che nel 2023 Roma ha speso 28,6 miliardi di euro per la Difesa, una cifra inferiore di 10 miliardi a quella che avrebbe dovuto spendere se avesse rispettato la soglia del 2%, cioè 39,2 miliardi. E nemmeno nei prossimi anni la spesa sembra poter arrivare a quella soglia del 2% che si vorrebbe raggiungere entro il 2028: il Def la prevede addirittura in leggero calo per i prossimi anni, intorno all’1,45%. L’Italia finora è stato uno dei Paesi che ha versato meno, 350 milioni dal febbraio 2022: se dovesse seguire il proposito di Stoltenberg dovrebbe donare a Kiev 1,7 miliardi di euro l’anno.

aggiornamento Meloni ore 14.12

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