La guerra di Putin

Nave carica di mais partita da Odessa, Zelensky non si fa illusioni: “E’ solo un primo segnale”

 

La partenza di una nave carica di mais ieri da Odessa, per la prima volta dall’inizio della guerra, “è un primo segnale positivo, ma non bisogna farsi illusioni”. E’ il senso del messaggio trasmesso nella notte dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo il quale se la partenza della nave è “il primo segnale positivo che indica che c’è una possibilità per fermare lo sviluppo di una crisi alimentare mondiale”, tuttavia “è troppo presto per trarre ogni conclusione”. “L’attuazione dell’iniziativa sull’esportazione di grano ucraino e altri prodotti agricoli dai nostri porti nel Mar Nero è iniziata. La prima nave che trasporta 26.000 tonnellate di mais ha lasciato il porto di Odessa – ha detto Zelensky – Al momento è troppo presto per trarre conclusioni e prevedere ulteriori eventi. Ma il porto ha iniziato a funzionare, il traffico di esportazione è iniziato, e questo può essere definito il primo segnale positivo della possibilità di fermare la diffusione della crisi alimentare nel mondo”.

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Nuovo appello di Zelensky all’Occidente: “Ci servono sistemi di difesa missilistica” Dall’inizio dell’invasione russa, 2.606 missili da crociera russi hanno colpito l’Ucraina. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo discorso video, come riportato dall’emittente ucraina Radio Svoboda, citata anche dal Kyiv Indipendent. “L’Ucraina ha bisogno di moderni sistemi di difesa missilistica”, ha dichiarato l’ex comico. “La fornitura di tali sistemi – ha aggiunto – è stata possibile quest’anno, l’anno scorso e anche prima. Li abbiamo presi? No. Abbiamo bisogno di loro? Sì. Ci sono state 2.606 risposte affermative a questa domanda sotto forma di vari missili da crociera russi che hanno colpito città e villaggi ucraini il 24 febbraio. Queste sono vite che potrebbero essere salvate, queste sono tragedie che avrebbero potuto essere evitate se l’Ucraina fosse stata ascoltata”. Nel suo discorso video Zelensky ha sottolineato anche che l’obiettivo tattico dei russi non è cambiato: l’esercito sta premendo su Severodonetsk, dove si stanno combattendo violente battaglie. “L’esercito russo sta cercando di schierare forze di riserva nel Donbas. Ma quali riserve possono avere adesso? Sembra che cercheranno di lanciare in battaglia coscritti poco addestrati e coloro che sono stati radunati da una mobilitazione segreta. E questo significa solo una cosa: la Russia può tagliare il traguardo delle 40.000 truppe perse già a giugno. Non hanno perso così tanto in nessun’altra guerra in molti decenni”, ha concluso.

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