Politica

Nave Diciotti e risarcimenti ai migranti, nuovo scontro tra poteri

 

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno condannato il governo a risarcire un gruppo di immigrati illegali trasportati dalla nave Diciotti (nella foto la nave della Guardia Costiera) perché il governo di allora, con ministro dell’Interno Matteo Salvini, non li fece sbarcare immediatamente in Italia. Lo fanno affermando un principio risarcitorio assai opinabile, quello della presunzione del danno, in contrasto con la giurisprudenza consolidata e con le conclusioni del Procuratore generale”. Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni, che aggiunge: “In sostanza, per effetto di questa decisione, il Governo dovrà risarcire – con i soldi dei cittadini italiani onesti che pagano le tasse – persone che hanno tentato di entrare in Italia illegalmente, ovvero violando la legge dello Stato italiano”. “Non credo siano queste le decisioni che avvicinano i cittadini alle istituzioni, e confesso che dover spendere soldi per questo, quando non abbiamo abbastanza risorse per fare tutto quello che sarebbe giusto fare, è molto frustrante, conclude Meloni. Ma chi è andato giù duro sulla sentenza è stato il Vicepremier Salvini: Una sentenza “vergognosa” perché “mi sembra un’altra invasione di campo indebita”: così il vicepremier Matteo Salvini ha parlato del ricorso di un gruppo di migranti a cui nel 2018 fu impedito di sbarcare dalla nave Diciotti dallo stesso Salvini, al tempo ministro dell’Interno del Governo Conte. “Se c’è qualche giudice che ama così tanto i clandestini, li accolga un po’ a casa sua e li mantenga. Chissà – ha aggiunto -, se di fronte allo splendido palazzo della Cassazione allestissero un bel campo rom e un bel centro profughi, magari qualcuno cambierebbe idea…”. “Assurdo. Paghino questi giudici di tasca loro, se amano tanto i clandestini”, afferma poi la Lega sui propri profili social, commentando la decisione con cui le Sezioni Unite della Corte di Cassazione.  Durissima la reazione dei magistrati : “Le decisioni della Corte di Cassazione, al pari di quelle degli altri giudici, possono essere oggetto di critica. Sono invece inaccettabili gli insulti che mettono in discussione la divisione dei poteri su cui si fonda lo Stato di diritto”, afferma la prima presidente della Corte, Margherita Cassano. Meno radicale, ma certamente altrettanto duro l’altro Vicepremier Tajani: “Non so cosa rispondere, credo che il dovere del governo è di difendere i confini nazionali, ma se tutti gli immigrati irregolari chiedessero un risarcimento così facciamo fallire le casse dello Stato. È una sentenza che non condivido, non ne condivido le basi giuridiche”, ha detto il ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani. Infine l’opposizione con Elly Schlein, che ha una posizione diametralmente opposta a quella del ‘terzetto’ di Governo: “Giorgia Meloni continua ad alimentare lo scontro con la magistratura per coprire i fallimenti del suo governo. Ma la Cassazione è l’ultimo grado di giudizio, come stabilito dalla Costituzione, che non cambia in base al suo umore. Non è possibile che ogni giorno il governo attacchi le sentenze”. “Ciò che allontana i cittadini dalle istituzioni – aggiunge – è una sanità pubblica presa a picconate dai tagli del suo governo, sono salari da fame, è il quasi miliardo di euro dei contribuenti scialacquato in Albania per costruire delle prigioni vuote: il prezzo delle sue scelte intanto continuano a pagarlo gli italiani”.

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