di Giuseppe Onorati
Da qualche settimana è disponibile su varie piattaforme ORBITA, l’ultimo lavoro figlio del sodalizio artistico fra il cantautore e poeta Vito Viglioglia ed il chitarrista, compositore e produttore Graziano Accinni. I due artisti lucani ancora una volta prorompono sulla scena, ribadendo quella perfezione d’incastro sinergico e stilistico.
Dopo le Sonopoesie e le Sonopreghiere , Viglioglia ed Accinni confermano una straordinaria sintonia espressiva; vibrazione di suono e voce si sintetizzano in un’armonia eterica, che tende ad espandersi nello spazio, conquistando sonoramente l’ambiente.
Vito Viglioglia, cantautore e poeta, ex voce dei Babele, gruppo napoletano che ha avuto rilevanza nella storia dell’underground italiano di fine anni Novanta dello scorso secolo ed inizio anni Duemila ed attualmente voce dei Meteopanik. Una voce d’eco mistica, sospesa fra il cantare ed il salmodiare ma con incisività drammaturgico-rock (ove necessario), è autore di testo e musica del brano ORBITA.
Graziano Accinni, chitarrista, compositore e produttore. Fra i chitarristi più stilisticamente notevoli del panorama italiano, è stato collaboratore storico di Pino Mango, oltre a presentare una storia professionale fatta di tante altre collaborazioni prestigiose: da Mina a Miguel Bosé a Ian Anderson (tanto per citare alcuni nomi) e che negli ultimi anni è impegnato in attività di ricerca del senso ancestrale e sacro racchiuso nelle profondità espressive della tradizione musicale popolare lucana. Suoi sono gli arrangiamenti e le esecuzioni sonore di ORBITA.
Lo Spirito, corredato di Anima e Corpo, s’immerge nel viaggio esistenziale della vita, scandito dalle passioni, dai sentimenti, che ne segnano il cammino e ne danno consistenza. Il viaggio è presentato da Viglioglia come un procedere perpetuo e ciclico, tipico dei pianeti che si muovono nella propria orbita; è perpetuo lo stupore che ogni volta la passione causa, l’incandescente gioia che si accende nell’anima come investimento energetico e slancio vitale che risuona nella corporeità.
Il motore di questo dinamismo vitalistico è l’Amore, fonte propulsiva dell’incontro con l’altro, dello slancio e dell’abbandono fecondo, come recita il testo. Il Cuore con il suo battere “misura e scandisce” questa propulsione che Anima e Corpo esperiscono a servizio dello Spirito.
Il senso del viaggio perpetuo, il brano lo rende immediatamente con l’arpeggio che Accinni intraprende da subito e che fungerà da cursore sonoro. Nella parte iniziale, i due artisti lucani, con lieve intensità, introducono al discorso ritmico e di significato ed è un morbido incalzare ipnotico. Segue una breve pausa, ma subito ecco un’esplosione di densità sonora per sorreggere l’esplosione poetica con cui si decantano la forza e l’impeto del dinamismo vitalistico a cui le passioni sottopongono l’Anima e che risuona nel Corpo; poi, come dopo una tempesta, una nuova pausa in cui il poeta evoca elementi biografici che, simbolicamente e con dei tratti ermetici, nella memoria celebrano il dinamismo vitalistico. L’ultima parte è un ricrescere sonoro dove le ricorsività musicale e vocale riportano al senso del movimento perpetuo e ciclico, riconfermando come in una infinitudine ipnotica, la centralità dell’Amore in quanto fonte propulsiva del viaggio esistenziale.
Le strutture di linguaggio espressive e di suono, rimandano ad atmosfere New Wave ed Ambient, con ricorsività elettroniche, sovrapposizioni di strati sonori, in armonica simbiosi con il taglio timbrico della voce di Viglioglia.
A magistrale chiusura estetica dell’opera, arriva in ultimo “ l’occhio” del regista e video-maker Giovanni Marino, il quale ha realizzato il video di ORBITA (disponibile su YouTube). In uno sfondo scuro, richiamante lo spazio cosmico, Viglioglia si muove con una mimica coreutica, come in un movimento perpetuo e ciclico (proprio come fanno i pianeti nella loro orbita), a rappresentare il viaggio esistenziale. Una fonte luminosa irraggia questa danza della vita ed è come il Sole dell’Amore, fonte propulsiva della vita. Un lavoro di enorme portata simbolica che si sposa pienamente con il clima sonoro-ipnotico del brano e nel quale si evince un gioco di luce, degno del robusto retroterra di fotografo che il regista possiede.
Non resta quindi che augurare buon ascolto e buona visone nell’ORBITA di Vito Viglioglia e di Graziano Accinni.
Nella fotografia, tratta dal set del video di ORBITA, partendo da sinistra troviamo: Vito Viglioglia, Giovanni Marino e Graziano Accinni.
