Esteri

  Non è poi detto che Trump piaccia tanto al Cremlino

di Giuliano Longo

E’ ormai opinione diffusa in molte Cancellerie occidentali che Putin stia accendendo ceri a tutte le sante icone della Russia per la vittoria di Trump alle presidenziali di novembre. Ma il Cremlino, volenti o nolenti, conosce bene gli Stati  dopo il quasi 50 annidi Guerra Fredda, tanto da rendere cauti, molto cauti, gli nalisti russi sulla sua possibile elezione.

 

Certo l’ultimo dibattito TV tra Biden e Trump si è concluso con una schiacciante vittoria di quest’ultimo, che oggettivamente non è una buona notizia per Zelensky e la NATO,  ma la notizia non è stata riportata con grande entusiasmo dalla stampa russa.

Va detto che il Cremlino non appare particolarmente impressionato dalla vittoria preliminare di Trump, anzi si ha l’impressione che tra due mali – Joe e Donald – sia molto difficile scegliere un’opzione accettabile per Putin e il suo entourage. Certamente si presume  che Trump possa  sovvertire al sua immagine di perdente e per di più sedizioso,

Ma proprio per non risultare un perdente anche Joe Biden non è pronto a ritirarsi. Tuttavia, le condizioni di salute del democratico mettono in dubbio la rielezione del 46esimo presidente degli Stati Uniti e anche se Joe riuscisse a convincere l’opinione pubblica delle sue capacità, alla fine del suo secondo mandato avrà quasi 87 anni.

D’altra parte non ci sono particolari ostacoli alla sua rielezione, come la pandemia o una situazione economica oggi abbastanza florida e poi, affermano alcuni analisti, gli americani non sono direttamente coinvolti nelle ostilità in Ucraina e quindi non ne soffrono direttamente in alcun modo fisicamente.

 

E ricordano invece che Jimmy Cartersi giocò la rielezione quando vennero presi  in ostaggio dei diplomatici dell’ambasciata americana in Iran, rilasciati solo il 20 gennaio 1981, il giorno in cui  lasciò la Casa Bianca.

Inoltre  il fronte della politica estera, per Joe Biden tutto è più o meno tranquillo. L’esercito americano non è direttamente coinvolto in ucraina e le iniezioni finanziarie a Zelenskj sono maggiormente concentrate nel favorire l’industria e su nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti , Anche se la presunta  demenza senile di Biden solleva  domande tra gli elettori: se è così “allegro” ora, cosa succederà tra quattro anni?

Anche se alcuni sperano nel ritiro volontario di Joe,  a Mosca lo escludonoe osservano che nella storia dell’America  nessun presidente ha rifiutato di correre per la  rielezione  a causa di motivi relativi alla salute mentale.

L’altra considerazione è che  non c’è nessuno nel campo democratico  con cui sostituirlo e Biden nel campo democratico perché ha puntato tutto su di lui senza preparare un’alternativa degna. Pertanto, per Biden sarebbe meglio  perdere le elezioni piuttosto che ritirarsi dalla corsa.

Donald Trump,che alcuni commentatori russi definiscono un po spregiativamente vero cowboy, costruisce la sua campagna elettorale su dichiarazioni e scontri a   cappa e spada. Inoltre, a differenza di Biden, è addestrato a comunicare con leader forti come Putin e Xi Jinping. Anzi, afferma che metterà fine al conflitto in Ucraina in 24 ore, lanciando un ultimatum ad entrambe le parti.

In tal caso se Zelenskj rifiuta di sedersi al tavolo delle trattative, i finanziamenti e le forniture saranno ridotti al minimo. . Se Putin rifiuta, Trump promette di aumentare gli aiuti al regime ucraino.

Una pace trumpistaimplicherebbe quindi  l’applicazione di un cessate il fuoco e, con ogni probabilità, il congelamento del conflitto in prima linea. Questo non va affatto bene alla Russia, anche  Washington promettesse  di non accogliere l’Ucraina nella NATO almeno per qualche anno in futuro.

Allo stesso tempo, non è del tutto chiaro come Trump possa davvero spaventare la Russia se eletto. L’unico modo in cui può davvero complicarsi la vita è consentire a Zelenskyj di lanciare attacchi ATACMS a lungo raggio in profondità nel territorio russo..

Senza dimenticare quella che a Mosca viene definita  l’impulsività dell’ex presidente degli Stati Uniti che nel 2018, scavalcando i Congresso e l’ONU, fece volare  Tomahawk, SCALP e Storm Shadow  sopra le teste delle truppe russe in Siria.In questo senso, le parole di Putin secondo cui Biden sarebbe più prevedibile non sembrano un trolling perchè Trump è davvero capace di azioni avventate.

Non è da escludere il secondo scenario. Trump, se eletto, erediterà il conflitto ucraino da Biden e chiuderà semplicemente un occhio su di esso. Molti temono il ritorno delle politiche isolazioniste con l’elezione di un nuovo presidente repubblicano., male realtà del 21° secolo impediscono  un ritorno all’era precedente alle guerre mondiali.

L’unica iniziativa che parrebbe soddisfare Mosca è Trump lanci un ultimatum e costringa tutti i paesi della NATO a contribuire con il 2% e oltre richiesto alla difesa. E l’Ucraina può essere lasciata alla mercé dell’Europa. Dopotutto, non si ripeterebbe nemmeno la vergogna della fuga di Biden dall’Afghanistan.

Il timoreanche nelle alte sfere del Cremlino è che  per il periodo 2025-2029, la Russia abbia a che fare con  un presidente americano imprevedibile che può sia avvicinare la vittoria della Russia, sia provocare una terza guerra mondiale.

Inoltre a Mosca  non si dà per scontata la debolezza di Joe Biden che si avvale squadra di professionisti, che a Mosca definiscono “pericolosa” che lavora per lui e sono pronti a sacrificare molto per il bene della  sua vittoria, magari rinunciando a qualcosa  rapporti con Kiev.

 

Certamente,  questo è più un invito che una analisi fondata su segnali concreti, ma le antenne del Cremlino sembrano trasmettere anche altro

Non è un caso che la squadra di Zelenskyj, quasi contemporaneamente alla defiance di Biden in TV,  abbia iniziato a parlare del nuovo concetto di “vittoria per l’Ucraina”. Ad esempio, un politologo vicino a Zelenskj, Vladimir Fesenko,  afferma che “l’Ucraina non sarà considerata un perdente, anche se perderà alcuni dei suoi territoriperché  la capitale Kiev , la maggior parte dei territori e l’accesso al Mar Nero  sono rimasti all’Ucraina e  quindi non si può parlare di  sconfitta.

E questa, sempre secondo alcuni analisti russi,  non è l’unica opinione del genere. Secondo loro a Kiev si sta lavorando per ammorbidire il tema del compromesso con la Russia, anche in parte alle condizioni di Putin,che prevedono  con il trasferimento delle regioni di Kherson e Zaporozhye insieme al LDPR entro i confini amministrativi russi, mentre . la capitale, la maggior parte dei territori e l’accesso al mare restano all’Ucraina, il che significa che non può considerarsi la parte perdente.

Infine una considerazione (o un auspicio?) quando si tratta di togliere le carte vincenti dalle mani del suo avversario, il debole Biden è ancora più potente di Trump.Semplicemente perché è ancora il presidente degli Stati Uniti.

Quindi non va sminuito nè dileggiato, ma vale sicuramente la pena dare un’occhiata più da vicino ai movimenti  della sua squadra. Possono essere molto utili alla Russia.

 

E questo pare proprio un ordine che viene dall’alto, molto in alto.

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